Ti ho amato dal primo istante...

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venerdì 13 settembre 2013

Frigorillo ama lo sport

Frigorillo, personaggio molto simpatico, trascorre troppe ore davanti alla televisione ed è poco attento a ciò che mangia, proprio come tanti bambini di oggi. Attraverso la sua storia, il piccolo lettore viene guidato alla conoscenza del corpo umano e riceve indicazioni su come mantenerlo in buona salute grazie alla pratica costante dello sport e ad una sana alimentazione. ^___* Ecco la storia...

FRIGORILLO AMA LO SPORT

Frigorillo è molto pigro. Anche se la sua scuola è vicina a casa, si fa sempre accompagnare dalla mamma in automobile.
Durante la ricreazione, Frigorillo fa un'abbondante merenda, così non ha tempo di giocare con i suoi compagni. Quando la lezione ricomincia, Frigorillo si sente appesantito e non riesce a concentrarsi.
Nel pomeriggio, dopo aver fatto i compiti, Frigorillo si sdraia sul divano e guarda la televisione. Dopo un po' si annoia e, per fare qualcosa, sgranocchia dei dolcetti. 
Finiti i suoi programmi preferiti, passa il resto del pomeriggio giocando con la play-station. Ma da un po' di tempo, alla sera, Frigorillo si sente depresso e stanco, anche se non ha mosso un dito per tutto il giorno. Inoltre è ingrassato...
Perciò la mamma di Frigorillo decide di portarlo dalla pediatra, la dottoressa Serena. Dopo averlo visitato, la dottoressa gli consiglia uno stile di vita diverso: più movimento, più attività fisica e una corretta alimentazione.
Devi sapere che il nostro corpo è come una macchina che per funzionare ha bisogno di energia. Questa energia proviene dal cibo che mangiamo. Ma se mangiamo troppo, specialmente cibi molto energetici come i dolci e i grassi, il nostro corpo non consuma questa energia in più, e la mette da parte sotto forma di grasso. Per questo ingrassiamo.
Chi fa sport consuma più energia. Quando corri, salti, vai in bicicletta o fai qualsiasi altra attività fisica, il tuo cuore batte più velocemente, il respiro diventa più frequente e senti caldo: questo vuol dire che i tuoi muscoli stanno consumando molta energia. Per questo motivo chi fa sport è più magro e in forma rispetto a chi fa vita sedentaria.
Lo sport rende anche più forti e resistenti alla fatica. Chi inizia a praticare uno sport si accorge in breve tempo che i muscoli diventano più grandi e più robusti. Anche il cuore è un muscolo che fa circolare il sangue in tutto il corpo. L'attività fisica regolare serve a mantenere sano e forte nel tempo questo importante organo vitale. I muscoli sono come degli elastici attaccati alle ossa. La ginnastica e lo sport migliorano l'elasticità dei muscoli e la flessibilità del corpo. Anche la danza è una disciplina che richiede e sviluppa grandi doti atletiche come forza, elasticità e coordinazione.
Esistono tantissimi sport che potresti praticare: scegli quello che ti piace e ti diverte di più. Il nuoto, ad esempio, è uno sport divertente, adatto a tutte le età, che irrobustisce tutti i muscoli del corpo. Potrai imparare i vari stili di nuoto: rana, dorso, farfalla e stile libero. 
La pallacanestro è un gioco di squadra che si gioca in cinque contro cinque. Richiede abilità e sviluppa coordinazione e resistenza. I campioni della pallacanestro sono molto alti perchè il canestro in cui si deve tirare la palla si trova a più di tre metri di altezza.
Anche la pallavolo è uno sport molto divertente che si gioca in sei contro sei. I giocatori si passano la palla con le mani per farla cadere per terra al di là della rete, nel campo avversario. In estate puoi praticare questo sport anche in spiaggia. Anche la pallavolo aiuta a crescere sani e robusti.
Lo scopo dello sport è quello di divertirsi e stare bene: non è importante vincere a tutti i costi. Ma non tutti la pensano così, infatti ci sono alcuni sportivi che, per migliorare le loro prestazioni, prendono delle sostanze chimiche dette dopanti. Queste sostanze, che servono a far crescere i muscoli e la forza o aumentare la resistenza alla fatica, sono molto pericolose perchè a lungo andare provocano gravi danni alla salute. Perciò devono essere assolutamente evitate.
Anche correre, saltare, giocare all'aria aperta, andare in bici o sui pattini aiutano a stare bene e in forma. E' meglio fare queste attività in posti lontani dallo smog e dal traffico, come ad esempio un parco pubblico.
Anche i tuoi genitori possono adottare uno stile di vita più sano. Se sono fumatori,convincili a smettere, perchè il fumo provoca gravi danni alla salute di chi fuma e di chi gli sta vicino.
Tutti gli sportivi sono molto attenti alla loro alimentazione.

Il pane, la pasta, il riso e le patate sono alimenti ricchi di carboidrati, che danno energia ai muscoli.
Frutta e verdura non devono mai mancare perchè forniscono al nostro corpo vitamine, sali minerali e fibre, cioè sostanze che ci servono per la crescita e ci difendono dalle malattie.
Il latte, la carne, il pesce, le uova, i fagioli e le lenticchie sono alimenti che ci danno le proteine necessarie per la crescita e i muscoli. 
I grassi, come olio, burro, panna, maionese e i dolci, vanno invece consumati in piccole quantità, perchè sono cibi molto energetici, che appesantiscono e rallentano la digestione.

Ecco un esempio di corretta alimentazione nell'arco della giornata. Cerca di non mangiare sempre le stesse cose: variare è importante, perchè ogni cibo ha delle proprietà particolari necessarie al nostro organismo. Quando hai sete, e durante i pasti, evita le bevande gassate o zuccherate, la cosa migliore è bere acqua.

Prima colazione: latte e fette biscottate con marmellata o miele.
Merenda a scuola: panino piccolo con prosciutto.
Pranzo: un piatto di pasta, due uova, un panino, insalata, una mela.
Merenda a metà pomeriggio: yogurt alla frutta.
Cena: carne, spinaci, un panino, fragole, una fetta di crostata. 

Naturalmente, dopo una giornata di scuola, compiti, giochi e sport, il nostro corpo ha bisogno di dormire per recuperare energia fisica e mentale. Per svegliarsi al mattino pimpanti e in forma, è necessario dormire almeno otto-nove ore per notte.

Da quando Frigorillo segue i suggerimenti della dottoressa Serena non sembra più lo stesso. Ora va a scuola a piedi e sta più attento a ciò che mangia. Nel pomeriggio, dopo i compiti, gioca con i suoi amici al parco o nel giardino sotto casa, e due volte alla settimana si allena in una squadra di calcio.
Adesso Frigorillo è più forte e pieno di energie. Inoltre è dimagrito e si sente molto meglio.

Oggi, durante la partita di calcio, Frigorillo ha segnato il suo primo gol. I compagni di squadra lo portano in trionfo mentre Frigorillo esulta di gioia. Bravo Frigorillo!

(Sandro Barbalarga)

 
 

Il topo dei fumetti

Un topolino dei fumetti, stanco di abitare tra le pagine di un giornale e desideroso di cambiare il sapore della carta con quello del formaggio, spiccò un bel salto e si trovò nel mondo dei topi di carne e d'ossa.
- Squash! - esclamò subito, sentendo odor di gatto.
- Come ha detto? - bisbigliarono gli altri topi, messi in soggezione da quella strana parola.
- Sploom, bang, gulp! - disse il topolino, che parlava solo la lingua dei fumetti.
- Dev'essere turco, - osservò un vecchio topo di bastimento, che prima di andare in pensione era stato in servizio nel Mediterraneo. E si provò a rivolgergli la parola in turco. Il topolino lo guardò con meraviglia e disse: - Ziip, fiish, bronk.
- Non è turco, - concluse il topo navigatore.
- Allora cos'è?
- Vattelapesca.
Così lo chiamarono Vattelapesca e lo tennero un po' come lo scemo del villaggio.
- Vattelapesca, - gli domandavano, - ti piace di più il parmigiano o il groviera?
- Spliiit, grong, ziziziiir, - rispondeva il topo dei fumetti.
- Buona notte, - ridevano gli altri. I più piccoli, poi, gli tiravano la coda apposta per sentirlo protestare in quella buffa maniera: - Zoong, splash, squarr!
Una volta andarono a caccia in un mulino, pieno di sacchi di farina bianca e gialla. I topi affondarono i denti in quella manna e masticavano a cottimo, facendo: crik, crik, crik, come tutti i topi quando masticano. Ma il topo dei fumetti faceva: - Crek, screk, schererek.
- Impara almeno a mangiare come le persone educate, - borbottò il topo navigatore. - Se fossimo su un bastimento saresti già stato buttato a mare. Ti rendi conto o no che fai un rumore disgustoso?
- Crengh, - disse il topo dei fumetti, e tornò a infilarsi in un sacco di granturco.
Il navigatore, allora, fece un segno agli altri, e quatti quatti se la filarono, abbandonando lo straniero al suo destino, sicuri che non avrebbe mai ritrovato la strada di casa.
Per un po' il topolino continuò a masticare. Quando finalmente si accorse di essere rimasto solo, era già troppo buio per cercare la strada e decise di passare la notte al mulino. Stava per addormentarsi, quand'ecco nel buio accendersi due semafori gialli, ecco il fruscio sinistro di quattro zampe di cacciatore. Un gatto!
- Squash! - disse il topolino, con un brivido.
- Gragrragnau! - rispose il gatto. Cielo, era un gatto dei fumetti! La tribù dei gatti veri lo aveva cacciato perchè non riusciva a fare miao come si deve.
I due derelitti si abbracciarono, giurandosi eterna amicizia e passarono tutta la notte a conversare nella strana lingua dei fumetti. Si capivano a meraviglia.


La rana e il bue

Nello stagno, quel giorno, c'era una grande agitazione tra le rane.
"State attente, amiche, ho visto la biscia d'acqua poco fa dietro alle canne!" esclamò Verdina, una ranocchietta piccola e simpatica.
"Dove? Dove?" domandò Verdesca preoccupata. Era una ranocchietta che si spaventava sempre per tutto: una volta le si era posata vicino una grossa libellula e lei, invece di mangiarla, si era tuffata in acqua con un "cra" pieno di terrore. Ma Verdesca aveva tutte le ragioni per essere spaventata dalla biscia d'acqua, che era il nemico numero uno di tutte le rane. Nascosta tra le canne tendeva loro agguati, le afferrava da dietro e le ingoiava spalancando la grande bocca.
"Io non ho paura della biscia d'acqua!" dichiarò Verdastra, che era una rana di una certa età, più grossa delle altre. Mentre diceva così, però, scrutava con attenzione la superficie dell'acqua dello stagno, per non farsi sorprendere.
Proprio in quel momento un grosso bue si avvicinò per bere l'acqua dello stagno. Verdina ridacchiò e indicò l'animale alle amiche.
"Secondo me lui è l'unico che non ha paura della biscia. E' così grosso che lei non riuscirebbe mai e poi mai a ingoiarlo."
"Mamma mia! Che paura!" gracchiò Verdesca e si tuffò in acqua.
Verdastra invece trovò che c'era del vero nelle parole di Verdina.
"Giusto: ho visto che, quando il bue si avvicina, la biscia d'acqua scappa!"
"Mi piacerebbe essere grande come il bue e non una piccola rana," sospirò Verdina. "Non dovrei più aver paura di nuotare nello stagno..."
"Certo!" strillò Verdastra entusiasta. "Se il bue è così grande che non esiste biscia che lo possa spaventare, allora anch'io diventerò grande come lui. Anzi, ancora più grande!"
"E come farai?" domandò Verdesca perplessa.
"Mi riempirò di aria," rispose Verdastra. "Guardate." Poi fece un gran respiro e cominciò a gonfiarsi. La grossa rana, con un solo respiro era quasi raddoppiata.
"Accidenti!" strillò Verdesca, che si era accomodata sopra una grossa foglia. "Ora sei molto più grossa, Verdastra."
La grossa rana si pavoneggiò contenta, ma solo per un attimo, perchè la voce di Verdina intervenne a spegnere il suo entusiasmo: "E' vero, Verdastra, sei più grossa, ma il bue è ancora molto più grosso di te..."
La vecchia rana guardò invidiosa il bue, che si stava abbeverando, e si infastidì: "Ah, è così? Ora vi faccio vedere io!"
In pochi secondi ingoiò una gran quantità di aria e ricominciò a gonfiarsi. Adesso era tre volte più grossa della sua solita taglia e faceva davvero impressione.
"Basta, Verdastra, così grossa mi fai paura. Smettila!" strillò Verdesca dalla sua foglia.
"Già, forse è meglio se smetti," convenne anche Verdina. "Ti si sta crepando la pelle: ti farà male tutto questo crescere."
Ma la grossa rana non sentiva più nemmeno i consigli delle sue amiche, tutta presa com'era dalla sua assurda sfida con il bue.
Questi non si era neanche accorto delle rane: beveva tranquillo l'acqua dello stagno, ignaro di tutto.
Verdastra, che voleva a tutti i costi diventare più grossa di lui, ingoiò ancora aria e poi altra aria, e continuò a gonfiarsi.
Ma di colpo le crepe nella sua pelle si ingrandirono e la povera rana scoppiò con un gran botto, come un petardo nei giorni di festa.
Il bue, sorpreso dallo scoppio, si spaventò e abbandonò di corsa lo stagno.
Anche la biscia d'acqua si spaventò. Si era avvicinata a Verdesca in silenzio e stava per afferrarla con la sua grande bocca, ma l'esplosione l'aveva colta di sorpresa, così anche lei era fuggita a nascondersi tra le canne.
Verdesca la vide e nuotò veloce fino a riva. Le batteva forte il cuore, quando si fermò vicino alla sua amica Verdina.
"Hai visto, Verdesca?" disse Verdina. "Povera Verdastra..."
"Ho visto," rispose la ranocchietta, ancora spaventata per lo scampato pericolo. "Del resto le avevamo detto di fermarsi: se una nasce rana, si capisce che non potrà mai diventare bue!"

(Fedro)



♥ ♥ ♥

Ho domandato ad una bambina: "Chi comanda in casa?"
Sta zitta e mi guarda.
"Su, chi comanda da voi : il babbo o la mamma?"
La bambina mi guarda e non risponde.
"Dunque me lo dici? Dimmi chi è il padrone."
Di nuovo mi guarda, perplessa.
"Non sai cosa vuol dire comandare?"
Sì che lo sa.
"Non sai cosa vuol dire padrone?"
Sì che lo sa.

"E allora?"
Mi guarda e tace. Mi debbo arrabbiare? O forse è muta, la poverina. Ora poi scappa addirittura, di corsa fino in cima al prato.
E da lassù si volta a mostrarmi la lingua e mi grida, ridendo: "Non comanda nessuno, perché ci vogliamo bene!"

(Gianni Rodari)

 
 IL POTERE DEL CUORE

Un giorno, un uomo chiese al Dio Baharal: “Tu dici, o Dio, a noi di agire con il cuore, di muoverci con il cuore, di vivere con il cuore, di amare, di costruire, di essere. Ma come faccio io uomo, a sapere se agisco col cuore o se agisco con la mente travestita da cuore?”
Baharal sorrise, poiché raramente aveva udito una domanda così astuta, così profonda, che denotava un così grande intelletto e sorridendo gli rispose:
“Il cuore è tutto ciò che è dentro di noi;
quando senti qualcosa che ti muta dentro il ventre, ma non è dato dalla paura o dall’angoscia,
quando senti che tu sei ciò che fai, ma ciò che fai è talmente grande da potervi scomparire dentro,
quando senti che non stai rimediando al passato e non stai vivendo solo per il futuro,
quando ciò che dicono i tuoi visceri è ciò che vedono i tuoi occhi,
quando l’emozione ti coglie, ma non ti porta lontano dal tuo centro,
allora sai che stai agendo col cuore…”
(Manu)

giovedì 12 settembre 2013

Buon onomastico a mamma Mi e a tutte le donne che portano questo nome! ♥

Oggi è il giorno dedicato al Santissimo Nome di Maria, la Madonna, la mamma di Gesù. Il suo nome in aramaico era Myriam. La mia migliore amica spiega il significato di questo nome speciale. Sono orgogliosa di portare un nome così bello...

Per gli antichi più che per noi oggi - la scelta del nome aveva un significato di presagio, di augurio: voleva esprimere il destino di colui o colei che lo portava, la sua missione. Maria, Myriam in aramaico (la lingua parlata da Gesù), significa «grande signora», «principessa». Ma è più probabile che il nome Maria sia derivato dalla lingua egiziana. Difatti la prima volta che il nome Maria appare nella Bibbia, è per indicare la sorella di Mosè e di Aronne, nata come loro durante la schiavitù di Egitto. Mosè ed Aronne sono due nomi egiziani: è logico pensare che anche la sorella Maria abbia avuto un nome egiziano. Myriam, in egiziano, ha il significato di: «Amata da Dio». In tal caso, la fanciulla ebrea che Dio aveva scelto per essere la madre del Messia, avrebbe avuto segnato, anche nel nome, il suo meraviglioso destino, la sua missione, la sua grandezza: Maria, amata da Dio.

mercoledì 11 settembre 2013

IL MULINO DI MIA E LEO



A SETTEMBRE si fa il vino
ne beviamo un bicchierino
poi a scuola ritorniamo
e con i compiti ricominciamo.



Alcuni mesi fa, in uno dei tanti negozi Thun ©, io e il mio pastrugno abbiamo ricevuto in omaggio un libriccino carino: IL MAGICO MONDO DI SONNI. Ecco l'avventura di questi due fratellini, un'avventura autunnale. 



Mia e Leo non avevano mai visto così tanti lampi e tuoni in una sera... ma quella pioggia annunciava l'autunno e poi l'indomani il primo giorno di scuola. Al calduccio sotto le coperte, la bambina abbracciava Nina e Nelly.
"Io non ci vado domani!", diceva: "Non ho nemmeno un ombrellino per ripararmi!". "Ci vado io!", sussurrò allora il fratellino, che spaventato dal temporale era scappato nel letto di Mia: per lui era un dispiacere essere piccolo e non poter imparare come i grandi tutte le cose della scuola!
Quando però era scoccata la mezzanotte, i due bambini erano svegli, in piedi e pronti, non a raggiungere la scuola, né l'asilo, ma a partire verso il magico mondo!
Prima che Sonni li chiamasse, come sempre, erano già saltati giù dal letto per poi correre incontro al loro amico più veloci della luce di un suo raggio.
La porta allora si era aperta e Mia e Leo si erano ritrovati sulla riva di un bellissimo torrente sotto un cielo senza lampi e senza tuoni: come poteva mancare un bel sole, se Sonni dall'alto viaggiava con loro? ;)
Al centro del torrente sorgeva una minuscola isola e in mezzo all'isola c'era una casetta di legno e di pietra con una porticina, tante finestre, un cortile, un tetto e, in più, una grande ruota sul retro!
"Questo è il vostro mulino!", spiegò Sonni: "La sua ruota serve a macinare il grano, il grano diventa farina, e la farina si impasta e si cuoce per farne tanto buon pane croccante!". Mia già adorava il suo mulino e voleva condividere quella gioia con Leo. Così si voltò e lo cercò, ma si accorse che Leo ... non c'era più!
Chissà dove se n'era andato a giocare, il suo fratellino birichino: possibile che ne combinasse sempre una, anche qui nel magico mondo? ;)
"Vedrai, tornerà al mulino!", l'aveva rassicurata Sonni, ma intanto Mia aveva avuto un'idea. "Basterà fargli sentire l'odore del pane...", aveva esclamato: "...e subito Leo correrà a far merenda!".
Così la bambina si mise subito al lavoro: si avvicinò alla ruota e provò a farla girare, provò e riprovò, solo che le pale erano molto pesanti e le sue braccia non erano forti abbastanza! :(
A un tratto poi Mia si era accorta di uno scoiattolo che la osservava dall'albero. Si chiamava Berni, sembrava simpatico e magari poteva scendere dal ramo a darle una mano. "Vorrei aiutarti, ma sono debole anch'io, perché ho fame!", si giustificò Berni, che non trovava più le sue provviste per l'autunno e per l'inverno.
La bambina però non si scoraggiò e continuò a spingere la ruota, a provare e a riprovare, tutta sola. Spingeva sempre più forte, sempre di più, finché di colpo perse l'equilibrio e... cadde in acqua!
Mia aveva tanta paura, perché l'acqua l'aveva trascinata subito lontano e chissà dove. Poi però, per fortuna, dal cespuglio dove si era aggrappata, era comparso quel birichino di Leo.
La bambina lo strinse in un abbraccio: "Eri caduto in acqua anche tu!", esclamò. "Voglio tornare al mulino!", le fece eco il fratello, che rideva e piangeva per la gioia.
Ma nuotare era troppo difficile per i due bambini, soprattutto ora che incominciava a piovere e che Sonni tra lampi e tra tuoni riusciva appena a far capolino da una nuvola ...
Ma dalla riva del torrente qualcun altro faceva capolino: era Boris, l'orsetto lavatore, impegnato nel lavaggio di una ghianda. "Ti aiutiamo?", gli chiese Leo, curioso e intraprendente come sempre. Boris allora gli diede uno zainetto dove infilare le ghiande già lavate.
"Queste provviste non sono mie!", spiegò: "Sono del mio amico Bermi, che le aveva perse, e ora vado al mulino a portargliele". "Ci andiamo insieme allora!", gridò Mia, sicura che l'orsetto lavatore fosse anche un perfetto nuotatore!
In effetti Boris era un bravissimo maestro di nuoto e si muoveva veloce tra le rapide del torrente, sbattendo non solo le quattro zampette, ma anche la sua folta coda.
Con la coda poi reggeva lo zainetto, che anche se pieno di provviste stava a galla e all'occorrenza poteva diventare un buon salvagente per Mia e Leo.
Così, tra scrosci di pioggia e pesciolini, il maestro e i due allievi nuotatori stavano finalmente approdando al mulino e all'isoletta che tra le acque ingrossate del torrente sembrava adesso molto più piccola!
"Guardate, le pale della ruota girano da sole!", aveva gridato Mia, stupefatta, quando era uscita dall'acqua. Com'era possibile? Forse qualcuno le spingeva restando invisibile? Di sicuro non era Berni, perché lui stava giocando con Boris e con le care provviste ritrovate; e nemmeno Sonni, certo, che era appena ricomparso accanto a loro.
"E' stata l'acqua del torrente!", svelò proprio Sonni ai due bambini: "La pioggia l'ha fatta aumentare, così è arrivata fin sotto le pale e scorrendo le ha messe in movimento!".
Dopo aver preso lezioni di nuoto e aver scoperto il segreto del mulino, ora Mia e Leo erano pronti a imparare come si impasta e si inforna un buon pane.
Nella farina appena macinata, avevano aggiunto non solo acqua e lievito, ma anche qualche seme saporito preso dalle provviste dell'amico scoiattolo.
Poi avevano lavorato l'impasto con le loro piccole mani, piano piano, e lo avevano diviso in tanti panini da cuocere per la merenda con Berni e con Boris, che li aspettavano affamati in cortile.
L'odore del pane appena sfornato, dolce e croccante, si era sparso molte oltre il mulino, al di là dell'isoletta e lungo il torrente, fino alla cima delle montagne. "Ecco la mia provvista per l'autunno!", disse Berni masticando coi dentoni.
"E anche per l'inverno!", aggiunse Boris, che aveva deciso di non lavare quel cibo squisito, ma di mangiarlo così, mentre era caldo. Il pane di Mia e Leo era fatto per tutti i gusti e di tutte le forme: c'era anche quella di un sole, come Sonni, e persino quella di un orsetto lavatore!
La mattina dopo c'erano ancora lampi e tuoni ... però Mia era pronta per andare a scuola insieme al papà e al fratellino che a tutti i costi voleva accompagnarla.
A svegliarli era stato il profumo del pane preparato dalla mamma a colazione e dopo felici, appena usciti di casa, i due bambini si erano messi a giocare facendo 'ciak ciak' con la pioggia. :)
Scuola o non scuola, avevano imparato che anche l'autunno offre a tutti cose belle e può rendere felici e contenti grandi e piccini, scolari e maestri. :)