Ti ho amato dal primo istante...

Ti ho amato dal primo istante...

mercoledì 21 giugno 2017

IL PAESE DELLE VACANZE

Ieri è stato il giorno della consegna delle cosiddette "pagelle", ora chiamate schede di valutazione. Da oggi, invece, inizia ... l' #estate2017 !!! ^___^


Augurando buone vacanze a grandi e piccini, Mamma Mi e il suo pastrugno Vi dedicano questa simpatica filastrocca dell'indimenticabile Gianni Rodari.

Il Paese delle Vacanze
non sta lontano per niente:
se guardate sul calendario
lo trovate facilmente.
Occupa, tra Giugno e Settembre,
la stagione più bella.
Ci si arriva dopo gli esami.
Passaporto, la pagella.
Ogni giorno, qui, è domenica,
però si lavora assai:
tra giochi, tuffi e passeggiate
non si riposa mai.

sabato 13 maggio 2017

13 maggio 2017: 8 anni di te.

Carissimo Riccardo,
pastrugno mio, come ti ho chiamato fin da quando eri piccino piccino, oggi è un giorno SPECIALE per te, ma lo è anche per me: 8 anni fa approdavi in questo mondo attraverso il mio corpo.

Da quel mercoledì 13 maggio 2009 alle ore 17,55 la mia vita è cambiata, è nettamente migliorata. Da quel giorno la mia vita è stata decisamente più piena di gioia grazie al tuo arrivo. Anche qualche litigata non è mancata nel corso di questi 8 anni e non mancherà in futuro. Nonostante le difficoltà iniziali dell'essere appena diventata mamma, le mie paure e i tuoi pianti iniziali, le litigate quando più grandicello hai iniziato a fare a volte dei capricci, com'è giusto che sia per dei bambini (siamo noi genitori a dover far capire che certi atteggiamenti non portano da nessuna parte), nonostante ciò, non riesco a immaginare la mia vita senza la tua presenza qui con noi, con me e papà. 

Quando eri piccino, non avevi ancora un anno e cercavi di parlare ma non ti riusciva così bene, ti è venuto fuori un mama Mi (la tua primissima parola è stata mama) che mi ha colpito il cuore e poi scherzosamente il nonno ha iniziato a chiamarmi mamma Mi quando c'eri tu. Ho perfino annullato ogni altro precedente indirizzo email e creato un nuovo indirizzo: mammami7309 ... dove 73 e 09 corrispondono rispettivamente ai nostri due anni di nascita ... Tu, pastrugno mio, mi hai trasformata da semplice donna in MAMMA.   Don Simone, alla S. Messa di domenica scorsa, ha proprio detto che essere mamma è una vocazione, è un mettersi al servizio e a tal proposito io e altre mamme abbiamo portato all'altare, al momento dell'offertorio, un grembiule, il segno del servizio. Essere mamma è un lavoro che non ha ferie, non ha malattie, non ha permessi, non ha orari, non ha stipendio, ma nonostante ciò rende la vita straordinaria, il semplice sorriso del proprio bambino, un bacio o un  abbraccio con  le sue manine delicate è un atto miracolosamente bello... 

Tu, Riccardo, rendi me una donna speciale: orgogliosa di essere la tua mamma. Ogni giorno, in questi 8 anni, ho gioito con te dei tuoi progressi e ho pianto con te delle tue piccole e temporanee sconfitte, dei tuoi errori. Io coccolavo te, quando avevi paura e allo stesso tempo ricevevo da te un affetto puro che mi ricaricava. Ed è ancora così. GRAZIE, piccolo grande tesoro mio! 

Ogni sera, quando ti accompagno a dormire e vedo che sereno ti addormenti, mentre ti leggo una storia, resto sempre, ancora adesso dopo 8 anni, letteralmente estasiata da te, dalla bellezza che scaturisce dal tuo volto, dal tuo cuore ... quando tu dormi ormai profondamente, resto ancora lì, ai piedi del tuo letto e recito una preghiera a Dio che non è proprio una preghiera, ma una parola, un'apparentemente banale parola: GRAZIE. Dico il mio GRAZIE a Dio per avermi donato un essere speciale come te, mio pastrugno.

Vorrei non farti mancare nulla nel limite del possibile ed evitando di farti crescere viziato come Veruca Salt (personaggio di uno dei nostri film - e libro - preferiti: "la fabbrica di cioccolato")...

Uno dei regali di compleanno che riceverai da me e da papà lo conosci e non lo dovrai scartare:  si tratta della festa di compleanno, a cui tieni molto, che ti abbiamo organizzato con i tuoi amici. 
Il secondo regalo è la festa che faremo proprio oggi in famiglia con i nonni e i tuoi fratelli maggiori... Il terzo regalo sarà la torta che preparerò per te e di cui non sai nulla, nemmeno gli ingredienti che utilizzerò: sorpresa per il mio bimbo goloso!  Il quarto regalo sarà una cosa che non ti aspetterai ma che sarà legata all'età che compi oggi ... ed infine il quinto regalo lo potrai scartare e, penso proprio che ne sarai felice, visto che è da un po' che me lo chiedi. ^___*  Però il regalo che non smetterai mai di ricevere e che non finirà mai, nemmeno quando avremo il cuore arrabbiato dopo una litigata, sarà il nostro amore, l'amore mio e di papà. 


BUON COMPLEANNO, pastrugno mio!

La tua Mamma Mi

domenica 16 aprile 2017

BUONA PASQUA


WHAT WILL YOU FIND IN YOUR EASTER EGG?? ^___^

                                                             


Lavoretto eseguito da mio figlio e dai suoi compagni di classe, 2° elementare ^___^

poesia scritta in classe con la maestra lo scorso 12 aprile e imparata poi a memoria. Bravi bambini della 2°B S. Andrea di Biassono (MB) ^___^

mercoledì 12 aprile 2017

Una lettera da ... Gesù.

E' iniziata la settimana Santa. In questi giorni ricordiamo ciò che ha dovuto subire Gesù. Giorni fa, la mia migliore amica mi ha mandato un messaggio che ho apprezzato moltissimo: conteneva una lettera, una probabile lettera che avrebbe potuto scrivere proprio lui, lui che si è sacrificato per noi, per amore verso tutti noi, sì proprio lui, Gesù. Ecco il testo di questa lettera.

«Scrivo dalla mia croce alla tua solitudine. A te che tante volte mi hai guardato senza vedermi e mi hai sentito senza ascoltarmi. A te che tante volte hai promesso di seguirmi da vicino e, senza sapere perché, ti sei allontanato dalle orme che ho lasciato nel mondo perché non ti perdessi.
A te che non sempre credi che io sia al tuo fianco, che mi cerchi senza trovarmi e a volte perdi la speranza di incontrarmi. A te che a volte pensi che io sia solo un ricordo e non capisci che sono vivo.
Io sono l’inizio e la fine; sono la via perché tu non ti perda, la verità perché tu non sbagli e la vita perché tu non muoia. Il mio tema preferito è l’amore, che è stato la mia ragione per vivere e per morire.
Sono stato libero fino alla fine; ho avuto un ideale chiaro e l’ho difeso con il mio sangue per salvarti. Sono stato maestro e servitore, sono sensibile all’amicizia e aspetto da tanto tempo la tua.
Nessuno come me conosce la tua anima, i tuoi pensieri, il tuo cammino, e so molto bene quanto sia grande il tuo valore. So che a volte la tua vita sembra povera agli occhi del mondo, ma so anche che hai tanto da dare, e sono certo che nel tuo cuore ci sia un tesoro nascosto: conosciti e allora riserverai un posto per me.
Se sapessi da quanto tempo busso alla porta del tuo cuore e non ricevo risposta! A volte soffro quando mi ignori e mi condanni, come Pilato. Soffro anche quando mi rinneghi, come Pietro, e quando mi tradisci, come Giuda.
Oggi ti chiedo di unirti al mio dolore, di prendere su di te la tua piccola croce insieme alla mia. Ti chiedo pazienza con i nemici, amore per il conuige, responsabilità nei confronti dei figli, tolleranza con gli anziani, comprensione con i fratelli, compassione verso chi soffre, servizio nei confronti di tutti, come io ho vissuto e ho insegnato.
Non vorrei vederti egoista, ribelle, pessimista. Vorrei che la tua vita fosse allegra, sempre giovane e cristiana. Ogni volta che ti scoraggi, cercami e mi troverai. Ogni volta che ti senti stanco, parla con me, raccontami i tuoi problemi.
Ogni volta che pensi di non servire a nulla non deprimerti, non ritenerti inferiore, non dimenticare che avrò bisogno della tua piccolezza per entrare nell’anima del tuo prossimo.
Ogni volta che ti sentirai solo non dimenticare che sono con te. Non stancarti di chiedermi, io non mi stancherò di darti. Non stancarti di seguirmi, io non mi stancherò di accompagnarti.
Non ti lascerò mai solo.
Gesù.»


La scorsa domenica 02/04/2017 alla GIORNATA INSIEME di catechismo, i bambini di seconda elementare insieme a noi catechiste hanno fatto questo meraviglioso collage e il giorno dopo, lunedì 03/04/2017 i bambini hanno vissuto una speciale via crucis con bacio finale a Gesù.

lunedì 3 aprile 2017

IL BAMBU'

Con questa storia di Bruno Ferrero, ho fatto capire al mio gruppo di bambini di seconda elementare, a catechismo, la morte di Gesù, che ha sacrificato se stesso per l'umanità intera. 

In un magnifico giardino cresceva un bambù dal nobile aspetto.

 Il Signore del giardino lo amava più di tutti gli altri alberi. Anno dopo anno, il bambù cresceva e si faceva robusto e bello. Perchè il bambù sapeva bene che il Signore lo amava e ne era felice. Un giorno, il Signore si avvicinò al suo amato bambù e gli disse: «Caro bambù, ho bisogno di te.»

Il magnifico albero sentì che era venuto il momento per cui era stato creato e disse, con grande gioia: «Signore, sono pronto. Fa' di me l'uso che vuoi.»
La voce de Signore era grave: «Per usarti devo abbatterti!» 
Il bambù si spaventò: «Abbattermi, Signore? Io, il più bello degli alberi del tuo giardino? No, per favore, no! Usami per la tua gioia, Signore, ma per favore, non abbattermi.»
«Mio caro bambù, se non posso abbatterti, non posso usarti.»
Il giardino piombò in un profondo silenzio. Anche il vento smise di soffiare. Lentamente il bambù chinò la sua magnifica chioma e sussurrò: «Signore, se non puoi usarmi senza abbattermi, abbattimi. Mio Signore, abbi pietà. Distruggi la mia bellezza, ma lasciami i rami e le foglie!»
«Se non posso tagliarli, non posso usarli.»
Il sole nascose il suo volto, una farfalla inorridita volò via. Tremando, il bambù disse fiocamente: «Signore, tagliali.»
«Mio caro bambù, devo farti ancora di più. Devo spaccarti in due e strapparti il cuore. Se non posso fare questo, non posso usarti.»
Il bambù si chinò fino a terra e mormorò: «Signore, spacca e strappa.»
Così il Signore del giardino abbatté il bambù, tagliò i rami e le foglie, lo spaccò in due e gli estirpò il cuore. Poi lo portò dove sgorgava una fonte di acqua fresca, vicino ai suoi campi che soffrivano per la siccità. Delicatamente collegò alla sorgente una estremità dell'amato bambù e diresse e l'altra verso i campi inariditi. La chiara, fresca, dolce acqua prese a scorrere nel corpo del bambù e raggiunse i campi. Fu piantato il riso e il raccolto fu ottimo. Così il bambù divenne una grande benedizione, anche se era stato abbattuto e distrutto. Quando era un albero stupendo, viveva solo per se stesso e si specchiava nella propria bellezza. Stroncato, ferito e sfigurato era diventato un canale, che il Signore usava per rendere fecondo il suo regno.

Noi la chiamiamo “sofferenza”. Dio la chiama “ho bisogno di te”.

domenica 29 gennaio 2017

I TRE GIORNI DELLA MERLA

I tre giorni della merla sono, secondo la tradizione, gli ultimi tre giorni di gennaio: 29, 30 e 31 oppure gli ultimi due giorni di gennaio e il primo di febbraio. Sempre secondo la tradizione sarebbero i tre giorni più freddi dell’anno.

Ecco le due versioni della celebre leggenda delle merla bianca che diventa nera a causa del freddo e della fuliggine di un camino.

Prima versione:

Tanto, tanto tempo fa a Milano ci fu un inverno molto rigido.
La neve scendeva dal cielo e copriva tutta la città, le strade, i giardini.
Sotto la grondaia di un palazzo in Porta Nuova c’era il nido di una famigliola di merli, che a quel tempo avevano le piume bianche come la neve. C’era la mamma merla, il papà merlo e tre piccoli uccellini, nati dopo l’estate.
La famigliola soffriva il freddo e stentava a trovare qualche briciola di pane per sfamarsi, perché le poche briciole che cadevano in terra dalle tavole degli uomini venivano subito ricoperte dalla neve che scendeva dal cielo.
Dopo qualche giorno il papà merlo prese una decisione e disse alla moglie: “Qui non si trova nulla da mangiare, se continua così moriremo tutti di fame e di freddo. Ho un’idea, ti aiuterò a spostare il nido sul tetto del palazzo, a fianco a quel camino, così mentre aspettate il mio ritorno non avrete freddo. Io parto e vado a cercare il cibo dove la neve non è ancora arrivata”.
E così fu fatto: il nido fu messo vicino al camino e il papà partì. La mamma e i piccoli uccellini stavano tutto il giorno nel nido, scaldandosi tra loro e anche grazie al fumo che usciva tutto il giorno dal camino.
Dopo tre giorni il papà tornò a casa e quasi non riuscì più a riconoscere la sua famiglia! Il fumo nero che usciva dal camino aveva colorato di nero tutte le piume degli uccellini!
Per fortuna da quel giorno l’inverno divenne meno rigido e i merli riuscirono a trovare cibo sufficiente per arrivare alla primavera.
Da quel giorno però tutti i merli nascono con le piume nere e, per ricordare la famigliola di merli bianchi divenuti neri, gli ultimi tre giorni del mese di gennaio sono detti “I tre giorni della merla”.

Seconda versione:

Una merla dal bellissimo piumaggio bianco, era sempre strapazzata da gennaio, mese freddo e scuro, che non aspettava altro che lei uscisse dal nido in cerca di cibo, per scatenare freddo e gelo.
Stufa delle continue persecuzioni, un anno la merla fece provviste che bastassero per un mese intero e poi si rinchiuse nel suo nido. Rimase lì, al riparo, per tutto il mese di gennaio, che all’epoca durava ventotto giorni.
Giunti all’ultimo giorno del mese, la merla, credendo di aver ingannato il perfido gennaio, sgusciò fuori dal nido e si mise a cantare per prenderlo in giro.
Gennaio, furioso, se ne risentì e chiese tre giorni in prestito a febbraio. Avutoli in dono, scatenò bufere di neve, vento, gelo, pioggia.
La merla si nascose allora in un camino e vi restò ben nascosta aspettando che la bufera passasse.
Trascorsi i tre giorni e finita la bufera, la merla uscì dal camino, ma a causa della fuliggine, il suo bel piumaggio candido si era tutto annerito.
Così essa rimase per sempre con le piume nere e da quel giorno tutti i merli nascono di colore scuro.



Come in tutte le leggende, esiste un fondo di verità: nel calendario romano il mese di gennaio durava solo ventinove giorni.
Sempre secondo la leggenda, se i giorni della merla sono freddi, la primavera sarà mite; se invece sono caldi, la primavera arriverà in ritardo.

sabato 28 gennaio 2017

La quinta partita della stagione per il mio pastrugno e i suoi compagni di squadra si avvicina...oggi pomeriggio si gioca a Milano, nella big city. Forza scoiattoli 2009! 💪

"Il basket è l’unico sport che tende al cielo. Per questo è una rivoluzione per chi è abituato a guardare sempre a terra."
(Bill Russell)



"Non chiederti cosa i tuoi compagni di squadra possono fare per te. Chiediti cosa tu puoi fare per i tuoi compagni di squadra."
(Magic Johnson)

chiquita!!! 
Forza piccoli campioni, voi mettetecela tutta e la partita sarà un gran spettacolo come sempre! 👍👍

venerdì 27 gennaio 2017

La Giubiana

Ieri pomeriggio, come da tradizione popolare, i bambini delle due scuole primarie di Biassono (MB) hanno fatto festa per le strade del paese facendo rumore con coperchi e mestoli in legno raggiungendo la piazza del paese dove poi si è svolto il falò della Giubiana, una strega cattiva che mangiava e spaventava i bambini. E come da tradizione, i bambini hanno consegnato alle maestre le loro paure più grandi (disegnate o scritte) e queste ultime sono state bruciate...

filastrocca popolare: La Giubiana di Biassono fa spaventare anche mio marito
Corre di qua, corre di là, con le calze rosse, salta i fossi.
Ma di notte viene presa e nel fuoco bruciata!
Ed ecco la sua storia...

La Giubiana è una strega, spesso magra, con le gambe molto lunghe e le calze rosse. Vive nei boschi e grazie alle sue lunghe gambe, non mette mai piede a terra, ma si sposta di albero in albero. Così osserva tutti quelli che entrano nel bosco e li fa spaventare, soprattutto i bambini. E l'ultimo giovedì di gennaio va alla ricerca di qualche bambino da mangiare. Ma una mamma, che voleva molto bene al suo bambino, le tese una trappola. Preparò una gran pentola di risotto giallo (allo zafferano o alla curcuma 😉) con la luganega (salsiccia), e lo mise sulla finestra. Il profumo era delizioso, da far venir l'acquolina in bocca. La Giubiana sentì il buon odore e corse con la sua scopa, verso la pentola e cominciò a mangiare il risotto. Il risotto era tanto ma era così buono, che la Giubiana non si accorse che stava per arrivare il sole. Il sole uccide le streghe, così il bambino fu salvo.


Siccome è stata cattiva, il "tribunale" dei bambini l'ha giudicata... colpevole... 
Brusa, brusa Giubiana! Ovvero Brucia, brucia Giubiana!
Bruciando questo fantoccio, si bruciano anche le paure dei bambini e ...degli adulti e picchiando forte i coperchi, facendo rumore, si allontana la negatività.
Il fuoco 🔥 è sinonimo di trasformazione e purificazione, come il suono collettivo porta a fortificare l'azione e lo scopo che si vuole raggiungere. 

venerdì 20 gennaio 2017

PADRE NOSTRO

Sentendo le varie tragedie e le cattiverie che succedono nel mondo in questi anni, mio figlio mi chiede perché succedono tali disgrazie, tali cattiverie... Non riesco a dargli delle risposte certe... l'unica soluzione che gli propongo, da catechista, è quella di agire nel migliore dei modi e di affidarci a Dio, lui che veglia dall'alto su tutti noi e che ha un disegno, un progetto per tutti...  Preghiamo tutti, noi con loro, con i nostri figli, preghiamo e confidiamo nell'aiuto del Padre nostro. 

Padre nostro
che sei nei cieli,
sia santificato il tuo nome,
venga il tuo regno,
sia fatta la tua volontà: come in cielo,  così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano,
rimetti a noi i nostri debiti,
come noi li rimettiamo ai nostri debitori;
e non ci indurre in tentazione, ma liberaci dal male.
Amen.
Dio, tu sei il nostro Papà! Ci vuoi bene proprio come un papà vuole bene al suo bambino piccolo.
Tu, Padre nostro, ci guardi dall’alto perché sei più grande di noi. Tu vedi tutto. La vita di ogni persona è guardata in ogni momento con amore da te.
Il tuo nome, Dio, è Santo perché dà la vita a tutte le creature. Ti preghiamo, Padre nostro, fa’ che anche oggi possiamo sperimentare la tua presenza piena di vita in mezzo a noi.
Tu, Dio, sei il nostro unico Signore! Ti preghiamo di occupare sempre il primo posto nel nostro cuore.
Padre nostro, quello che tu vuoi per noi è il nostro bene. Ti preghiamo di realizzare anche oggi il tuo progetto nella nostra vita.
Padre nostro, tu sei ogni giorno la nostra speranza di eternità. Ci affidiamo a te perché tu conosci ogni nostro vero bisogno e sai cosa ci serve per essere felici.
Padre nostro, tu ci perdoni sempre perché sei un papà pieno di pazienza e di amore. Aiuta anche noi ad essere pazienti e capaci di perdonare ogni volta come fai tu con noi.
Padre nostro, non lasciarci soli, tienici tra le braccia anche quando siamo tentati di disobbedire alla tua volontà. Con te vicino il nostro cuore è in pace. Tu ci proteggi da ogni male.
Sia proprio così, nella nostra vita, ora e sempre.


giovedì 5 gennaio 2017

UN TEMPO LA BEFANA

Un tempo la Befana
veniva col vento di tramontana
su una scopa e col saccone
mezzo pieno di carbone
e lasciava tanti doni
solamente ai bambini buoni.
Ma poi lei è andata a scuola
e ha imparato una cosa sola:
bimbi cattivi non ci sono per niente
non serve il carbone assolutamente!
Non serve la scopa per portare il saccone
se viaggi col razzo a propulsione,
ci son doni per tutti i bambini,
anche se non esistono più i camini.
Se il mondo è cambiato
non fa niente:
la buona Befana
verrà certamente.


venerdì 16 dicembre 2016

IL PICCOLO ABETE

Lo scorso 12 dicembre il mio pastrugno e i suoi compagni di classe hanno letto questa dolcissima storia:

IL PICCOLO ABETE

Come ogni anno, Jack e il papà si avviarono su per la collina alla ricerca di un abete da abbattere. 
Nel bosco ne trovarono uno piccolo, dal tronco forte e dai rami snelli e decisero che il giorno seguente sarebbero ritornati a prenderlo.
Gli animali del bosco, che avevano le orecchie sempre attente, quando sentirono che l'abete avrebbe lasciato la collina, lo raccontarono al bosco intero. Discussero insieme tutta la sera per decidere quale fosse il modo migliore per salutarlo e ringraziarlo, per aver dato loro rifugio durante gli anni trascorsi.
Quella notte, mentre Jack dormiva, attorno all'abete risuonavano cinguettii,squittii e passi frettolosi. Ciascun animale aveva un compito speciale da portare a termine: le formiche decorarono l'albero con le bacche rosse; i topolini appoggiarono sui rami dell'albero piccole pigne; gli uccelli infilarono tra le fronde molte piume colorate; i conigli portarono in dono all'albero infinite lucciole, che brillavano come candele natalizie; gli scoiattoli, che spesso avevano trovato rifugio nell'abete, prepararono una stella di noci e ghirlande da utilizzare come puntale.
E mentre gli animali si davano tanto da fare, la neve cominciò a cadere silenziosa sull'abete.
Il mattino dopo Jack raggiunse di corsa il bosco e rimase a bocca aperta nel vedere il piccolo abete.


I suoi rami brillavano alla luce del mattino e le lucciole splendevano luminose.
- Non possiamo abbatterlo, - esclamò Jack - E' meraviglioso!-
- Il suo posto è qui, non a casa nostra! - aggiunse il papà.

All'improvviso dall'abete giunsero cinguettii e schiamazzi e un merlo cominciò a cantare dalla felicità. 

Il babbo ebbe poi una grande idea: - Alla vigilia di Natale torneremo qui tutti insieme ad intonare i canti natalizi. Così potremo festeggiare il Natale intorno al nostro albero speciale! -


Mamma Mi e il suo pastrugno augurano a tutti ...

giovedì 15 dicembre 2016

MEZZANOTTE IN EGITTO

Questa settimana il libro che il mio piccolo grande ometto aveva a casa da leggere era questo:

MEZZANOTTE IN EGITTO.



E' notte nel paese di sabbia e in cielo brillano le stelle (ma non trovate che una brilli un po' troppo? Boh, forse no!).
Tutto tace tra le palme ... Tutto tace alla Mummia Polizia ... Tutto tace a Tebe ... E tace la Piramide ...
(ma non vi pare che stia diventando sempre più grande? Boh, forse no!)
E perfino dentro la Piramide tutto tace, perchè la Mummia Famiglia dorme! Ma non per molto ...
Domani mattina le Mummie andranno in vacanza, ma ora stanno sognando.
Mummia Papà inizia a russare.

RONF ...  RONF.....   RONF ......

Ma si sente anche un altro rumore.

ROAR ...  ROAR ...  ROAR  .......

Che all'improvviso diventa un fortissimo ...

SBANG! 


La Piramide trema e tutti si svegliano. Le Mummie si abbracciano staventate.

Le Mummie corrono alla porta. E sbirciano fuori. Una strana luce illumina il buio della notte.
Guardano in alto e vedono un disco volante, piazzato proprio in cima alla Piramide!

Dal disco volante esce una fila di omini verdi. Le Mummie non capiscono cosa dicono, però sono carini. Con loro c'è anche un tipo dall'aria confusa.

Le Mummie si presentano.

Poi le Mummie scoprono qualcosa di veramente strano. Quel tipo non si ricorda come si chiama e nemmeno da dove viene.

Mummia Papà e Mummia Mamma sono molto preoccupati. Così decidono di invitarlo a restare ... Almeno finché gli tornerà la memoria. Gli omini verdi sembrano contenti.
Gli omini verdi salgono sul disco volante e ripartono con un grande ...

WHOOSH! 

Ma quando la sabbia torna al suo posto ...
... le Mummie restano a bocca aperta: la Piramide ha un aspetto assai diverso con quel buco GIGANTESCO sulla cima! 

La mattina dopo le Mummie si svegliano presto ... ma non vanno in vacanza.
Mummia Papà e Mummia Mamma cercano di mettere in ordine. L'ospite si siede in poltrona e fischietta.

Mummia Mamma e Mummia Papà provano a riparare il buco. Ma è davvero molto difficile e così decidono di telefonare alle ...

... sorelle Cemento. Si chiamano Cleo, Pat e Nefertiti ... E sono le migliori costruttrici in tutto il paese di sabbia.

Arrivano ...

Pensano e contano ...

E poi scuotono la testa. E alla fine scrivono un preventivo delle spese.

Le sorelle Cemento incominciano subito a lavorare con le loro grandi perforatrici.

PRRR!  PRRR!  PRRR!

E poi con i grandi martelli.

BANG! BANG! BANG!

PRRR! PRRR! PRRR!

E poi di nuovo con le perforatrici. Qualcuno però ... non apprezza tutto questo rumore ...

Mummia Mamma e Mummia Papà  non ne possono più.

Sognano di essere in vacanza ...

E il loro ospite continua a non ricordare nulla.

Intanto le sorelle Cemento stanno mettendo tutto sottosopra.

Invece i Mummia Bambini si divertono. Provano ad aiutare ...

E intanto combinano pasticci.

Poi TUT e SIS prendono delle bende e le sorelle Cemento si ritrovano tutte fasciate.


Le Mummie ne hanno abbastanza e decidono di portare l'ospite a fare un giro. Così montano tutti sulla Mummia macchina.

L'ospite accende la Mummia radio ...

... e dopo un po' arrivano alla Mummia Polizia.

Mummia Mamma si informa se qualcuno ha denunciato la scomparsa di un uomo. Ma il Mummia poliziotto non ne sa nulla. Si occupa solo di mummie disperse e non di musicisti che hanno perso la memoria. Eh già: l'ospite ama molto la musica ...

Le Mummie si guardano negli occhi e improvvisamente hanno un'idea. Adesso sanno dove andare. Salgono di nuovo tutti in macchina e partono per ... Tebe.

Si precipitano subito nel Mummia negozio di musica. TUT e SIS entrano di corsa ...

... e capiscono immediatamente chi è il loro ospite. La fotografia sul disco da tornare la memoria anche a lui. Si chiama RICKI ROCKI ed è una star del ROCK.

RICKI si ricorda che è caduto e ha battuto la testa. E da quel momento ha perso la memoria. Gli omini verdi lo hanno trovato e lo hanno portato a fare un giretto. E' stato divertente, ma adesso è contento di ricordare di nuovo tutto.

RICKI ROCKI vuol ringraziare le Mummie per averlo aiutato. E quella sera fa un concerto in città. A mezzanotte sono ancora tutti là ad ascoltare e a suonare. Il gruppo che accompagna RICKI è fatto di musicisti eccezionali. Le sorelle Cemento suonano e la Mummia Famiglia canta il Mummia Rock.

Il concerto è un grande successo e le mummie guadagnano i soldi necessari a riparare la Piramide ...
... anzi a costruirla anche più bella di prima!


Ma non è finita. RICKI ROCKI dice alle Mummie che si meritano una vacanza ... E ne organizza una su misura. Li accompagna personalmente all'aeroporto. E' molto felice ...

E all'improvviso Mummia Mamma e Mummia Papà capiscono ...

... che sono saliti a bordo del disco volante insieme agli omini verdi!

Le porte si chiudono ed è ormai troppo tardi per scendere.

E questa è davvero la fine della storia.

mercoledì 30 novembre 2016

Mi hai fatto come un prodigio

In questi giorni, Mamma Mi e le altre catechiste stanno mostrando ai bambini i prodigi della Creazione. 

Mi
hai fatto
come un
Prodigio J
la tua VITA
è un grande
DONO di DIO

... leggi qui sotto e ti racconterò il perché!


Un bel giorno Dio, il Creatore,
si svegliò di buon umore:
«Ma che bello!»
e… girò in tondo

«quasi quasi faccio il mondo!»

E, volendo incominciare,
sgranò gli occhi ad osservare …
«Qui c’è buio, buio pesto …
…senza sole
più non resto!»
«Per vederci anche di notte:
 Luna splendente 
e stelle a frotte!»

pensò bene di separare: «Qua la terra,
             … di là il mare!»

«Ma che bello!», rise giocondo:
«Questo mondo lo faccio tondo!»



Poi, col fare Suo divino,
sulla terra piantò pure
un bel giardino.
Alberi, frutti, tanti fiori
dai più diversi sapori e colori.



«Ma che bello!»
e… girò in tondo:
«Voglio andare
fino in fondo!»

Passeggiando a tutte l’ore
Lui pensò, con gran stupore:
«Che silenzio che c’è qui …
ci vorrebbe un colibrì!
Ma …
non può cantar da solo,
ci vorrebbe un usignolo!»

E così … con fantasia
agli animali
diede il via.

Cani, gatti, pesci e uccelli, leoni,
serpenti, mucche e pipistrelli.






«Ma che bello!» e … girò in tondo,
«Ci vorrebbe un girotondo!».

Lo guardavano danzare
gli animali, stupefatti …
ma incapaci di imitarlo
se ne andavan …
quatti quatti.

Disse allora Dio,
il Creatore:
«Io, da solo
cosa faccio?
Non c’è gusto e …
mai un abbraccio.
Per danzare, ridere
e amare …
un amico
voglio creare».





Dio li ama, tutti quanti!
Tutti unici e importanti:
«Ma che bello!
Son miei figli
son diversi
e … sono tanti!»



Ogni bimbo che nasce
in questa grande famiglia
è un dono in più
… che una scintilla
della fantasia di Dio
                porta quaggiù
e … che meraviglia!

un DONO prezioso
sei anche tu!!!

il Signore da sempre
a te ha pensato,
ti ha voluto, ti ha amato.



Tu sei speciale …
e come te non c’è uguale!

Crescendo,
giorno
dopo giorno,
con l’amore
di chi
ti sta
intorno,
scoprirai
il tuo posto
in questo
mondo
e insieme
agli altri
farai
un meraviglioso
girotondo …