Ti ho amato dal primo istante...

Ti ho amato dal primo istante...

mercoledì 16 dicembre 2015

AUGURI!

Son piccoletto e biricchino
Ma ho tanto buono il cuoricino.
E per Natale so ritrovare
Cose bellissime da augurare.
Per te, mamma dal dolce viso,
la nostra casa un Paradiso.
Il babbo immerso nei suoi affari
Abbia salute e anche i denari.
A tutti Voi conceda Iddio
Un cuore buono, un cuore pio.
Che devo dire non so più…
Ci benedica il buon Gesù!

martedì 15 dicembre 2015

INDOVINELLO

SONO OGGETTI MAI UGUALI
SON TALVOLTA FLOREALI
SONO GRANDI O PICCOLINI
LUNGHI, TONDI O QUADRATINI
DENTRO ALLA VELINA AVVOLTI
NELLE SCATOLE SEPOLTI
SONO IN ORO O IN ARGENTO
SONO UNO OPPURE CENTO
NELLE CARTE ROSA O GIALLE
CARTE A RIGHE, A QUADRI, A PALLE
CON I NASTRI E COI BIGLIETTI
LE COCCARDE ED I FIOCCHETTI
SONO FATTI CON IL CUORE
O DETTATI DALL’AMORE
SON DONATI PER MAGIA
O CON GRAZIA E CORTESIA
MA SON SEMPRE UN PO’ SPECIALI.
COSA SON? 
SONO I ….. 


REGALI! J

lunedì 14 dicembre 2015

E' NATALE

È Natale ogni volta
che sorridi a un fratello
e gli tendi la mano.
È Natale ogni volta
che rimani in silenzio
per ascoltare l’altro.
È Natale ogni volta
che non accetti quei principi
che relegano gli oppressi
ai margini della società.
È Natale ogni volta
che speri con quelli che disperano
nella povertà fisica e spirituale.
È Natale ogni volta
che riconosci con umiltà
i tuoi limiti e la tua debolezza.
È Natale ogni volta
che permetti al Signore

di rinascere per donarlo agli altri.

È Natale

domenica 13 dicembre 2015

BUONA FESTIVITA' DI S. LUCIA A TUTTI!

Nella notte tra il 12 e il 13 dicembre in alcune zone d'Italia, Santa Lucia con il suo asinello porta alcuni doni ai bambini...


La storia di Santa Lucia e il suo asinello l'avevamo proposta lo scorso 12 dicembre 2013... Potete leggerla cliccando qui. 

sabato 12 dicembre 2015

Riccardo sei proprio...

Alcuni giorni fa, ho comprato un libriccino scritto da una mamma della scuola che frequenta mio figlio.
Questo libriccino è stato scritto per ricordare a noi adulti, a noi genitori, che siamo stati tutti dispettosi, che siamo stati tutti disordinati, che siamo stati tutti pasticcioni, che siamo stati tutti bambini prima di diventare grandi. 
Questo racconto è scritto per i bambini, ma pensato per tutti coloro che si occupano di educazione. E' la storia di un bambino che ama saltare nelle pozzanghere, costruire la torre più alta del mondo e mangiare marmellata con gusto. Questa sua gioia, però, la mamma non riesce a rileggerla. Per fortuna ci pensa il fratello maggiore... 

Riccardo sei proprio... 

«Riccardo sei proprio dispettoso» dice la mamma a Riccardo, che sta saltando in una pozzanghera, inzuppandosi tutto di fango.

«Riccardo sei proprio disordinato» dice la mamma a Riccardo, che sta costruendo una torre, spargendo tutti i mattoncini nella sua cameretta.

«Riccardo sei proprio un pasticcione» dice la mamma a Riccardo, che sta mangiando il panino con la marmellata, sporcandosi tutto il viso.

Filippo, il fratello più grande di Riccardo, scopre in un cassetto alcune fotografie di quando la mamma era bambina, e sorridente dice alla mamma: 
«Mamma, ma sei proprio sicura che Riccardo sia dispettoso? A me sembra solo felice di saltare nelle pozzanghere».
«Mamma, ma sei proprio sicura che Riccardo sia disordinato? A me sembra che voglia fare la torre più alta del mondo».
«Mamma, ma sei proprio sicura che Riccardo sia così pasticcione? A me sembra che si stia gustando la sua merenda».
«Mamma, quando eri piccolina facevi anche tu queste cose?»

La mamma ripensa a quando era piccola come Riccardo ...

«Aspettavo la pioggia per saltare nelle pozzanghere, costruivo torri più alte di me e con i dolci alla marmellata riuscivo sempre a sporcarmi anche il naso!»

«Vedi mamma» dice Filippo «Riccardo vuole solo essere felice come lo eri tu».

La mamma abbraccia Riccardo e Filippo e sottovoce sussurra:«Io da piccola scrivevo anche sui muri!».

Non me ne voglia l'autrice di questa storia per aver variato i nomi dei protagonisti. La bambina protagonista è Alice e il fratellino Riccardo... Ho voluto variare lievemente questa storia con il nome di mio figlio, Riccardo, e di suo fratello più grande, Filippo.) 

venerdì 11 dicembre 2015

IL MAGO DI NATALE

S’io fossi il mago di Natale
farei spuntare un albero di Natale
in ogni casa, in ogni appartamento
dalle piastrelle del pavimento,
ma non l’alberello finto,
di plastica, dipinto
che vendono adesso all’Esselunga:
un vero abete, un pino di montagna,
con un po’ di vento vero
impigliato tra i rami,
che mandi profumo di resina
in tutte le camere,
e sui rami i magici frutti: regali per tutti.
Poi con la mia bacchetta me ne andrei
a fare magie
per tutte le vie.
In via Verri
farei crescere un albero di Natale
carico di bambole
d’ogni qualità,
che chiudono gli occhi
e chiamano mamma e papà,
camminano da sole,
ballano il rock an’roll
e fanno le capriole.
Chi le vuole, le prende:
gratis, s’intende.
In piazza Piazza San Francesco
faccio crescere l’albero
del cioccolato;
in via Trento e Trieste
l’albero del panettone
in viale Buozzi
l’albero dei maritozzi,
e in largo di Santa Susanna
quello dei maritozzi con la panna.
Continuiamo la passeggiata?
La magia è appena cominciata:
dobbiamo scegliere il posto
all’albero dei trenini:
va bene via Mazzini?
Quello degli aeroplani
lo faccio in via Segramora.
Ogni strada avrà un albero speciale
e il giorno di Natale
i bimbi faranno
il giro della Brianza
a prendersi quel che vorranno.
Per ogni giocattolo
colto dal suo ramo
ne spunterà un altro
dello stesso modello
o anche più bello.
Per i grandi invece ci sarà
magari in via Condotti
l’albero delle scarpe e dei cappotti.
Tutto questo farei se fossi un mago.
Però non lo sono
che posso fare?
Non ho che auguri da regalare:
di auguri ne ho tanti,
scegliete quelli che volete,

prendeteli tutti quanti.

(Non me ne voglia il grande Gianni Rodari per aver apportato alcune lievi modifiche alla sua bellissima filastrocca natalizia)

giovedì 10 dicembre 2015

LUCE DEL MONDO

Mentre la neve lieve a terra cade
mille luci già adornano le strade
per un festa che non ha l’uguale:

tra pochi giorni ormai sarà Natale.
Papà Franco e il piccolo Riccardo
come sogliono ormai da molti anni
sul ripiano del mobile in soggiorno,
la grotta al centro e un bel paesaggio intorno,
con statue in gesso e un gran cielo stellato
da poco un bel presepe hanno ultimato.
Poi si rivolge il padre al figlioletto
con un racconto che gli vien di getto:
“Fu proprio San Francesco a voler fare
il primo dei presepi e a rievocare
con l’aiuto di un uomo a lui fedele,
al chiarore di fiaccole e candele,
Gesù che, nato in una mangiatoia,
viene per dare al mondo luce e gioia.
Sceglie una grotta come fu a Betlemme
non certo adorna di preziose gemme;
angusto è il luogo ed umido il terreno:
presso la greppia solo un po’ di fieno,
mentre, adagiati su povera paglia,
un bue muggisce e un asinello raglia.
Uomini e donne accorrono festanti,
giungono a frotte, sono proprio tanti;
famiglie intere vengon da lontano
ciascun con una fiaccola alla mano.
A Greccio – questo è il nome del paese
dove Francesco con gran zelo intese
riproporre alla sua generazione
l’unico evento dell’Incarnazione –
s’affrettano a salir frotte di frati
che, da semplici torce rischiarati,
ad una voce, trepidi, gioiosi
si mettono a cantar cori festosi.
Dolce e chiara è la notte, come giorno
nel qual risplenda il sole tutt’intorno,
e poi che un prete celebra la messa
la scena a tutti ben rimane impressa.
Narrano poi che uno dei presenti
mentre eran tutti nel bel canto intenti
in braccio al Santo – par cosa inaudita –
vide un bimbo tornare a prender vita.
Se vedi attorno a te la sofferenza
che ti suscita un senso di impotenza,
non mancar di gustare ciò che è bello
chè questo solo aspetta il tuo fratello.
Nulla puoi dare se non hai stupore
per ciò che è bello: un’alba, un canto, un fiore
che spunta tra le rocce in un mattino...
o il sorriso sul volto di un bambino.
Orma di Dio, ricorda, è la bellezza
e della sua perenne giovinezza,
di Dio che il cuore scruta nel profondo
e per sempre sarà luce del mondo.”