Tra 3 settimane festeggeremo tutti la festa che vede come protagonista oltre a Gesù Bambino e ai nostri figli, lui, il simpatico ometto vestito di rosso: Babbo Natale.
LA VERA STORIA DI BABBO NATALE è in realtà un itinerario informativo
che raccoglie le origini di questo personaggio in tutto il mondo e,
trattandosi anche di leggenda, la verità su questa storia è relativa. In
ogni caso ve la propongo poiché al di là dell'aspetto mitologico, ho
trovato questo documento assolutamente affascinante ed istruttivo. Spero
tuttavia di non annoiarvi.
Essendo lungo, consiglio, nel caso non abbiate voglia o tempo di
leggerlo ora, di copiarlo e incollarlo da qualche parte nel vostro pc, e
leggerlo in un momento di calma ...

Babbo Natale è una figura
presente in molte culture che distribuisce i doni ai bambini, di solito
la sera della vigilia di Natale. Babbo Natale è un elemento importante
della tradizione natalizia della civiltà occidentale, oltre che in
America Latina, in Giappone ed in altre parti dell'Asia orientale.
Tutte
le versioni del Babbo Natale moderno derivano dallo stesso personaggio
storico, il vescovo (poi divenuto santo) Nicola della città di Myra (antica
città dell'odierna Turchia), di cui si racconta che ritrovò e riportò
in vita cinque fanciulli che erano stati rapiti e uccisi da un oste e
che per questo era considerato il protettore dei bimbi.
La leggenda di san Nicola è alla base della grande festa olandese di Sinterklaas (il compleanno del Santo) che, a sua volta, ha dato origine al mito ed al nome di Santa Claus nelle sue diverse varianti.
Il
primo personaggio è san Nicola di Mira (più noto in Italia come san
Nicola di Bari), un vescovo cristiano del IV secolo. Mira (o Myra) era
una città della Licia, una provincia dell'Impero bizantino che
corrisponde all'attuale Anatolia, in Turchia
In Europa (in
particolare nei Paesi Bassi, in Belgio, Austria, Svizzera, Germania,
Repubblica Ceca, Slovenia e in parte dell'Italia nordorientale) viene
ancora rappresentato con abiti vescovili e con la barba. Le reliquie di
san Nicola furono traslate a Bari da alcuni pescatori e per ospitarle fu
costruita una basilica nel 1087. Il luogo è da allora meta di
pellegrinaggi da parte dei fedeli.
San Nicola
è considerato il proprio patrono da parte di marinai, mercanti,
arcieri, bambini, prostitute, farmacisti, avvocati, prestatori di pegno,
detenuti. È anche il santo patrono della città di Amsterdam e della
Russia. In Grecia san Nicola viene talvolta sostituito da san Basilio Magno
(Vasilis), un altro vescovo del IV secolo originario di Cesarea. Nei
Paesi Bassi, in Belgio e in Lussemburgo, Sinterklaas (Kleeschen in
lussemburghese) viene festeggiato due settimane prima del 5 dicembre,
data in cui distribuisce i doni (il suo compleanno risulta essere il 6
dicembre). L'equivalente di Babbo Natale in questi paesi è Kerstman
(letteralmente "uomo di Natale"). In alcuni villaggi delle Fiandre, in
Belgio, si celebra la figura, pressoché identica, di san Martino di
Tours (Sint-Maarten). In molte tradizioni della Chiesa ortodossa, san
Basilio porta i doni ai bambini a Capodanno, giorno in cui si celebra la
sua festa.
Prima della conversione al cristianesimo, il folklore tedesco narrava che il dio Odino (Wodan) ogni anno tenesse una grande battuta di caccia nel periodo del solstizio invernale (Yule), accompagnato dagli altri dei e dai guerrieri caduti.
La
tradizione voleva che i bambini lasciassero i propri stivali nei pressi
del caminetto, riempendoli di carote, paglia o zucchero per sfamare il
cavallo volante del dio, Sleipnir.
In cambio, Odino avrebbe sostituito il cibo con regali o dolciumi.
Questa pratica è sopravvissuta in Belgio e Paesi Bassi anche in epoca
cristiana, associata alla figura di san Nicola.
I bambini, ancor
oggi, appendono al caminetto le loro scarpe piene di paglia in una notte
d'inverno, perché vengano riempite di dolci e regali da san Nicola - a
differenza di Babbo Natale, in quei luoghi il santo arriva ancora a
cavallo. Anche nell'aspetto, quello di vecchio barbuto dall'aria
misteriosa, Odino era simile a san Nicola (anche se il dio era privo di
un occhio).
La tradizione germanica arrivò negli Stati Uniti
attraverso le colonie olandesi di New Amsterdam, rinominata dagli
inglesi in New York, prima della conquista britannica del XVII secolo,
ed è all'origine dell'abitudine moderna di appendere una calza al
caminetto per Natale, simile per certi versi a quella diffusa in Italia
il 6 gennaio all'arrivo della Befana.
Un'altra tradizione folklorica
delle tribù germaniche racconta le vicende di un sant'uomo (in alcuni
casi identificato con san Nicola) alle prese con un demone (che può
essere, di volta in volta, il diavolo, un troll o la figura di Krampus)o
un oscuro uomo che uccideva nei sogni ((Blackman))o pitchman)). La
leggenda narra di un mostro che terrorizzava il popolo insinuandosi
nelle case attraverso la canna fumaria durante la notte, aggredendo e
uccidendo i bambini in modo orribile.
Il sant'uomo si pone alla
ricerca del demone e lo cattura imprigionandolo con dei ferri magici o
benedetti (in alcune versioni gli stessi che imprigionarono Gesù prima
della crocifissione, in altri casi quelli di san Pietro o san Paolo).
Obbligato ad obbedire agli ordini del santo, il demone viene costretto a
passare di casa in casa per fare ammenda portando dei doni ai bambini.
In alcuni casi la buona azione viene ripetuta ogni anno, in altri il
demone ne rimane talmente disgustato da preferire il ritorno
all'inferno.
Altre forme del racconto presentano il demone convertito
agli ordini del santo, che raccoglie con sé gli altri elfi e folletti,
diventando quindi Babbo Natale. Una diversa versione olandese racconta,
invece, che il santo viene aiutato da schiavi Mori, che vengono
rappresentati di solito dal personaggio di Zwarte Piet
(Pietro il nero), analogo dell'italiano Uomo nero. In questi racconti
Zwarte Piet picchia i bambini con un bastone o li rapisce per portarli
in Spagna nel suo sacco (un tempo l'Andalusia era sotto il dominio dei
Mori).
In Germania, lo stesso racconto trasforma il personaggio in
Pelznickel o Belsnickle (Nicola Peloso), che va a trovare i bambini
cattivi nel sonno. Il nome deriva dall'aspetto di enorme belva dovuto al
fatto che è interamente ricoperto di pelliccia.
Gli islandesi amano dire che da loro ci sono ben 13 Babbo Natale perché
la loro tradizione di doni a Natale è basata su 13 folletti, chiamati
Jólasveinar, i cui nomi derivano dal tipo di attività o di cibo che
preferiscono: Stekkjastaur, Giljagaur, Stúfur, Þvörusleikir,
Pottaskefill, Askasleikir, Hurðaskellir, Skyrjarmur, Bjúgnakrækir,
Gluggagægir, Gáttaþefur, Ketkrókur e Kertasníkir.
Una volta all'anno,
due settimane prima di Natale, questi folletti fanno prima il bagno
nelle acque calde delle sorgenti del lago di Niva, quindi lasciano le
grotte dove abitano per portare ai bambini islandesi buoni dei doni.
Questi vengono messi nelle scarpe che i bambini hanno lasciato sotto le
finestre. In pratica, i bambini islandesi, se sono stati buoni, ricevono
tredici regali, uno per ogni giorno delle due settimane che precedono
il Natale. Questi folletti, tuttavia, possono essere dispettosi e a
volte si divertono a fare scherzi o a spiare gli umani. Inoltre, se il
bambino ha fatto il cattivo, riceve al posto dei doni delle patate.
Il
babbo Natale di oggi riunisce le rappresentazioni premoderne del
portatore di doni, di ispirazione religiosa o popolare, con un
personaggio britannico preesistente. Quest'ultimo risale almeno al XVII
secolo, e ne sono rimaste delle illustrazioni d'epoca in cui è
rappresentato come un signore barbuto e corpulento, vestito di un
mantello verde lungo fino ai piedi e ornato di pelliccia. Rappresentava
lo spirito della bontà del Natale, e si trova nel Canto di Natale di
Charles Dickens sotto il nome di Spirito del Natale presente.
Santa
Claus ha origine da Sinterklaas, il nome olandese del personaggio
fantastico derivato da san Nicola, che viene chiamato anche Sint
Nicolaas; questo spiega anche l'esistenza di diverse varianti inglesi
del nome (Santa Claus, Saint Nicholas, St. Nick).
Gli abiti di
Sinterklaas sono simili a quelli di un vescovo; porta una mitra (un
copricapo liturgico) rossa con una croce dorata e si appoggia ad un
pastorale. Il richiamo al vescovo di Mira è ancora evidente. Sinterklaas
ha un cavallo bianco con il quale vola sui tetti; i suoi aiutanti
scendono nei comignoli per lasciare i doni (in alcuni casi nelle scarpe
dei bambini, lasciate vicino al caminetto); arriva in piroscafo dalla
Spagna ed è accompagnato da Zwarte Piet. Una parte essenziale nella
trasformazione di san Nicola in Babbo Natale spetta a Clement Clarke
Moore, scrittore e linguista di New York, il quale nel 1823 scrisse la
poesia "A Visit from Saint Nicholas" nella quale rappresentò il santo di
origine anatolica come un elfo rotondetto, con barba bianca, vestiti
rossi orlati di pelliccia, alla guida di una slitta trainata da renne e
latore di un sacco pieno di giocattoli. Per il Natale del 1862
l'illustratore Thomas Nast raffigurò, sulla rivista statunitense
"Harper's Weekly, Babbo Natale con giacca rossa, barba bianca e stivali.
Le
strenne che vengono regalate in questa ricorrenza sono spesso
accompagnate da poesie, talvolta molto semplici ed, in altri casi,
elaborate ed ironiche ricostruzioni del comportamento di chi le riceve
durante l'anno trascorso. I regali veri e propri, in qualche caso, sono
addirittura meno importanti dei pacchetti in cui sono contenuti, di
solito molto sgargianti ed elaborati; quelli più importanti, spesso,
sono riservati al mattino seguente. Anche se la spinta commerciale verso
il Natale è presente anche in Olanda, la distribuzione tradizionale dei
regali viene compiuta da Sinterklaas il 6 dicembre.
Anche in altri
paesi questa figura di san Nicola ha subito gli adattamenti necessari
per uniformarsi al folklore locale. Ad esempio, nei paesi nordici
sopravvive ancora l'immagine pagana della "capretta di Yule" (in svedese
julbock), che porta i regali la Vigilia di Natale, e le decorazioni
natalizie costituite da caprette di paglia sono molto diffuse. In tempi
più recenti, però, sia in Svezia che in Norvegia il portatore di doni
viene identificato con Tomte o tomtenisse, un'altra creatura del folklore locale. In Finlandia, la capretta di Yule viene chiamata joulupukki.
Secondo
alcuni il vestito rosso di Babbo Natale sarebbe opera della Coca-Cola,
originariamente infatti il vestito di Babbo Natale era verde. Sarebbe
divenuto rosso solo dopo che, negli anni '30, l'azienda lo usò per la
sua pubblicità natalizia, e lo vestì in bianco e rosso, come appunto la
scritta della sua famosa bibita. Questa teoria non è però da ritenersi
corretta siccome storicamente la Coca-Cola non fu la prima ad usare la
figura moderna di Babbo Natale nelle sue pubblicità, ma venne preceduta
in questo dalla White Rock Beverages per la vendita di acqua minerale
nel 1915 e per la vendita di ginger ale nel 1923. Ancor prima di queste
pubblicità, la figura di Babbo Natale apparve vestita di rosso e bianco
in alcune copertine della rivista Puck nei primi anni del ventesimo
secolo.
La dimora tradizionale di Babbo Natale cambia a seconda delle tradizioni. Negli Stati Uniti si sostiene che abiti al Polo Nord (situato per l'occasione in Alaska)
mentre in Canada il suo laboratorio è indicato nel nord del paese; in
Europa è più diffusa la versione finlandese che lo colloca in un
villaggio vicino alla ben più grande città finlandese di Rovaniemi, in
Lapponia esattamente sul Circolo Polare Artico. Secondo i norvegesi la sua residenza è Drøbak,
dove si trova l'ufficio postale di Babbo Natale. Altre tradizioni
parlano di Dalecarlia, in Svezia, e della Groenlandia. Nei paesi dove
viene identificato con San Basilio viene talvolta fatto abitare a
Cesarea in Cappadocia.
Con l'avvento di Internet, sono stati
pubblicati alcuni siti web affinché i bambini e gli adulti interessati
potessero simbolicamente seguire via radar il percorso di Babbo Natale.
In realtà si tratta di un jet della US Air Force che parte da una base
canadese per arrivare a Città del Messico, ma l'intento di seguire le
gesta di Babbo Natale sono di molto precedenti. Ad esempio, nel 1955
Sears Roebuck, un grande magazzino di Colorado Springs, negli Stati
Uniti, distribuì ai bambini il fantomatico numero di telefono di Babbo
Natale, da chiamare il giorno della vigilia. Per un errore di stampa il
numero corrispondeva però al comando della difesa aerea, che allora si
chiamava CONAD (Continental Air Defense Command), un precursore del
NORAD (North American Aerospace Defense Command). Harry Shoup, il
comandante di turno quella sera, quando cominciò a ricevere le prime
telefonate dei bambini si rese conto dell'errore e disse loro che sui
radar c'erano davvero dei segnali che mostravano Babbo Natale in arrivo
dal Polo Nord.
Dal 1958, anno di creazione del NORAD, statunitensi e
canadesi hanno approntato un programma congiunto di monitoraggio di
Babbo Natale, che ora è disponibile sul sito web del comando della
difesa aerea].Allo stesso modo, molte stazioni televisive locali sparse
per il Canada e gli Stati Uniti danno conto ai propri telespettatori
della posizione di Babbo Natale, facendolo seguire dai propri
meteorologi.
Sono anche disponibili alcuni siti web che seguono Babbo
Natale tutto l'anno, mostrando le attività che si svolgono presso la
sua fabbrica di giocattoli. In molti casi sono pubblicati anche
indirizzi e-mail a cui inviare una versione più moderna delle letterine
cartacee a Babbo Natale.
Negli Stati Uniti e in Italia la tradizione
vuole che la sera della vigilia di Natale si lascino un bicchiere di
latte e dei biscotti per Babbo Natale; in Inghilterra il suo pasto
consiste invece di mince pie e sherry. I bambini inglesi e statunitensi
lasciano anche fuori casa una carota per le renne di Babbo Natale; un
tempo veniva detto loro che se non fossero stati buoni tutto l'anno
avrebbero trovato nella calza un pezzo di carbone al posto dei dolci,
anche se questa pratica sembra ormai in disuso.
Secondo la tradizione
olandese e spagnola di Sinterklaas, invece, i bambini "mettono fuori la
scarpa", ovvero riempiono una scarpa con del fieno e una carota e prima
di andare a dormire la lasciano fuori di casa (in alcuni casi il rito
viene fatto diverse settimane prima della sera di San Nicola, la
sinterklaas avond).
La mattina del giorno successivo il fieno e la
carota sono stati sostituiti da un regalo, spesso una figurina di
marzapane. Ai bambini cattivi si diceva che avrebbero trovato una
fascina, ma questa usanza ormai è stata abbandonata.
L'abitudine di
scrivere una lettera a Babbo Natale è una tradizione natalizia che
risale a molto tempo fa. Le lettere contengono di solito una lista dei
giocattoli desiderati e la dichiarazione di essere stati buoni.
In
molti paesi, le Poste accettano le lettere che i bambini scrivono a
Babbo Natale; in alcuni casi le risposte vengono fornite dagli stessi
impiegati postali o da volontari. In Canada, ad esempio, è stato
predisposto un apposito codice postale per le lettere indirizzate a
Babbo Natale: H0H 0H0 (in riferimento all'espressione "ho ho ho!" di
Babbo Natale) e dal 1982 sono oltre 13.000 gli impiegati delle poste
canadesi che si sono offerti volontari per rispondere alle lettere. In
altri casi sono associazioni caritatevoli dedicate all'infanzia a
rispondere alle lettere che vengono dalle zone più povere o dagli
ospedali pediatrici, per dare ai bambini dei doni che altrimenti non
potrebbero ricevere.
Nel corso degli anni la figura di Babbo Natale
ha ispirato molte canzoni e persino alcune opere per orchestra. Già nel
1853 Louis Antoine Jullien compose un'opera dal titolo Santa Claus, che
fu rappresentata a New York ed ottenne alterni successi.
Nella
tradizione anglosassone, Babbo Natale è anche un personaggio in costume
che staziona nei grandi magazzini o nei centri commerciali, o anche alle
feste dei bambini. Di solito è interpretato da un attore con un gruppo
di figuranti che lo aiutano, vestiti da elfi o con altri costumi
folcloristici (questi ultimi sono spesso impiegati degli stessi grandi
magazzini, o personale assunto per l'occasione).
La sua funzione è
quella di promuovere l'immagine del negozio distribuendo regali ai
bambini, oppure quella di far divertire i bambini secondo il tema
natalizio, prendendoli sulle ginocchia chiedendo loro quali regali
desiderano e spesso facendosi fotografare con loro. Tutto questo avviene
di solito in un'area del negozio appositamente allestita e rallegrata
da decorazioni a tema. Negli ultimi tempi la "pratica delle ginocchia" è
stata messa in discussione in vari paesi, anche perché le ultime
tendenze dei centri commerciali statunitensi e britannici è di far
girare il Babbo Natale per il negozio facendosi seguire dai bambini,
tecnica che si è rivelata essere più remunerativa.
Negli Stati Uniti
la più famosa di queste rappresentazioni è quella organizzata dalla sede
centrale del grande magazzino Macy's a New York, dove Babbo Natale
arriva in parata sulla sua slitta.
Molto spesso il Babbo Natale, se
viene "scoperto", rivela ai bambini di non essere il "vero" Babbo Natale
ma solo un suo aiutante. A quanto pare molti bambini si dimostrano
comprensivi e capiscono l'esigenza di Babbo Natale di farsi sostituire
perché in quel periodo dell'anno è davvero molto occupato.
Nonostante
le sue radici possano essere classificate come cristiane, Babbo Natale
col tempo è diventato una figura che rappresenta gli aspetti secolari
del Natale; ciò ha provocato le critiche di alcune frange più
tradizionaliste delle chiese cristiane che disapprovano l'enfatizzazione
del Babbo Natale più secolare e gli aspetti materialistici dello
scambio di doni in occasione della festa.
Tali forme di condanna nei
confronti di Babbo Natale non sono un fenomeno recente; hanno, anzi,
origine tra i gruppi di Protestanti già nel XVI secolo e si diffondono
tra i Puritani inglesi nel secolo successivo; nello stesso periodo in
America del Nord la festa è spesso vietata perché ritenuta di origine
pagana o cattolica. Dopo la guerra civile inglese, anche in Inghilterra
il governo di Oliver Cromwell mise al bando il Natale.
Dopo la
restaurazione della monarchia e la cacciata dei Puritani, l'eliminazione
del Natale venne messa in ridicolo da opere come The
examination and tryal of old Father Christmas; together with his
clearing by the jury (Dell'esame e processo al vecchio Babbo Natale, e
della sua assoluzione da parte della giuria, 1686).
Il
reverendo Paul Nedergaard, un prelato di Copenaghen, nel 1958 si attirò
gli strali dei cittadini danesi per aver dichiarato Babbo Natale un
"goblin pagano" dopo che la sua immagine era stata usata per la raccolta
di fondi di una organizzazione caritatevole locale.Una delle chiese che
rifiuta sistematicamente la celebrazione del Natale e disapprova ogni
forma di folklore, compreso quelle legate a Babbo Natale, è quella dei
Testimoni di Geova, i quali ritengono sbagliato raccontare storie non
veritiere ai bambini. I testimoni, nelle loro riviste, oltre ad
esprimere giudizi basati sulle radici pagane della figura di Babbo
Natale, hanno espresso diverse obiezioni al perpetuare questa
tradizione. Oltre ai testimoni di Geova, anche le comunità evangeliche
dell'Assemblee di Dio in Italia hanno espresso, nelle loro
pubblicazioni, perplessità sulla figura di Babbo Natale e
sull'osservanza del Natale Anche alcuni vescovi italiani si sono
espressi contro Babbo Natale, rammaricandosi per la commercializzazione
delle festività natalizie con il conseguente tradimento del loro
significato originale.
Di solito, Babbo Natale viene rappresentato
come un signore corpulento, gioviale e occhialuto, vestito di un costume
rosso con inserti di pelliccia bianca, con una lunga barba anch'essa
bianca. La sera della vigilia di Natale sale sulla sua slitta trainata
da renne volanti e va di casa in casa per portare i regali ai bambini.
Per entrare in casa si cala dal comignolo, sbucando quindi nel
caminetto. I doni vengono lasciati sotto l'albero di Natale. Durante il
resto dell'anno, si occupa della costruzione dei giocattoli con la
Signora Natale. Strettamente legate alle rappresentazioni di Babbo
Natale sono quelle del personaggio russo di Nonno Gelo
("Дeд Мороз" Ded Moroz), che porta i regali ai bambini ed è vestito con
un cappotto azzurro. È aiutato dalla nipotina bionda Снегурочка
(Sneguročka), tiene con sé un lungo scettro e la sua slitta è trainata
da 3 cavalli anziché renne. Porta i regali il 31 dicembre e la sua residenza si trova a Veliky Ustyug in Russia.
Tale figura è presente in tutto il blocco ex-sovietico e soltanto
recentemente, forse per uniformarlo con Babbo Natale, viene
rappresentato con la giacca rossa, stivali di pelliccia. Gran parte
dell'iconografia di Babbo Natale sembra derivare dalla figura di Ded Moroz, soprattutto attraverso il suo equivalente tedesco Väterchen Frost.
A
causa di alcuni tratti decisamente fuori dal comune del comportamento
di Babbo Natale (come la capacità di recapitare, in una sola notte, i
regali a tutti i bambini che credono in lui, quella di infilarsi nei
comignoli e di entrare, anche, nelle case senza caminetto, la presunta
immortalità ed il possesso di renne volanti), le sue azioni vengono
spiegate anche con il ricorso alla magia.
Di seguito i nomi di Babbo Natale nel mondo
In
Europa e Nord America, di solito, le tradizioni legate a Babbo Natale
coincidono, anche se in alcuni paesi possono variare il nome, alcune
caratteristiche e la data di consegna dei doni.
Albania: (Plaku i
Vitit te Ri = Vecchio dell'anno nuovo) per katolikët edhe per shumë
myslimane njifet Shën Nikolla (Babadimri = Padreinverno)
Armenia: Հատուկ Անուն
Austria: Christkind ("Gesù Bambino")
Belgio: Sinterklaas, Saint-Nicolas ("San Nicola"); Kerstman, Père Noël ("Babbo Natale")
Bosnia ed Erzegovina: Djed Mraz
Bulgaria: Дядо Коледа (Djado Koleda, "Nonno Natale") Дядо Мраз (Nonno Gelo)
Canada: Santa Claus
Croazia: Djed Božićnjak o Djed Mraz ("Nonno Natale")
Rep. Ceca: Svatý Mikuláš ("San Nicola"); Ježíšek (diminutivo di Ježíš ("Gesù"))
Danimarca: Julemanden
Estonia: Jõuluvana
Isole Fær Øer: Jólamaður
Finlandia: Joulupukki
Francia: Père Noël ("Babbo Natale"); Père Noël è la forma più comune nei paesi in cui si parla il francese
Georgia: თოვლის პაპა (tovlis papa)
Germania: Weihnachtsmann ("L'Uomo di Natale"); Christkind ("Gesù Bambino") nelle regioni più meridionali
Gran Bretagna: Father Christmas; Santa Claus
Grecia: Άγιος Βασίλης ("San Basilio")
Irlanda: Santa Claus, Santy o Daidí na Nollag
Italia: Babbo Natale, Papà Natale (in alcune regioni anche San Nicola da Bari o San Nicolò)
Islanda: Jólamaður
Liechtenstein: Christkind
Lituania: Kalėdų Senelis
Malta: San Niklaw
Paesi Bassi: Sinterklaas (arriva la sera del 5 dicembre)
Norvegia: Julenissen
Polonia: Święty Mikołaj / Mikołaj ("San Nicola"); Gwiazdor in alcune regioni
Portogallo: Pai Natal ("Babbo Natale")
Romania: Moş Crăciun ("Babbo Natale": 25 dicembre); Moş Nicolae ("Babbo Nicola": 9 dicembre)
Russia:
Дед Мороз (Ded Moroz, "Nonno Gelo", il suo amico Yamaliri vive al sopra
del Circolo Polare Artico in una città unica Salekhard.)
Serbia: Деда Мраз (Deda Mraz, "Nonno Gelo")
Slovacchia: Svätý Mikuláš ("San Nicola"); Ježiško (diminutivo di Ježiš ("Gesù"))
Slovenia:
Dedek Mraz ("Nonno Gelo"); Božiček (da "Božič"-Natale); è presente
anche la ricorrenza di Sveti Miklavž (San Nicola) il 6 dicembre, con
modalità del tutto simili.
Spagna: Papá Noel
: Santa Claus; Kris Kringle; Saint Nicholas o Saint Nick ("San Nicola")
Svezia: Jultomten
Svizzera: Christkind, San Nicolao o Gesù Bambino in Ticino
Turchia: Noel Baba ("Babbo Natale")
Ungheria: Mikulás ("Nicola"); Jézuska o Kis Jézus ("Gesù Bambino")
Di solito Babbo Natale in America Latina si chiama Papá Noel, ma ci sono alcune piccole differenze tra i vari paesi.
Argentina: Papá Noel
Brasile: Papai Noel (leggesi:Papai Noeu)
Cile: Viejito Pascuero
Colombia: Papá Noel, Niño Dios, Niño Jesus (lettura:nigno hésùss) ("Gesù Bambino")
Messico: Santa Claus; Niño Dios ("Gesù Bambino"); Los Reyes Magos ("I Re Magi")
Venezuela: San Nicolás
Ecuador: Papa Noel
Perù: Papa Noel
In
Estremo Oriente, in particolare nei paesi che hanno adottato i costumi
occidentali, si festeggia il Natale non in senso cristiano ma integrando
alle religioni orientali tradizioni simili sui portatori di doni
dell'Occidente.
Corea del Sud: Santa Claus 산타 클로스
Giappone: Santa Claus/Santa San サンタクロース/サンタさん, il "San" sta come in italiano per Sig. (Signore).
Taiwan: una derivazione di Santa Claus chiamata 聖誕老人 o 聖誕老公公 ("Babbo Natale", lett. "Vecchio del Natale")
Le
popolazioni cristiane dell'Africa e del Medio Oriente che celebrano il
Natale, in generale, riconoscono le tradizioni dei paesi europei da cui
hanno importato la festività, di solito tra la fine del XIX e l'inizio
del XX secolo. Anche i discendenti dei coloni che abitano ancora in quei
luoghi seguono le tradizioni dei loro antenati.
Iran: Baba Noel
Egitto: Papa Noël
Sudafrica: Sinterklaas; Santa Claus.
Ed ora ... una storia per i piccoli lettori... e per i più piccini, leggetela voi, mamma e papà! ♡♥♡♥
LA STORIA DI BABBO NATALE
A Nord del Circolo Polare Artico,
nell'Europa settentrionale, esiste una regione: la Lapponia
In questa terra viveva un giorno un simpatico vecchietto....
Questa è la vera storia (o
quasi) di BABBO NATALE!
In una capanna del bosco,
circondata da abeti, vicino ad un allegro ruscello d'acqua limpida e fresca
viveva Natale, il quale si dedicava ogni giorno a coltivare il suo
orticello, a curare le sue renne e ad intagliare il legno, vivendo
tranquillamente.
Vestiva sempre di rosso, il suo colore preferito.
Era un vecchietto assai buono e generoso con una lunga barba bianca ed aiutava
spesso senza tirarsi mai indietro tutti i suoi vicini.
Un giorno pensò che era troppo poco quello che stava facendo e si mise a
pensare: voleva trovare un modo per poter dare agli altri qualcosa di
più.
Quella sera fece un sogno:
Nel sogno gli apparve un
angioletto: era molto bello e grazioso e, con una dolce vocina, gli spiegò che nel mondo c'erano tanti bambini ma
tanti di questi erano poveri e non potevano permettersi niente, anche loro come
tutti gli altri bambini più fortunati desideravano dei giocattoli, ma non
avrebbero mai potuto averli, il cuore dell'angelo era colmo di tristezza e un
lacrima gli scorreva lungo il viso, Natale che era molto sensibile chiese
all'angioletto cosa poteva fare per far spuntare sui visi di tutti i bambini un
sorriso e un po' di felicità nei loro cuori.
L'angioletto rispose che, se
Natale voleva, poteva aiutarli, sarebbe dovuto partire caricando sulla sua
slitta trainata dalle sue renne un sacco pieno di doni da consegnare a ciascun
bambino la notte santa, quando nacque Gesù.
"Ma dove posso trovare i
giocattoli per tutti i bambini del mondo? E come posso farcela a consegnarli
tutti in una sola notte e ad entrare nelle case? Ci saranno tutte le porte
chiuse!" si chiese Natale.
L'angioletto gli disse che Gesù
Bambino l'avrebbe aiutato a risolvere ogni problema.
Fu così che Gesù Bambino nominò
Natale papà di ogni bambino donandogli il nome di Babbo Natale!
I primi giochi che Babbo Natale
regalò furono costruiti con le sue stesse mani: intagliò nel legno
bambole, macchinine, pupazzi ed ogni sorta di giocattolo.
Gesù Bambino assegnò a Babbo
Natale degli Elfi che altro non erano che piccoli angeli dalla faccia simpatica
che lo aiutavano a costruire i giocattoli, a caricarli sulla slitta e a
consegnarli in tempo ogni anno la sera di Natale!
Gesù bambino fece anche un piccolo
miracolo: concesse alla slitta e alle otto renne il dono di poter volare
nel cielo.
Babbo Natale entra quindi quella
notte in ogni casa calandosi dal camino e riempiendo le calze che ogni bimbo
appende sotto al camino, come d'usanza, e posando gli altri pacchetti più
grossi sotto agli alberi di pino adornati a festa con luci e addobbi vari: palline,
candeline, bastoncini di zucchero, e anche nelle case delle famiglie più povere
gli alberi di pino venivano adornati con noci, mandarini, frutta secca, che
profumavano l'aria di festa e che poi venivano mangiati in famiglia tutti
insieme.
Grazie alla magia dell'amore fu
così possibile a Babbo Natale di essere sempre puntuale la notte santa nella
consegna dei suoi doni per poter far felici tutti i bambini del mondo! E
portare un sorriso nei loro visi e nei loro cuori!
Augurandomi che sia stato di gradimento,
BUON NATALE A TUTTI !!!!