Ti ho amato dal primo istante...

Ti ho amato dal primo istante...

mercoledì 12 aprile 2017

Una lettera da ... Gesù.

E' iniziata la settimana Santa. In questi giorni ricordiamo ciò che ha dovuto subire Gesù. Giorni fa, la mia migliore amica mi ha mandato un messaggio che ho apprezzato moltissimo: conteneva una lettera, una probabile lettera che avrebbe potuto scrivere proprio lui, lui che si è sacrificato per noi, per amore verso tutti noi, sì proprio lui, Gesù. Ecco il testo di questa lettera.

«Scrivo dalla mia croce alla tua solitudine. A te che tante volte mi hai guardato senza vedermi e mi hai sentito senza ascoltarmi. A te che tante volte hai promesso di seguirmi da vicino e, senza sapere perché, ti sei allontanato dalle orme che ho lasciato nel mondo perché non ti perdessi.
A te che non sempre credi che io sia al tuo fianco, che mi cerchi senza trovarmi e a volte perdi la speranza di incontrarmi. A te che a volte pensi che io sia solo un ricordo e non capisci che sono vivo.
Io sono l’inizio e la fine; sono la via perché tu non ti perda, la verità perché tu non sbagli e la vita perché tu non muoia. Il mio tema preferito è l’amore, che è stato la mia ragione per vivere e per morire.
Sono stato libero fino alla fine; ho avuto un ideale chiaro e l’ho difeso con il mio sangue per salvarti. Sono stato maestro e servitore, sono sensibile all’amicizia e aspetto da tanto tempo la tua.
Nessuno come me conosce la tua anima, i tuoi pensieri, il tuo cammino, e so molto bene quanto sia grande il tuo valore. So che a volte la tua vita sembra povera agli occhi del mondo, ma so anche che hai tanto da dare, e sono certo che nel tuo cuore ci sia un tesoro nascosto: conosciti e allora riserverai un posto per me.
Se sapessi da quanto tempo busso alla porta del tuo cuore e non ricevo risposta! A volte soffro quando mi ignori e mi condanni, come Pilato. Soffro anche quando mi rinneghi, come Pietro, e quando mi tradisci, come Giuda.
Oggi ti chiedo di unirti al mio dolore, di prendere su di te la tua piccola croce insieme alla mia. Ti chiedo pazienza con i nemici, amore per il conuige, responsabilità nei confronti dei figli, tolleranza con gli anziani, comprensione con i fratelli, compassione verso chi soffre, servizio nei confronti di tutti, come io ho vissuto e ho insegnato.
Non vorrei vederti egoista, ribelle, pessimista. Vorrei che la tua vita fosse allegra, sempre giovane e cristiana. Ogni volta che ti scoraggi, cercami e mi troverai. Ogni volta che ti senti stanco, parla con me, raccontami i tuoi problemi.
Ogni volta che pensi di non servire a nulla non deprimerti, non ritenerti inferiore, non dimenticare che avrò bisogno della tua piccolezza per entrare nell’anima del tuo prossimo.
Ogni volta che ti sentirai solo non dimenticare che sono con te. Non stancarti di chiedermi, io non mi stancherò di darti. Non stancarti di seguirmi, io non mi stancherò di accompagnarti.
Non ti lascerò mai solo.
Gesù.»


La scorsa domenica 02/04/2017 alla GIORNATA INSIEME di catechismo, i bambini di seconda elementare insieme a noi catechiste hanno fatto questo meraviglioso collage e il giorno dopo, lunedì 03/04/2017 i bambini hanno vissuto una speciale via crucis con bacio finale a Gesù.

lunedì 3 aprile 2017

IL BAMBU'

Con questa storia di Bruno Ferrero, ho fatto capire al mio gruppo di bambini di seconda elementare, a catechismo, la morte di Gesù, che ha sacrificato se stesso per l'umanità intera. 

In un magnifico giardino cresceva un bambù dal nobile aspetto.

 Il Signore del giardino lo amava più di tutti gli altri alberi. Anno dopo anno, il bambù cresceva e si faceva robusto e bello. Perchè il bambù sapeva bene che il Signore lo amava e ne era felice. Un giorno, il Signore si avvicinò al suo amato bambù e gli disse: «Caro bambù, ho bisogno di te.»

Il magnifico albero sentì che era venuto il momento per cui era stato creato e disse, con grande gioia: «Signore, sono pronto. Fa' di me l'uso che vuoi.»
La voce de Signore era grave: «Per usarti devo abbatterti!» 
Il bambù si spaventò: «Abbattermi, Signore? Io, il più bello degli alberi del tuo giardino? No, per favore, no! Usami per la tua gioia, Signore, ma per favore, non abbattermi.»
«Mio caro bambù, se non posso abbatterti, non posso usarti.»
Il giardino piombò in un profondo silenzio. Anche il vento smise di soffiare. Lentamente il bambù chinò la sua magnifica chioma e sussurrò: «Signore, se non puoi usarmi senza abbattermi, abbattimi. Mio Signore, abbi pietà. Distruggi la mia bellezza, ma lasciami i rami e le foglie!»
«Se non posso tagliarli, non posso usarli.»
Il sole nascose il suo volto, una farfalla inorridita volò via. Tremando, il bambù disse fiocamente: «Signore, tagliali.»
«Mio caro bambù, devo farti ancora di più. Devo spaccarti in due e strapparti il cuore. Se non posso fare questo, non posso usarti.»
Il bambù si chinò fino a terra e mormorò: «Signore, spacca e strappa.»
Così il Signore del giardino abbatté il bambù, tagliò i rami e le foglie, lo spaccò in due e gli estirpò il cuore. Poi lo portò dove sgorgava una fonte di acqua fresca, vicino ai suoi campi che soffrivano per la siccità. Delicatamente collegò alla sorgente una estremità dell'amato bambù e diresse e l'altra verso i campi inariditi. La chiara, fresca, dolce acqua prese a scorrere nel corpo del bambù e raggiunse i campi. Fu piantato il riso e il raccolto fu ottimo. Così il bambù divenne una grande benedizione, anche se era stato abbattuto e distrutto. Quando era un albero stupendo, viveva solo per se stesso e si specchiava nella propria bellezza. Stroncato, ferito e sfigurato era diventato un canale, che il Signore usava per rendere fecondo il suo regno.

Noi la chiamiamo “sofferenza”. Dio la chiama “ho bisogno di te”.

domenica 29 gennaio 2017

I TRE GIORNI DELLA MERLA

I tre giorni della merla sono, secondo la tradizione, gli ultimi tre giorni di gennaio: 29, 30 e 31 oppure gli ultimi due giorni di gennaio e il primo di febbraio. Sempre secondo la tradizione sarebbero i tre giorni più freddi dell’anno.

Ecco le due versioni della celebre leggenda delle merla bianca che diventa nera a causa del freddo e della fuliggine di un camino.

Prima versione:

Tanto, tanto tempo fa a Milano ci fu un inverno molto rigido.
La neve scendeva dal cielo e copriva tutta la città, le strade, i giardini.
Sotto la grondaia di un palazzo in Porta Nuova c’era il nido di una famigliola di merli, che a quel tempo avevano le piume bianche come la neve. C’era la mamma merla, il papà merlo e tre piccoli uccellini, nati dopo l’estate.
La famigliola soffriva il freddo e stentava a trovare qualche briciola di pane per sfamarsi, perché le poche briciole che cadevano in terra dalle tavole degli uomini venivano subito ricoperte dalla neve che scendeva dal cielo.
Dopo qualche giorno il papà merlo prese una decisione e disse alla moglie: “Qui non si trova nulla da mangiare, se continua così moriremo tutti di fame e di freddo. Ho un’idea, ti aiuterò a spostare il nido sul tetto del palazzo, a fianco a quel camino, così mentre aspettate il mio ritorno non avrete freddo. Io parto e vado a cercare il cibo dove la neve non è ancora arrivata”.
E così fu fatto: il nido fu messo vicino al camino e il papà partì. La mamma e i piccoli uccellini stavano tutto il giorno nel nido, scaldandosi tra loro e anche grazie al fumo che usciva tutto il giorno dal camino.
Dopo tre giorni il papà tornò a casa e quasi non riuscì più a riconoscere la sua famiglia! Il fumo nero che usciva dal camino aveva colorato di nero tutte le piume degli uccellini!
Per fortuna da quel giorno l’inverno divenne meno rigido e i merli riuscirono a trovare cibo sufficiente per arrivare alla primavera.
Da quel giorno però tutti i merli nascono con le piume nere e, per ricordare la famigliola di merli bianchi divenuti neri, gli ultimi tre giorni del mese di gennaio sono detti “I tre giorni della merla”.

Seconda versione:

Una merla dal bellissimo piumaggio bianco, era sempre strapazzata da gennaio, mese freddo e scuro, che non aspettava altro che lei uscisse dal nido in cerca di cibo, per scatenare freddo e gelo.
Stufa delle continue persecuzioni, un anno la merla fece provviste che bastassero per un mese intero e poi si rinchiuse nel suo nido. Rimase lì, al riparo, per tutto il mese di gennaio, che all’epoca durava ventotto giorni.
Giunti all’ultimo giorno del mese, la merla, credendo di aver ingannato il perfido gennaio, sgusciò fuori dal nido e si mise a cantare per prenderlo in giro.
Gennaio, furioso, se ne risentì e chiese tre giorni in prestito a febbraio. Avutoli in dono, scatenò bufere di neve, vento, gelo, pioggia.
La merla si nascose allora in un camino e vi restò ben nascosta aspettando che la bufera passasse.
Trascorsi i tre giorni e finita la bufera, la merla uscì dal camino, ma a causa della fuliggine, il suo bel piumaggio candido si era tutto annerito.
Così essa rimase per sempre con le piume nere e da quel giorno tutti i merli nascono di colore scuro.



Come in tutte le leggende, esiste un fondo di verità: nel calendario romano il mese di gennaio durava solo ventinove giorni.
Sempre secondo la leggenda, se i giorni della merla sono freddi, la primavera sarà mite; se invece sono caldi, la primavera arriverà in ritardo.

sabato 28 gennaio 2017

La quinta partita della stagione per il mio pastrugno e i suoi compagni di squadra si avvicina...oggi pomeriggio si gioca a Milano, nella big city. Forza scoiattoli 2009! 💪

"Il basket è l’unico sport che tende al cielo. Per questo è una rivoluzione per chi è abituato a guardare sempre a terra."
(Bill Russell)



"Non chiederti cosa i tuoi compagni di squadra possono fare per te. Chiediti cosa tu puoi fare per i tuoi compagni di squadra."
(Magic Johnson)

chiquita!!! 
Forza piccoli campioni, voi mettetecela tutta e la partita sarà un gran spettacolo come sempre! 👍👍

venerdì 27 gennaio 2017

La Giubiana

Ieri pomeriggio, come da tradizione popolare, i bambini delle due scuole primarie di Biassono (MB) hanno fatto festa per le strade del paese facendo rumore con coperchi e mestoli in legno raggiungendo la piazza del paese dove poi si è svolto il falò della Giubiana, una strega cattiva che mangiava e spaventava i bambini. E come da tradizione, i bambini hanno consegnato alle maestre le loro paure più grandi (disegnate o scritte) e queste ultime sono state bruciate...

filastrocca popolare: La Giubiana di Biassono fa spaventare anche mio marito
Corre di qua, corre di là, con le calze rosse, salta i fossi.
Ma di notte viene presa e nel fuoco bruciata!
Ed ecco la sua storia...

La Giubiana è una strega, spesso magra, con le gambe molto lunghe e le calze rosse. Vive nei boschi e grazie alle sue lunghe gambe, non mette mai piede a terra, ma si sposta di albero in albero. Così osserva tutti quelli che entrano nel bosco e li fa spaventare, soprattutto i bambini. E l'ultimo giovedì di gennaio va alla ricerca di qualche bambino da mangiare. Ma una mamma, che voleva molto bene al suo bambino, le tese una trappola. Preparò una gran pentola di risotto giallo (allo zafferano o alla curcuma 😉) con la luganega (salsiccia), e lo mise sulla finestra. Il profumo era delizioso, da far venir l'acquolina in bocca. La Giubiana sentì il buon odore e corse con la sua scopa, verso la pentola e cominciò a mangiare il risotto. Il risotto era tanto ma era così buono, che la Giubiana non si accorse che stava per arrivare il sole. Il sole uccide le streghe, così il bambino fu salvo.


Siccome è stata cattiva, il "tribunale" dei bambini l'ha giudicata... colpevole... 
Brusa, brusa Giubiana! Ovvero Brucia, brucia Giubiana!
Bruciando questo fantoccio, si bruciano anche le paure dei bambini e ...degli adulti e picchiando forte i coperchi, facendo rumore, si allontana la negatività.
Il fuoco 🔥 è sinonimo di trasformazione e purificazione, come il suono collettivo porta a fortificare l'azione e lo scopo che si vuole raggiungere. 

venerdì 20 gennaio 2017

PADRE NOSTRO

Sentendo le varie tragedie e le cattiverie che succedono nel mondo in questi anni, mio figlio mi chiede perché succedono tali disgrazie, tali cattiverie... Non riesco a dargli delle risposte certe... l'unica soluzione che gli propongo, da catechista, è quella di agire nel migliore dei modi e di affidarci a Dio, lui che veglia dall'alto su tutti noi e che ha un disegno, un progetto per tutti...  Preghiamo tutti, noi con loro, con i nostri figli, preghiamo e confidiamo nell'aiuto del Padre nostro. 

Padre nostro
che sei nei cieli,
sia santificato il tuo nome,
venga il tuo regno,
sia fatta la tua volontà: come in cielo,  così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano,
rimetti a noi i nostri debiti,
come noi li rimettiamo ai nostri debitori;
e non ci indurre in tentazione, ma liberaci dal male.
Amen.
Dio, tu sei il nostro Papà! Ci vuoi bene proprio come un papà vuole bene al suo bambino piccolo.
Tu, Padre nostro, ci guardi dall’alto perché sei più grande di noi. Tu vedi tutto. La vita di ogni persona è guardata in ogni momento con amore da te.
Il tuo nome, Dio, è Santo perché dà la vita a tutte le creature. Ti preghiamo, Padre nostro, fa’ che anche oggi possiamo sperimentare la tua presenza piena di vita in mezzo a noi.
Tu, Dio, sei il nostro unico Signore! Ti preghiamo di occupare sempre il primo posto nel nostro cuore.
Padre nostro, quello che tu vuoi per noi è il nostro bene. Ti preghiamo di realizzare anche oggi il tuo progetto nella nostra vita.
Padre nostro, tu sei ogni giorno la nostra speranza di eternità. Ci affidiamo a te perché tu conosci ogni nostro vero bisogno e sai cosa ci serve per essere felici.
Padre nostro, tu ci perdoni sempre perché sei un papà pieno di pazienza e di amore. Aiuta anche noi ad essere pazienti e capaci di perdonare ogni volta come fai tu con noi.
Padre nostro, non lasciarci soli, tienici tra le braccia anche quando siamo tentati di disobbedire alla tua volontà. Con te vicino il nostro cuore è in pace. Tu ci proteggi da ogni male.
Sia proprio così, nella nostra vita, ora e sempre.


giovedì 5 gennaio 2017

UN TEMPO LA BEFANA

Un tempo la Befana
veniva col vento di tramontana
su una scopa e col saccone
mezzo pieno di carbone
e lasciava tanti doni
solamente ai bambini buoni.
Ma poi lei è andata a scuola
e ha imparato una cosa sola:
bimbi cattivi non ci sono per niente
non serve il carbone assolutamente!
Non serve la scopa per portare il saccone
se viaggi col razzo a propulsione,
ci son doni per tutti i bambini,
anche se non esistono più i camini.
Se il mondo è cambiato
non fa niente:
la buona Befana
verrà certamente.