Ti ho amato dal primo istante...

Ti ho amato dal primo istante...

martedì 10 dicembre 2013

Le sei storie delle paroline magiche - ♡♥ TI VOGLIO BENE ♡♥

TI VOGLIO BENE
è facile da dire,
ma in altri modi
si può far capire.

Coccola e abbraccio, bacio e carezza,
tutti lo mostran con molta dolcezza;
ma così pure una buona azione,
una bella parola o un'attenzione,
una alla volta o tutte insieme,
vogliono dire: TI VOGLIO BENE.

Mamma lo dimostra quando cadiamo
mettendo un cerotto o prendendo la mano.
TI VOGLIO BENE è la giusta risposta;
aggiungi un bel bacio: nulla ti costa!

TI VOGLIO BENE dice papà,
reggendo la bici che va qua e là.
Con le stesse parole gli rispondiamo
quando i giochi, veloci, riordiniamo.

Il babbo e la mamma si vogliono bene:
le loro giornate di baci son piene.
TI VOGLIO BENE, in ogni secondo,
vien detto in qualche parte del mondo.

TI VOGLIO BENE fa capire il nonno,
leggendo una storia anche se ha sonno.
Un bell'abbraccio, a nostro parere,
gli farà davvero molto piacere.

Anche il gattino vuol la sua parte,
di certo non puoi lasciarlo in disparte.
TI VOGLIO BENE lui sa miagolare,
se con dolcezza lo sai coccolare.

Tutte le persone di questo mondo
dovrebbero dire ogni secondo:
"TI VOGLIO BENE,
per me sei importante,
che tu viva vicino oppure distante."
Comincia tu a dirlo a gran voce
o, se preferisci, un po' sottovoce,
a tutti comunque fa molto piacere
sentirsi dire TI VOGLIO BENE.
(Sara Agostini)

lunedì 9 dicembre 2013

LA LEGGENDA DELLE PALLINE DI NATALE

Un artista di strada molto povero si trovava a Betlemme nei giorni seguenti alla nascita del Bambino Gesù. Voleva andare a salutarlo ma non aveva nemmeno un dono da portargli.
Dopo qualche esitazione decise di recarsi alla grotta e di andarlo a trovare.

Gli venne in mente un'idea: fece quello che gli riusciva meglio, il giocoliere, e fece ridere il piccolo bambino.

Da quel giorno per ricordarci delle risate di Gesù Bambino si appendono delle palline colorate all'albero di Natale.


domenica 8 dicembre 2013

Le sei storie delle paroline magiche - PAZIENZA!

 
 Quante volte sia grandi sia piccini abbiamo detto «Uffa! Che pazienza!», eh? ^__* Ebbene sì... io lo ammetto: parecchie volte... :P Ma... in questo periodo di Avvento, sto cercando di essere paziente: sia io sia il mio pastrugno stiamo cercando di portare pazienza, ora che siamo in Avvento, e se possibile anche dopo. Nel libriccino «Le sei storie delle paroline magiche» abbiamo trovato una storiella in rima sulla pazienza. ^_*

A volte uno vince e un altro perde
e per l'invidia diventa verde ...
PAZIENZA! Non ci si deve arrabbiare:
non si gioca per vincere, ma per giocare.
A volte ti trovi a dover rinunciare 
a qualcosa che invece vorresti fare.
«PAZIENZA!» dì solo, con molta saggezza.
«Lo farò un'altra volta», senza tristezza.
«Vorrei tanto continuare a giocare
ma a casa adesso devo rientrare;
mamma la cena ha già preparato:
PAZIENZA! Per oggi ho già giocato.»
«Ho perso il mio gioco preferito.
Che tristezza! Chissà dov'è finito ...
PAZIENZA! Imparerò a stare più attento,
così sarò sempre contento.»
«Oh, NOOO! Il vaso si è rotto,
perché l'ho fatto cadere di sotto.»
«PAZIENZA! Non l'hai fatto apposta:
stai solo più attento la prossima volta.»
«Senza volerlo, l'acqua hai versato
sul mio disegno già terminato.»
«PAZIENZA! Insieme lo sistemiamo,
e più bello di prima lo rifacciamo.»
A volte giocando ci si può scontrare,
e uno cadendo si può far del male.
PAZIENZA! E' la giusta risposta.
Di sicuro nessuno l'ha fatto apposta!
Spesso non occorre arrabbiarsi
o per la rabbia rattristarsi:
se anche bisogna rinunciare a qualcosa
la vita può esser comunque radiosa.
Non fatevi prendere dalla tristezza:
«PAZIENZA!» dite, con molta saggezza!


Ricordatevi sempre, grandi e piccini, che...
 «La pazienza può far germogliare delle pietre, a condizione di saper aspettare.»
(Driss Chraibi)
 

venerdì 6 dicembre 2013

Esplosione di felicità

Lontano lontano, nascosto tra le dune sabbiose di un immenso deserto, sorgeva un piccolissimo villaggio.
Era composto da poche case, un pozzo, due botteghe di artigiani e una piccola stalla.
Solitamente la vita scorreva placida e tranquilla, ma quel giorno vi era un gran fermento: sarebbe passata da lì la carovana dei Re Magi, personaggi assai importanti!
Akim, il bambino più curioso e sveglio del villaggio, aveva già deciso: si sarebbe fatto trovare pronto sul suo asinello Flic, e si sarebbe accodato. Avrebbe così scoperto dove stessero andando i Re Magi.
Anche in cielo, lontano, lontano, nascosta tra le costellazioni più grandi, ve ne era una piccolissima, che nessuno conosceva.
Lì viveva Lucetta, la stellina più curiosa e sveglia di tutta la costellazione.
Anche lei era curiosa di sapere dove stessero andando i Re Magi.
Fu così che abbassò un po' la sua luce e, non vista, si appostò dietro una nuvola.
Da lassù scorse Akim e, non resistendo al desiderio di fare amicizia, gli si avvicinò, anzi gli si infilò sotto la camiciola, facendogli un gran solletico.
Quando sfilarono davanti ai loro occhi i cammelli, i cavalli, gli asini, i carri e i Re Magi, Akim, con Lucetta stretta al cuore, si accodò velocissimo.
Tutti procedevano molto lentamente perché la notte era buia, scura come l'inchiostro.
«Non so più dove andare!» si lamentò Gaspare.
«Non si vede più la via, nella sabbia!» protestò Melchiorre.
«Come facciamo? Il Bambino ci aspetta!» esclamò Baldassarre.
Akim e Lucetta si scambiarono un'occhiata furba, poi sussurrarono decisi: «E' il nostro momento!»
Akim spalancò la camiciola e Lucetta partì a razzo verso il cielo: anche se era piccina, avrebbe illuminato la notte.
Dentro di lei crescevano, come onde di marea, la gioia e l'orgoglio di poter essere utile.
E crescevano ...
E crescevano ...
E crescevano ...
Fino a che la felicità non esplose!
Dalle punte di Lucetta sgorgò un getto luminosissimo, una coda meravigliosa e splendente.
Lucetta era diventata una stella cometa!
La notte si rischiarò a giorno.
I Re Magi rimasero a bocca aperta.
Akim, illuminato da un sorriso più grande del suo viso, esclamò: «Sei in gamba, Lucetta! Bravissima!»

giovedì 5 dicembre 2013

Lallo l'asinello giallo

In una terra molto, molto lontana, nascosta tra le grandi montagne di neve e i laghi di ghiaccio, dove per sei mesi all'anno è buio e per sei mesi all'anno c'è luce, si trova un bellissimo paese dove vive il signore del Natale.
E' un posto così segreto che nessuno sa come arrivarci; l'unico riferimento certo è che si trova al Polo Nord. Qui vive Babbo Natale insieme ai suoi elfi. Ognuno ha una casetta di legno, con un caminetto con un piccolo fuocherelo scoppiettante e un piccolo ma luminoso albero di Natale. In questo villaggio tutti sono molto felici e cantano festose canzoni natalizie. Dieci compongono la banda musicale; ci sono Elfo Trombone, Elfo Violino, Elfo Grancassa, Elfo Campanello e tanti altri. Sono loro che allietano le vie illuminate del villaggio con le note festanti del Natale. Oltre a cantare, gli elfi sono bravissimi nel loro lavoro: costruiscono ogni genere di giocattoli. In un'ora riescono a riempirne un sacco enorme, ma tra un sacco e l'altro adorano bere una bollente tazza di cioccolata calda di Elfur, la cioccolata più buona del mondo, che si riesce a trovare solamente al Polo Nord.
Un giorno, però, l'aria festosa del villaggio viene interrotta da una voce possente e decisa: «Elfo Saurone corri, presto! C'è un problema nelle stalle!»
L'elfo accorre al richiamo di Babbo Natale. «Babbo Natale, non ti vedo, dove sei?» esclama appena entrato nella stalla. «C'è così tanto buio qui!».
«Per forza, Saurone. Le renne con le loro lunghe corna hanno rotto tutte le lanterne e ora non vedono più nulla. Non trovano nemmeno il fieno». Babbo Natale sospira preoccupato. «Cosa si può fare, per riparare il danno?»
L'elfo, arricciando il naso e strizzando un po' gli occhi, inizia a pensare ad alta voce: «Riaccendere le lampade non è possibile: le renne sono talmente grandi che le romperebbero ancora. Per costruire una nuova stalla ci vorrebbero molto tempo e tanti elfi, che però sono troppo impegnati a fabbricare i regali. Allargare questa è impensabile perché sopra c'è il magazzino ... Mmh, ci vorrebbe una magia!»
Babbo Natale sorride: «Perché non ci ho pensato! Chiederò aiuto a Bianchina, la fatina delle nevi.»
Sulla slitta trainata dalle otto bellissime renne vola verso la casa dell'amica. Giunto a destinazione e scrollatosi via tutta la neve caduta durante il viaggio, racconta alla fatina quello che è accaduto.
«Non ti preoccupare, Babbo Natale» lo tranquillizza Bianchina. «Ti regalo Lallo, il mio asinello giallo».
«E cosa me ne faccio di un asinello nella mia stalla?» sbotta un po' preoccupato Babbo Natale.
Bianchina sorride e, mettendogli una mano sulla spalla, lo rassicura:«E' un asinello speciale; al buio si illumina e se mangia una polvere magica può anche volare!».
Babbo Natale abbraccia felice la fatina: «Ora posso tornare a leggere le lettere dei bambini che mi scrivono senza dover pensare alla stalla e alle mie renne! Grazie Bianchina!»
Poi dice all'asinello: «Ben arrivato nella nostra famiglia!»
Tornando verso il villaggio, però, il tempo si mette al brutto. La neve che prima cadeva lenta, ora precipita in vortici e mulinelli. Il vento soffia come tante renne arrabbiate, e il cielo si fa sempre più grigio e minaccioso.
Babbo Natale non se la sente di proseguire e decide di tornare verso la casa dell'amica. Atterrando, però, la renna Cometa si rompe una zampa.
«O povero me! E ora come farò? Manca meno di un mese a Natale e la mia povera renna non guarirà in tempo!».
Ma la fata Bianchina sorride e, mettendogli una mano sulla spalla, lo rassicura: «Non temere, mio caro amico, Lallo può volare, ricordi?»
Babbo Natale asciugandosi gli occhi, abbraccia la sua amica  «Grazie, grazie Bianchina, se non ci fossi tu ...»
E la stringe forte contro il suo pancione.
«Ma come farà a volare? E' solo un asinello!»
La fatina, con tranquillità, si siede vicino al fuoco e racconta al suo amico che Lallo può volare solo se mangia la polvere invisibile che rimane nei piatti dei bambini quando finiscono di mangiare.
«Devi scrivere una lettera a tutti i genitori, spiegandogli ciò che è accaduto. Loro lo racconteranno ai bambini. Sicuramente tutti mangeranno ogni cosa che la mamma gli metterà nel piatto. Così tu potrai andare a raccogliere quella polvere e portarla nella stalla per Lallo.»
Babbo Natale non può far altro che ascoltare il consiglio dell'amica e, appena la bufera si calma, sale sulla slitta e torna al villaggio. Mette al riparo la renna Cometa e porta Lallo nella stalla. Chiama a gran voce il suo fedele elfo Saurone e gli chiede di aiutarlo a scrivere a tutti i genitori del mondo. I bambini devono aiutare Babbo Natale a far volare l'asinello Lallo per portare i regali la notte del 24 dicembre.
Mancano pochissimi giorni alla notte più lunga dell'anno, Babbo Natale è preoccupato e cammina avanti e indietro per la stalla.
Nemmeno il suo amico Saurone riesce a calmarlo: «Stai tranquillo, Babbo Natale, vedrai che i bambini sono stati bravi. Abbiamo raccolto tantissima polvere magica, e Lallo potrà volare e aiutarti a distribuire i regali».
«Vecchio e saggio amico» sospira Babbo Natale «sei sempre fiducioso ... Ma chissà se i bambini sono stati così bravi da mangiare sempre tutto ...».
Saurone è preoccupato. Si è svegliato all'improvviso e non vede nessuno attorno a lui. Si era addormentato per la stanchezza e ora non sa se Babbo Natale è riuscito a partire con la slitta insieme a Lallo. Con le braccia incrociate sulla pancia, l'elfo, cammina avanti e indietro guardando fuori dalla finestra. Nessuna luce nella stalla; nessuna luce nel cielo;  nessuna notizia dagli altri elfi che sono a festeggiare con le loro famiglie.
A un certo punto però: «Oh oh oooh ... Fulmine, Donnola, Freccia, Ballerina, Saltarello, Donato, Cupido, Lallo, potete atterrare! Siamo arrivati!»
Saurone si precipita da Babbo Natale e con impazienza chiede: «Allora? Babbo Natale, allora? Hai consegnato tutto?»
Babbo Natale, sistemandosi il cappello sulla testa, si gira verso l'elfo: «Caro amico, hai visto tu stesso. Abbiamo volato su tutto il mondo e...»
Saurone spalanca gli occhi e afferrando la manica del cappotto di Babbo Natale lo incalza: «E cosa? E cosa? Non tenermi sulle spine!»
«Oh oh ooh, guarda la mia slitta: è vuota! Quest'anno sotto l'albero i bambini hanno trovato i loro regali. Avevi ragione tu, sono stati bravissimi. Hanno sempre mangiato tutto!!!»

lunedì 2 dicembre 2013

Buon compleanno, albero!

L'albero di Natale è una magia,
cresce felice in compagnia.
Con la famiglia lo vai a comprare
e lui gioioso si fa addobbare.
Luci, nastri e palline,
fiocchi, dolci e stelline ...
Coccolato da te,
lui si sente già un re.
Ma se lo vuoi conquistare,
il girotondo gli devi fare.

Era la vigilia di Natale. In casa di gatto Calzino - che si chiamava così perché era tutto nero fuorché le punte delle zampette, che erano bianche - fervevano i preparativi per la festa del giorno dopo.
La tavola era apparecchiata come per le migliori occasioni e l'albero meravigliosamente addobbato. Anzi, quest'anno, oltre alle palline colorate e alle luci, vi erano appesi profumatissimi biscotti alla cannella e numerose noci.
Calzino aveva lavorato tanto, ma era davvero soddisfatto. Sbadigliando per la stanchezza, indossò il pigiama, la vestaglia, le ciabattine e se ne andò a letto. 
Stranamente, però, non riusciva a prender sonno. "Qui ci vuole una buona tazza di camomilla!" pensò. Si avviò verso la cucina passando davanti all'albero.
C'era qualcosa di diverso ... Si fermò ... Guardò meglio ...
TUTTE LE NOCI ERANO SPARITE!
"Chi può aver rubato le mie noci?" di domandò.
In quel mentre si udirono uno scricchiolio e un tonfo ...
Uno scoiattolino rosso rotolò ai piedi di Calzino. Stringeva ancora tra le mani una noce.
«Ah! Sei tu il ladro!» sbottò il gatto un po' arrabbiato.
«Scusa, non sapevo fossero le tue noci. Io volevo solo arricchire le scorte per l'inverno nella mia tana. Sai, il letargo è lungo!»
Calzino guardò quegli occhietti sgranati, poi sorrise: lo perdonava.
Tuttavia era un po' deluso perché ora l'albero non era più così speciale.
Senza dire nulla, lo scoiattolo in tre balzi saltellò via e con altri tre ritornò. Era carico di pigne, bacche rosse di agrifoglio, rametti di vischio ...
Veloci come fulmini, appesero insieme tutte quelle cose ai rami dell'abete.
Gatto Calzino rimase stupito nel vedere quanto fosse bello e speciale l'albero.
«Grazie!» disse esultante.
Ma c'era ancora una sorpresa: l'animaletto consegnò a Calzino una candelina azzurra, proprio come quelle che si mettono sulle torte.
«Domani è di nuovo Natale e per l'alberello è passato un anno, quindi è il suo compleanno. Bisogna festeggiare!»
Il gattino, divertito, batté le zampine.
Non ci aveva pensato, ma lo scoiattolo aveva proprio ragione!

Tanti auguri,
albero di Natale!



La vera storia di Babbo Natale

Tra 3 settimane festeggeremo tutti la festa che vede come protagonista oltre a Gesù Bambino e ai nostri figli, lui, il simpatico ometto vestito di rosso: Babbo Natale. 
LA VERA STORIA DI BABBO NATALE è in realtà un itinerario informativo che raccoglie le origini di questo personaggio in tutto il mondo e, trattandosi anche di leggenda, la verità su questa storia è relativa. In ogni caso ve la propongo poiché al di là dell'aspetto mitologico, ho trovato questo documento assolutamente affascinante ed istruttivo. Spero tuttavia di non annoiarvi.
Essendo lungo, consiglio, nel caso non abbiate voglia o tempo di leggerlo ora, di copiarlo e incollarlo da qualche parte nel vostro pc, e leggerlo in un momento di calma ...

Babbo Natale è una figura presente in molte culture che distribuisce i doni ai bambini, di solito la sera della vigilia di Natale. Babbo Natale è un elemento importante della tradizione natalizia della civiltà occidentale, oltre che in America Latina, in Giappone ed in altre parti dell'Asia orientale.
Tutte le versioni del Babbo Natale moderno derivano dallo stesso personaggio storico, il vescovo (poi divenuto santo) Nicola della città di Myra (antica città dell'odierna Turchia), di cui si racconta che ritrovò e riportò in vita cinque fanciulli che erano stati rapiti e uccisi da un oste e che per questo era considerato il protettore dei bimbi.
La leggenda di san Nicola è alla base della grande festa olandese di Sinterklaas (il compleanno del Santo) che, a sua volta, ha dato origine al mito ed al nome di Santa Claus nelle sue diverse varianti.
Il primo personaggio è san Nicola di Mira (più noto in Italia come san Nicola di Bari), un vescovo cristiano del IV secolo. Mira (o Myra) era una città della Licia, una provincia dell'Impero bizantino che corrisponde all'attuale Anatolia, in Turchia
In Europa (in particolare nei Paesi Bassi, in Belgio, Austria, Svizzera, Germania, Repubblica Ceca, Slovenia e in parte dell'Italia nordorientale) viene ancora rappresentato con abiti vescovili e con la barba. Le reliquie di san Nicola furono traslate a Bari da alcuni pescatori e per ospitarle fu costruita una basilica nel 1087. Il luogo è da allora meta di pellegrinaggi da parte dei fedeli.
San Nicola è considerato il proprio patrono da parte di marinai, mercanti, arcieri, bambini, prostitute, farmacisti, avvocati, prestatori di pegno, detenuti. È anche il santo patrono della città di Amsterdam e della Russia. In Grecia san Nicola viene talvolta sostituito da san Basilio Magno (Vasilis), un altro vescovo del IV secolo originario di Cesarea. Nei Paesi Bassi, in Belgio e in Lussemburgo, Sinterklaas (Kleeschen in lussemburghese) viene festeggiato due settimane prima del 5 dicembre, data in cui distribuisce i doni (il suo compleanno risulta essere il 6 dicembre). L'equivalente di Babbo Natale in questi paesi è Kerstman (letteralmente "uomo di Natale"). In alcuni villaggi delle Fiandre, in Belgio, si celebra la figura, pressoché identica, di san Martino di Tours (Sint-Maarten). In molte tradizioni della Chiesa ortodossa, san Basilio porta i doni ai bambini a Capodanno, giorno in cui si celebra la sua festa.
Prima della conversione al cristianesimo, il folklore tedesco narrava che il dio Odino (Wodan) ogni anno tenesse una grande battuta di caccia nel periodo del solstizio invernale (Yule), accompagnato dagli altri dei e dai guerrieri caduti.
La tradizione voleva che i bambini lasciassero i propri stivali nei pressi del caminetto, riempendoli di carote, paglia o zucchero per sfamare il cavallo volante del dio, Sleipnir. In cambio, Odino avrebbe sostituito il cibo con regali o dolciumi. Questa pratica è sopravvissuta in Belgio e Paesi Bassi anche in epoca cristiana, associata alla figura di san Nicola.
I bambini, ancor oggi, appendono al caminetto le loro scarpe piene di paglia in una notte d'inverno, perché vengano riempite di dolci e regali da san Nicola - a differenza di Babbo Natale, in quei luoghi il santo arriva ancora a cavallo. Anche nell'aspetto, quello di vecchio barbuto dall'aria misteriosa, Odino era simile a san Nicola (anche se il dio era privo di un occhio).
La tradizione germanica arrivò negli Stati Uniti attraverso le colonie olandesi di New Amsterdam, rinominata dagli inglesi in New York, prima della conquista britannica del XVII secolo, ed è all'origine dell'abitudine moderna di appendere una calza al caminetto per Natale, simile per certi versi a quella diffusa in Italia il 6 gennaio all'arrivo della Befana.
Un'altra tradizione folklorica delle tribù germaniche racconta le vicende di un sant'uomo (in alcuni casi identificato con san Nicola) alle prese con un demone (che può essere, di volta in volta, il diavolo, un troll o la figura di Krampus)o un oscuro uomo che uccideva nei sogni ((Blackman))o pitchman)). La leggenda narra di un mostro che terrorizzava il popolo insinuandosi nelle case attraverso la canna fumaria durante la notte, aggredendo e uccidendo i bambini in modo orribile.
Il sant'uomo si pone alla ricerca del demone e lo cattura imprigionandolo con dei ferri magici o benedetti (in alcune versioni gli stessi che imprigionarono Gesù prima della crocifissione, in altri casi quelli di san Pietro o san Paolo). Obbligato ad obbedire agli ordini del santo, il demone viene costretto a passare di casa in casa per fare ammenda portando dei doni ai bambini. In alcuni casi la buona azione viene ripetuta ogni anno, in altri il demone ne rimane talmente disgustato da preferire il ritorno all'inferno.
Altre forme del racconto presentano il demone convertito agli ordini del santo, che raccoglie con sé gli altri elfi e folletti, diventando quindi Babbo Natale. Una diversa versione olandese racconta, invece, che il santo viene aiutato da schiavi Mori, che vengono rappresentati di solito dal personaggio di Zwarte Piet (Pietro il nero), analogo dell'italiano Uomo nero. In questi racconti Zwarte Piet picchia i bambini con un bastone o li rapisce per portarli in Spagna nel suo sacco (un tempo l'Andalusia era sotto il dominio dei Mori).
In Germania, lo stesso racconto trasforma il personaggio in Pelznickel o Belsnickle (Nicola Peloso), che va a trovare i bambini cattivi nel sonno. Il nome deriva dall'aspetto di enorme belva dovuto al fatto che è interamente ricoperto di pelliccia.
Gli islandesi amano dire che da loro ci sono ben 13 Babbo Natale perché la loro tradizione di doni a Natale è basata su 13 folletti, chiamati Jólasveinar, i cui nomi derivano dal tipo di attività o di cibo che preferiscono: Stekkjastaur, Giljagaur, Stúfur, Þvörusleikir, Pottaskefill, Askasleikir, Hurðaskellir, Skyrjarmur, Bjúgnakrækir, Gluggagægir, Gáttaþefur, Ketkrókur e Kertasníkir.
Una volta all'anno, due settimane prima di Natale, questi folletti fanno prima il bagno nelle acque calde delle sorgenti del lago di Niva, quindi lasciano le grotte dove abitano per portare ai bambini islandesi buoni dei doni. Questi vengono messi nelle scarpe che i bambini hanno lasciato sotto le finestre. In pratica, i bambini islandesi, se sono stati buoni, ricevono tredici regali, uno per ogni giorno delle due settimane che precedono il Natale. Questi folletti, tuttavia, possono essere dispettosi e a volte si divertono a fare scherzi o a spiare gli umani. Inoltre, se il bambino ha fatto il cattivo, riceve al posto dei doni delle patate.
Il babbo Natale di oggi riunisce le rappresentazioni premoderne del portatore di doni, di ispirazione religiosa o popolare, con un personaggio britannico preesistente. Quest'ultimo risale almeno al XVII secolo, e ne sono rimaste delle illustrazioni d'epoca in cui è rappresentato come un signore barbuto e corpulento, vestito di un mantello verde lungo fino ai piedi e ornato di pelliccia. Rappresentava lo spirito della bontà del Natale, e si trova nel Canto di Natale di Charles Dickens sotto il nome di Spirito del Natale presente.
Santa Claus ha origine da Sinterklaas, il nome olandese del personaggio fantastico derivato da san Nicola, che viene chiamato anche Sint Nicolaas; questo spiega anche l'esistenza di diverse varianti inglesi del nome (Santa Claus, Saint Nicholas, St. Nick).
Gli abiti di Sinterklaas sono simili a quelli di un vescovo; porta una mitra (un copricapo liturgico) rossa con una croce dorata e si appoggia ad un pastorale. Il richiamo al vescovo di Mira è ancora evidente. Sinterklaas ha un cavallo bianco con il quale vola sui tetti; i suoi aiutanti scendono nei comignoli per lasciare i doni (in alcuni casi nelle scarpe dei bambini, lasciate vicino al caminetto); arriva in piroscafo dalla Spagna ed è accompagnato da Zwarte Piet. Una parte essenziale nella trasformazione di san Nicola in Babbo Natale spetta a Clement Clarke Moore, scrittore e linguista di New York, il quale nel 1823 scrisse la poesia "A Visit from Saint Nicholas" nella quale rappresentò il santo di origine anatolica come un elfo rotondetto, con barba bianca, vestiti rossi orlati di pelliccia, alla guida di una slitta trainata da renne e latore di un sacco pieno di giocattoli. Per il Natale del 1862 l'illustratore Thomas Nast raffigurò, sulla rivista statunitense "Harper's Weekly, Babbo Natale con giacca rossa, barba bianca e stivali.
Le strenne che vengono regalate in questa ricorrenza sono spesso accompagnate da poesie, talvolta molto semplici ed, in altri casi, elaborate ed ironiche ricostruzioni del comportamento di chi le riceve durante l'anno trascorso. I regali veri e propri, in qualche caso, sono addirittura meno importanti dei pacchetti in cui sono contenuti, di solito molto sgargianti ed elaborati; quelli più importanti, spesso, sono riservati al mattino seguente. Anche se la spinta commerciale verso il Natale è presente anche in Olanda, la distribuzione tradizionale dei regali viene compiuta da Sinterklaas il 6 dicembre.
Anche in altri paesi questa figura di san Nicola ha subito gli adattamenti necessari per uniformarsi al folklore locale. Ad esempio, nei paesi nordici sopravvive ancora l'immagine pagana della "capretta di Yule" (in svedese julbock), che porta i regali la Vigilia di Natale, e le decorazioni natalizie costituite da caprette di paglia sono molto diffuse. In tempi più recenti, però, sia in Svezia che in Norvegia il portatore di doni viene identificato con Tomte o tomtenisse, un'altra creatura del folklore locale. In Finlandia, la capretta di Yule viene chiamata joulupukki.
Secondo alcuni il vestito rosso di Babbo Natale sarebbe opera della Coca-Cola, originariamente infatti il vestito di Babbo Natale era verde. Sarebbe divenuto rosso solo dopo che, negli anni '30, l'azienda lo usò per la sua pubblicità natalizia, e lo vestì in bianco e rosso, come appunto la scritta della sua famosa bibita. Questa teoria non è però da ritenersi corretta siccome storicamente la Coca-Cola non fu la prima ad usare la figura moderna di Babbo Natale nelle sue pubblicità, ma venne preceduta in questo dalla White Rock Beverages per la vendita di acqua minerale nel 1915 e per la vendita di ginger ale nel 1923. Ancor prima di queste pubblicità, la figura di Babbo Natale apparve vestita di rosso e bianco in alcune copertine della rivista Puck nei primi anni del ventesimo secolo.
La dimora tradizionale di Babbo Natale cambia a seconda delle tradizioni. Negli Stati Uniti si sostiene che abiti al Polo Nord (situato per l'occasione in Alaska) mentre in Canada il suo laboratorio è indicato nel nord del paese; in Europa è più diffusa la versione finlandese che lo colloca in un villaggio vicino alla ben più grande città finlandese di Rovaniemi, in Lapponia esattamente sul Circolo Polare Artico. Secondo i norvegesi la sua residenza è Drøbak, dove si trova l'ufficio postale di Babbo Natale. Altre tradizioni parlano di Dalecarlia, in Svezia, e della Groenlandia. Nei paesi dove viene identificato con San Basilio viene talvolta fatto abitare a Cesarea in Cappadocia.
Con l'avvento di Internet, sono stati pubblicati alcuni siti web affinché i bambini e gli adulti interessati potessero simbolicamente seguire via radar il percorso di Babbo Natale. In realtà si tratta di un jet della US Air Force che parte da una base canadese per arrivare a Città del Messico, ma l'intento di seguire le gesta di Babbo Natale sono di molto precedenti. Ad esempio, nel 1955 Sears Roebuck, un grande magazzino di Colorado Springs, negli Stati Uniti, distribuì ai bambini il fantomatico numero di telefono di Babbo Natale, da chiamare il giorno della vigilia. Per un errore di stampa il numero corrispondeva però al comando della difesa aerea, che allora si chiamava CONAD (Continental Air Defense Command), un precursore del NORAD (North American Aerospace Defense Command). Harry Shoup, il comandante di turno quella sera, quando cominciò a ricevere le prime telefonate dei bambini si rese conto dell'errore e disse loro che sui radar c'erano davvero dei segnali che mostravano Babbo Natale in arrivo dal Polo Nord.
Dal 1958, anno di creazione del NORAD, statunitensi e canadesi hanno approntato un programma congiunto di monitoraggio di Babbo Natale, che ora è disponibile sul sito web del comando della difesa aerea].Allo stesso modo, molte stazioni televisive locali sparse per il Canada e gli Stati Uniti danno conto ai propri telespettatori della posizione di Babbo Natale, facendolo seguire dai propri meteorologi.
Sono anche disponibili alcuni siti web che seguono Babbo Natale tutto l'anno, mostrando le attività che si svolgono presso la sua fabbrica di giocattoli. In molti casi sono pubblicati anche indirizzi e-mail a cui inviare una versione più moderna delle letterine cartacee a Babbo Natale.
Negli Stati Uniti e in Italia la tradizione vuole che la sera della vigilia di Natale si lascino un bicchiere di latte e dei biscotti per Babbo Natale; in Inghilterra il suo pasto consiste invece di mince pie e sherry. I bambini inglesi e statunitensi lasciano anche fuori casa una carota per le renne di Babbo Natale; un tempo veniva detto loro che se non fossero stati buoni tutto l'anno avrebbero trovato nella calza un pezzo di carbone al posto dei dolci, anche se questa pratica sembra ormai in disuso.
Secondo la tradizione olandese e spagnola di Sinterklaas, invece, i bambini "mettono fuori la scarpa", ovvero riempiono una scarpa con del fieno e una carota e prima di andare a dormire la lasciano fuori di casa (in alcuni casi il rito viene fatto diverse settimane prima della sera di San Nicola, la sinterklaas avond).
La mattina del giorno successivo il fieno e la carota sono stati sostituiti da un regalo, spesso una figurina di marzapane. Ai bambini cattivi si diceva che avrebbero trovato una fascina, ma questa usanza ormai è stata abbandonata.
L'abitudine di scrivere una lettera a Babbo Natale è una tradizione natalizia che risale a molto tempo fa. Le lettere contengono di solito una lista dei giocattoli desiderati e la dichiarazione di essere stati buoni.
In molti paesi, le Poste accettano le lettere che i bambini scrivono a Babbo Natale; in alcuni casi le risposte vengono fornite dagli stessi impiegati postali o da volontari. In Canada, ad esempio, è stato predisposto un apposito codice postale per le lettere indirizzate a Babbo Natale: H0H 0H0 (in riferimento all'espressione "ho ho ho!" di Babbo Natale) e dal 1982 sono oltre 13.000 gli impiegati delle poste canadesi che si sono offerti volontari per rispondere alle lettere. In altri casi sono associazioni caritatevoli dedicate all'infanzia a rispondere alle lettere che vengono dalle zone più povere o dagli ospedali pediatrici, per dare ai bambini dei doni che altrimenti non potrebbero ricevere.
Nel corso degli anni la figura di Babbo Natale ha ispirato molte canzoni e persino alcune opere per orchestra. Già nel 1853 Louis Antoine Jullien compose un'opera dal titolo Santa Claus, che fu rappresentata a New York ed ottenne alterni successi.
Nella tradizione anglosassone, Babbo Natale è anche un personaggio in costume che staziona nei grandi magazzini o nei centri commerciali, o anche alle feste dei bambini. Di solito è interpretato da un attore con un gruppo di figuranti che lo aiutano, vestiti da elfi o con altri costumi folcloristici (questi ultimi sono spesso impiegati degli stessi grandi magazzini, o personale assunto per l'occasione).
La sua funzione è quella di promuovere l'immagine del negozio distribuendo regali ai bambini, oppure quella di far divertire i bambini secondo il tema natalizio, prendendoli sulle ginocchia chiedendo loro quali regali desiderano e spesso facendosi fotografare con loro. Tutto questo avviene di solito in un'area del negozio appositamente allestita e rallegrata da decorazioni a tema. Negli ultimi tempi la "pratica delle ginocchia" è stata messa in discussione in vari paesi, anche perché le ultime tendenze dei centri commerciali statunitensi e britannici è di far girare il Babbo Natale per il negozio facendosi seguire dai bambini, tecnica che si è rivelata essere più remunerativa.
Negli Stati Uniti la più famosa di queste rappresentazioni è quella organizzata dalla sede centrale del grande magazzino Macy's a New York, dove Babbo Natale arriva in parata sulla sua slitta.
Molto spesso il Babbo Natale, se viene "scoperto", rivela ai bambini di non essere il "vero" Babbo Natale ma solo un suo aiutante. A quanto pare molti bambini si dimostrano comprensivi e capiscono l'esigenza di Babbo Natale di farsi sostituire perché in quel periodo dell'anno è davvero molto occupato.
Nonostante le sue radici possano essere classificate come cristiane, Babbo Natale col tempo è diventato una figura che rappresenta gli aspetti secolari del Natale; ciò ha provocato le critiche di alcune frange più tradizionaliste delle chiese cristiane che disapprovano l'enfatizzazione del Babbo Natale più secolare e gli aspetti materialistici dello scambio di doni in occasione della festa.
Tali forme di condanna nei confronti di Babbo Natale non sono un fenomeno recente; hanno, anzi, origine tra i gruppi di Protestanti già nel XVI secolo e si diffondono tra i Puritani inglesi nel secolo successivo; nello stesso periodo in America del Nord la festa è spesso vietata perché ritenuta di origine pagana o cattolica. Dopo la guerra civile inglese, anche in Inghilterra il governo di Oliver Cromwell mise al bando il Natale.
Dopo la restaurazione della monarchia e la cacciata dei Puritani, l'eliminazione del Natale venne messa in ridicolo da opere come The examination and tryal of old Father Christmas; together with his clearing by the jury (Dell'esame e processo al vecchio Babbo Natale, e della sua assoluzione da parte della giuria, 1686).
Il reverendo Paul Nedergaard, un prelato di Copenaghen, nel 1958 si attirò gli strali dei cittadini danesi per aver dichiarato Babbo Natale un "goblin pagano" dopo che la sua immagine era stata usata per la raccolta di fondi di una organizzazione caritatevole locale.Una delle chiese che rifiuta sistematicamente la celebrazione del Natale e disapprova ogni forma di folklore, compreso quelle legate a Babbo Natale, è quella dei Testimoni di Geova, i quali ritengono sbagliato raccontare storie non veritiere ai bambini. I testimoni, nelle loro riviste, oltre ad esprimere giudizi basati sulle radici pagane della figura di Babbo Natale, hanno espresso diverse obiezioni al perpetuare questa tradizione. Oltre ai testimoni di Geova, anche le comunità evangeliche dell'Assemblee di Dio in Italia hanno espresso, nelle loro pubblicazioni, perplessità sulla figura di Babbo Natale e sull'osservanza del Natale Anche alcuni vescovi italiani si sono espressi contro Babbo Natale, rammaricandosi per la commercializzazione delle festività natalizie con il conseguente tradimento del loro significato originale.
Di solito, Babbo Natale viene rappresentato come un signore corpulento, gioviale e occhialuto, vestito di un costume rosso con inserti di pelliccia bianca, con una lunga barba anch'essa bianca. La sera della vigilia di Natale sale sulla sua slitta trainata da renne volanti e va di casa in casa per portare i regali ai bambini. Per entrare in casa si cala dal comignolo, sbucando quindi nel caminetto. I doni vengono lasciati sotto l'albero di Natale. Durante il resto dell'anno, si occupa della costruzione dei giocattoli con la Signora Natale. Strettamente legate alle rappresentazioni di Babbo Natale sono quelle del personaggio russo di Nonno Gelo ("Дeд Мороз" Ded Moroz), che porta i regali ai bambini ed è vestito con un cappotto azzurro. È aiutato dalla nipotina bionda Снегурочка (Sneguročka), tiene con sé un lungo scettro e la sua slitta è trainata da 3 cavalli anziché renne. Porta i regali il 31 dicembre e la sua residenza si trova a Veliky Ustyug in Russia. Tale figura è presente in tutto il blocco ex-sovietico e soltanto recentemente, forse per uniformarlo con Babbo Natale, viene rappresentato con la giacca rossa, stivali di pelliccia. Gran parte dell'iconografia di Babbo Natale sembra derivare dalla figura di Ded Moroz, soprattutto attraverso il suo equivalente tedesco Väterchen Frost.
A causa di alcuni tratti decisamente fuori dal comune del comportamento di Babbo Natale (come la capacità di recapitare, in una sola notte, i regali a tutti i bambini che credono in lui, quella di infilarsi nei comignoli e di entrare, anche, nelle case senza caminetto, la presunta immortalità ed il possesso di renne volanti), le sue azioni vengono spiegate anche con il ricorso alla magia.
Di seguito i nomi di Babbo Natale nel mondo
In Europa e Nord America, di solito, le tradizioni legate a Babbo Natale coincidono, anche se in alcuni paesi possono variare il nome, alcune caratteristiche e la data di consegna dei doni.
Albania: (Plaku i Vitit te Ri = Vecchio dell'anno nuovo) per katolikët edhe per shumë myslimane njifet Shën Nikolla (Babadimri = Padreinverno)
Armenia: Հատուկ Անուն
Austria: Christkind ("Gesù Bambino")
Belgio: Sinterklaas, Saint-Nicolas ("San Nicola"); Kerstman, Père Noël ("Babbo Natale")
Bosnia ed Erzegovina: Djed Mraz
Bulgaria: Дядо Коледа (Djado Koleda, "Nonno Natale") Дядо Мраз (Nonno Gelo)
Canada: Santa Claus
Croazia: Djed Božićnjak o Djed Mraz ("Nonno Natale")
Rep. Ceca: Svatý Mikuláš ("San Nicola"); Ježíšek (diminutivo di Ježíš ("Gesù"))
Danimarca: Julemanden
Estonia: Jõuluvana
Isole Fær Øer: Jólamaður
Finlandia: Joulupukki
Francia: Père Noël ("Babbo Natale"); Père Noël è la forma più comune nei paesi in cui si parla il francese
Georgia: თოვლის პაპა (tovlis papa)
Germania: Weihnachtsmann ("L'Uomo di Natale"); Christkind ("Gesù Bambino") nelle regioni più meridionali
Gran Bretagna: Father Christmas; Santa Claus
Grecia: Άγιος Βασίλης ("San Basilio")
Irlanda: Santa Claus, Santy o Daidí na Nollag
Italia: Babbo Natale, Papà Natale (in alcune regioni anche San Nicola da Bari o San Nicolò)
Islanda: Jólamaður
Liechtenstein: Christkind
Lituania: Kalėdų Senelis
Malta: San Niklaw
Paesi Bassi: Sinterklaas (arriva la sera del 5 dicembre)
Norvegia: Julenissen
Polonia: Święty Mikołaj / Mikołaj ("San Nicola"); Gwiazdor in alcune regioni
Portogallo: Pai Natal ("Babbo Natale")
Romania: Moş Crăciun ("Babbo Natale": 25 dicembre); Moş Nicolae ("Babbo Nicola": 9 dicembre)
Russia: Дед Мороз (Ded Moroz, "Nonno Gelo", il suo amico Yamaliri vive al sopra del Circolo Polare Artico in una città unica Salekhard.)
Serbia: Деда Мраз (Deda Mraz, "Nonno Gelo")
Slovacchia: Svätý Mikuláš ("San Nicola"); Ježiško (diminutivo di Ježiš ("Gesù"))
Slovenia: Dedek Mraz ("Nonno Gelo"); Božiček (da "Božič"-Natale); è presente anche la ricorrenza di Sveti Miklavž (San Nicola) il 6 dicembre, con modalità del tutto simili.
Spagna: Papá Noel
: Santa Claus; Kris Kringle; Saint Nicholas o Saint Nick ("San Nicola")
Svezia: Jultomten
Svizzera: Christkind, San Nicolao o Gesù Bambino in Ticino
Turchia: Noel Baba ("Babbo Natale")
Ungheria: Mikulás ("Nicola"); Jézuska o Kis Jézus ("Gesù Bambino")
Di solito Babbo Natale in America Latina si chiama Papá Noel, ma ci sono alcune piccole differenze tra i vari paesi.
Argentina: Papá Noel
Brasile: Papai Noel (leggesi:Papai Noeu)
Cile: Viejito Pascuero
Colombia: Papá Noel, Niño Dios, Niño Jesus (lettura:nigno hésùss) ("Gesù Bambino")
Messico: Santa Claus; Niño Dios ("Gesù Bambino"); Los Reyes Magos ("I Re Magi")
Venezuela: San Nicolás
Ecuador: Papa Noel
Perù: Papa Noel
In Estremo Oriente, in particolare nei paesi che hanno adottato i costumi occidentali, si festeggia il Natale non in senso cristiano ma integrando alle religioni orientali tradizioni simili sui portatori di doni dell'Occidente.
Corea del Sud: Santa Claus 산타 클로스
Giappone: Santa Claus/Santa San サンタクロース/サンタさん, il "San" sta come in italiano per Sig. (Signore).
Taiwan: una derivazione di Santa Claus chiamata 聖誕老人 o 聖誕老公公 ("Babbo Natale", lett. "Vecchio del Natale")
Le popolazioni cristiane dell'Africa e del Medio Oriente che celebrano il Natale, in generale, riconoscono le tradizioni dei paesi europei da cui hanno importato la festività, di solito tra la fine del XIX e l'inizio del XX secolo. Anche i discendenti dei coloni che abitano ancora in quei luoghi seguono le tradizioni dei loro antenati.
Iran: Baba Noel
Egitto: Papa Noël
Sudafrica: Sinterklaas; Santa Claus.

Ed ora ... una storia per i piccoli lettori... e per i più piccini, leggetela voi, mamma e papà! ♡

LA STORIA DI BABBO NATALE

A Nord del Circolo Polare Artico, nell'Europa settentrionale, esiste una regione: la Lapponia
In questa terra viveva un giorno un simpatico vecchietto....

Questa è la vera  storia (o quasi) di BABBO NATALE!
In una capanna del bosco, circondata da abeti, vicino ad un allegro ruscello d'acqua limpida e fresca viveva Natale, il quale si dedicava ogni giorno a coltivare il suo orticello,  a curare le sue renne e ad intagliare il legno, vivendo tranquillamente.
Vestiva sempre di rosso, il suo colore preferito.
Era un vecchietto assai buono e generoso con una lunga barba bianca ed aiutava spesso senza tirarsi mai indietro tutti i suoi vicini.
Un giorno pensò che era troppo poco quello che stava facendo e si mise a pensare: voleva trovare un modo per poter  dare agli altri qualcosa di più.

Quella sera fece un sogno:
Nel sogno gli apparve un angioletto: era molto bello e grazioso e, con una dolce vocina, gli spiegò che nel mondo c'erano tanti bambini ma tanti di questi erano poveri e non potevano permettersi niente, anche loro come tutti gli altri bambini più fortunati desideravano dei giocattoli, ma non avrebbero mai potuto averli, il cuore dell'angelo era colmo di tristezza e un lacrima gli scorreva lungo il viso, Natale che era molto sensibile chiese all'angioletto cosa poteva fare per far spuntare sui visi di tutti i bambini un sorriso e un po' di felicità nei loro cuori.
L'angioletto rispose che, se Natale voleva, poteva aiutarli, sarebbe dovuto partire caricando sulla sua slitta trainata dalle sue renne un sacco pieno di doni da consegnare a ciascun bambino la notte santa, quando nacque Gesù. 
"Ma dove posso trovare i giocattoli per tutti i bambini del mondo? E come posso farcela a consegnarli tutti in una sola notte e ad entrare nelle case? Ci saranno tutte le porte chiuse!" si chiese Natale.
L'angioletto gli disse che Gesù Bambino l'avrebbe aiutato a risolvere ogni problema. 
Fu così che Gesù Bambino nominò Natale papà di ogni bambino donandogli il nome di Babbo Natale!
I primi giochi che Babbo Natale regalò furono costruiti con le  sue stesse mani: intagliò nel legno bambole, macchinine, pupazzi ed ogni sorta di giocattolo.
Gesù Bambino assegnò a Babbo Natale degli Elfi che altro non erano che piccoli angeli dalla faccia simpatica che lo aiutavano a costruire i giocattoli, a caricarli sulla slitta e a consegnarli in tempo ogni anno la sera di Natale! 
Gesù bambino fece anche un piccolo miracolo: concesse alla slitta e  alle otto renne il dono di poter volare nel cielo.
Babbo Natale entra quindi quella notte in ogni casa calandosi dal camino e riempiendo le calze che ogni bimbo appende sotto al camino, come d'usanza,  e posando gli altri pacchetti più grossi sotto agli alberi di pino adornati a festa con luci e addobbi vari: palline, candeline, bastoncini di zucchero, e anche nelle case delle famiglie più povere gli alberi di pino venivano adornati con noci, mandarini, frutta secca, che profumavano l'aria di festa e che poi venivano mangiati in famiglia tutti insieme.
Grazie alla magia dell'amore fu così possibile a Babbo Natale di essere sempre puntuale la notte santa nella consegna dei suoi doni per poter far felici tutti i bambini del mondo! E portare un sorriso nei loro visi e nei loro cuori!

Augurandomi che sia stato di gradimento,
BUON NATALE A TUTTI !!!! :-) :natale: