Ti ho amato dal primo istante...

Ti ho amato dal primo istante...

martedì 7 gennaio 2014

GENNAIO



A GENNAIO cade la neve
lei scende lieve lieve;
un pupazzo ci facciamo
e tante palle ci tiriamo.

 Gennaio è iniziato... ma la neve ancora non c'è...

Usa tutte le forze che hai a disposizione ✿☆♡

Un bimbo che cerca di sollevare un masso davanti alla madre; ci prova e ci riprova, accanitamente, con tutte le sue forze ma non ci riesce; allora dice alla madre: «non ce la faccio, mamma».
E la madre gli dice:
«usa tutte le forze che hai a disposizione, e vedrai che ci riuscirai».
Il bambino le dice che l'ha già fatto, ce le ha già messe tutte, le sue forze, e la madre gli risponde:
«no tesoro, non le hai ancora usate tutte. Non mi hai ancora chiesto di aiutarti».
(Sandro Veronesi, caos calmo)


domenica 5 gennaio 2014

La vera storia della Befana



Questa notte sarà una notte magica: la Befana passerà casa per casa, a bordo della sua scopa magica e lascerà a tutti i bimbi buoni una piacevole sorpresa e tanti dolcetti... ai bimbi meno buoni invece......... carbone! Ma.......... mi raccomando bimbi: stasera, la sera del 5 gennaio, tutti a nanna presto, che se non chiudete gli occhi e non vi abbandonate al magico mondo dei sogni, lei non passa a riempirvi le calze che avete appeso vicino all'albero di Natale e al presepe.... E per farvi addormentare........ fatevi leggere da mamma e papà ...

La vera storia della Befana. 

C’era una volta un paese abitato in prevalenza da bruttissime e cattivissime streghe. Era un paese normalissimo, popolato da famiglie normalissime con uomini e donne normalissimi e bambini allegri, burloni e… anche un po’ cattivelli.
La vita in questo paese si svolgeva nella maniera solita: i papà e le mamme lavoravano e si prendevano cura dei loro figlioli, i bambini andavano a scuola e di tanto in tanto si riunivano fra di loro in gruppetti e qualche monelleria a volte ci scappava pure.
Le streghe, invece, proprio normali non erano … Vivevano per conto loro, ma di tanto in tanto, mescolandosi tra la gente normale, portavano lo scompiglio nel piccolo paese. La più tremenda ed anche la più brutta era una certa Befana.
Befana prendeva spesso di mira i bambini costringendoli, a volte, a rispondere ai suoi dispetti con cattiverie e burle.
Un giorno il buon Dio, stanco di questa catena di dispetti e malignità, scese in campo con la sua onnipotenza.
Egli pensò “E’ se convertissi la cattiveria di Befana in bontà? Forse anche i bambini, che ho creato naturalmente buoni, non avendo modo di scontrarsi con la cattiveria, torneranno ad essere quello che per loro natura sono!”
Fu così che convertì la cattiveria di Befana in bontà. A questo punto il problema avrebbe dovuto essere risolto e, invece no. Befana, diventata una docile, dolce e simpatica vecchina, fu scacciata dal clan delle streghe, ma per lei non fu proprio male, anzi: i bambini facevano a gara ad ospitarla nelle loro case, godevano delle sue infinite e fantastiche favole e di tutti i dolcetti che faceva per loro.
Erano tanto contenti della sua esistenza, che presto dimenticarono le altre sue sorelle ed i loro dispetti, tornando ad essere i bambini di sempre. Un brutto giorno, però, com’è destino per ogni essere umano, la dolce vecchina morì. I bambini la piansero tanto e pregarono Gesù perché la facesse tornare.
Anche Befana, seppure in Paradiso, era sempre triste e pensierosa, tanto che il Signore, impietosito dalle loro lacrime e dalle loro preghiere, decise di accontentarli. Decise che un solo giorno di ogni anno la dolce ex strega avrebbe potuto tornare a vivere fra tutti i bambini, quelli buoni s’intende, facendo sentire loro la sua presenza ed il suo amore, il modo lo avrebbe scelto di volta in volta la stessa Befana.
La gioia di Befana per questa concessione che il Signore le aveva fatto fu infinita e subito decise che il modo per far sentire ai bambini buoni la sua presenza ed il suo amore era quello di portar loro, nel giorno stabilito, doni e dolcezze e, non si accontentò di farlo solo nel suo paese di origine, ma, sfruttando il potere che Gesù dà alle persone buone che vanno in Paradiso, anche in ogni parte del mondo.
Simbolicamente Befana scelse il giorno 6 gennaio perché fu il giorno in cui i tre Re Magi arrivarono a Betlemme e depositarono accanto alla culla del Bambinello i loro splendidi doni. Ma questo succede solo per i bambini che rimangono tali quali il Signore li ha creati, cioè buoni e, a quelli cattivi o un po’ monelli? A loro è destinato solo del carbone, dolce s’intende, perché Befana non essendo più quella strega cattiva di una volta vuole solo simbolicamente ripagare con egual moneta.


La Befana vien di notte
Con le scarpe tutte rotte
Il cappello alla romana
Viva viva la Befana!!

sabato 4 gennaio 2014

Quando è l'ora, la Befana ...

Una leggenda racconta che i Re Magi in viaggio per Betlemme avessero chiesto informazioni sulla strada ad una vecchia, e che avessero insistito perché lei andasse con loro a portare i doni al Salvatore. 
La vecchia rifiutò, ma poco dopo, pentita, preparò un cestino di dolci e si mise in cerca dei Magi e del Bambino Gesù.

Non trovandoli bussò ad ogni porta e consegnò dolci ai bambini sperando di potersi così far perdonare la mancanza.
*˛.
˛ °_██_*。*./ \ .˛* .˛.*.★* *★ 。*
˛. (´• ̮•)*˛°*/.♫.♫\*˛.* ˛_Π_____. * ˛*
.°( . • . ) ˛°./• '♫ ' •\.˛*./______/~\*. ˛*.。♥
*(...'•'.. ) *˛╬╬╬╬╬˛°.|田田 |門|╬╬╬╬ ♥

Quando è l'ora, la Befana
alla scopa salta in groppa.
D'impazienza già trabocca:
l'alza su la tramontana,
fra le nuvole galoppa.
Ogni bimbo nel suo letto
fa l' esame di coscienza:
maledice il capriccetto,
benedice l' ubbidienza:
La mattina al primo raggio
si precipita al camino.
Un bel dono al bimbo saggio,
al cattivo un carboncino!
 

I Re Magi

La notte era senza luna; ma tutta la campagna risplendeva di una luce bianca e uguale come il plenilunio, poiché il Divino era nato; dalla campagna lontana i raggi si diffondevano ...
Il Bambino Gesù rideva teneramente, tenendo le braccia aperte verso l'alto, come in atto di adorazione; e l'asino e il bue lo riscaldavano col loro fiato, che fumava nell'aria gelida.
La Madonna e San Giuseppe di tratto in tratto si scuotevano dalla contemplazione, e si chinavano per baciare il figliolo.
Vennero i pastori, dal piano e dal monte, portando i doni e vennero anche i Re Magi. Erano tre: il Re Vecchio, il Re Giovane e il Re Moro.
Come giunse la lieta novella della natività di Gesù si adunarono.
E uno disse:
- E' nato un altro Re. Vogliamo andare a visitarlo?
- Andiamo - risposero gli altri due.
- Ma con quali doni?
- Con oro, incenso e mirra.
Nel viaggio i Re Magi discutevano animatamente, perché non potevano ancora stabilire chi,  per primo, dovesse offrire il dono.
Primo voleva essere chi portava l'oro. E diceva:
- L'oro è più prezioso dell'incenso e della mirra; dunque io debbo essere il primo donatore.
Gli altri due alla fine cedettero. Quando entrarono nella capanna, il primo a farsi innanzi fu dunque il Re con l'oro.
Si inginocchiò ai piedi del bambino; e accanto a lui si inginocchiarono i due con l'incenso e la mirra.
Gesù mise la sua piccola mano sul capo del Re che gli offrì l'oro, quasi volesse abbassarne la superbia. Rifiutò l'oro; soltanto prese l'incenso e la mirra, dicendo: 
- L'oro non è per me!

http://www.positanonews.it/publicnew/articles/2013/Gennaio/new/newCostiera_Amalfitana_I_Re_Magi_.jpg

mercoledì 1 gennaio 2014

Dopo Dicembre, arriva Gennaio ...

Dopo Dicembre, arriva Gennaio
che non è un mese davvero gaio.
Sopra le foglie cristalli di gelo,
molte le nuvole nel grigio cielo.
Ma proprio allora vien la Befana
che riempie di dolci le calze di lana.
Ferma alla casa di ogni bambino,
purché sia buono, grande o piccino.
Porta uno scialle un po' rattoppato,
un sacco grosso, assai malandato.
Cavalca una scopa, cara vecchietta,
e sembra proprio non aver fretta.
Niente motori, niente progresso,
ma col suo mezzo arriva lo stesso.
Per dare ai bimbi felicità,
non usa mai la velocità.

http://seethesea.wikispaces.com/file/view/befana.gif/109985085/befana.gif


Filastrocca di Capodanno

Filastrocca di Capodanno:
fammi gli auguri per tutto l’anno
voglio un gennaio col sole d’aprile;
un luglio fresco, un marzo gentile;
voglio un giorno senza sera;
voglio un mare senza bufera;
voglio un pane sempre fresco;
sul cipresso il fior del pesco;
che siano amici il gatto e il cane;
che diano latte le fontane.
Se voglio troppo, non darmi niente,
dammi una faccia allegra solamente.

(Gianni Rodari)




«E ora che ne sarà
del mio viaggio?
Troppo accuratamente l’ho studiato
senza saperne nulla. Un imprevisto
è la sola speranza. Ma mi dicono
che è una stoltezza dirselo.
» 
(E. Montale, Satura) 
★⋰⋱★⋰⋱★⋰⋱★⋰⋱★⋰⋱★⋰⋱★⋰
░░░░░░█░█ █▀█ █▀█ █▀█ █░█░░░░░
░░░░░░█▀█ █▀█ █▀▀ █▀▀ ▀█▀░░░░░
░░░░░░▀░▀ ▀░▀ ▀░░ ▀░░ ░▀░░░░░░
█▄░█ █▀▀ █░█░█░░█░█ █▀▀ █▀█ █▀█
█░██ █▀▀ █░█░█░░▀█▀ █▀▀ █▀█ ██▀
▀░░▀ ▀▀▀ ░▀▀▀░░░░▀░ ▀▀▀ ▀░▀ ▀░▀
★⋰⋱★⋰⋱★⋰⋱★⋰⋱★⋰⋱★⋰⋱★⋰⋱