Ti ho amato dal primo istante...

Ti ho amato dal primo istante...

sabato 7 febbraio 2015

Buon Compleanno al papà del mio "pastrugno" ♡

Caro Fra,
  che dirti nel giorno del tuo compleanno? Che dirti di quel che già tu sai da 18 anni?  Ti amo, ti ho sempre amato da quel venerdì 17 gennaio 1997 in cui i nostri cuori si sono uniti e non si sono lasciati più… ti amo e ti amerò per tutta la mia vita. ♡ Il futuro non lo conosco ma lo scoprirò con te. Chi l’avrebbe detto che io e te con i nostri quasi 18 anni di differenza saremmo diventati un noi, una famiglia… tu stesso ne eri scettico inizialmente… eppure il destino ci ha voluti insieme e ha voluto donarci una famiglia meravigliosa qual’è la nostra.

Con Claudia e Filippo ho imparato cosa significava essere genitore e loro stessi mi hanno ribattezzata da piccoli la loro “mamy2”… grazie a loro ho imparato tanto, ma soprattutto ho conosciuto la gioia grande di sentirmi anch’io genitore e parte di una magia speciale qual’è la famiglia, la famiglia che ho costruito io con te.  Poi dal nostro grande amore è arrivato lui, il nostro “pastrugno”, il nostro Riccardo. ♡

Ed ora… eccoci qui, tutti vicini per soffiare insieme su una grande torta, la torta dei tuoi primi 60 anni! J

BUON COMPLEANNO, FRA!  BUON COMPLEANNO, AMORE DELLA MIA VITA! BUON COMPLEANNO, SPLENDIDO PAPA’ DEI NOSTRI FIGLI!

Tua Mi.♡

venerdì 6 febbraio 2015

E la mia, di mamma?


Da quando ho partorito con

dolore

e ho in braccio questo bimbo

pretenzioso

mi scopro a ripensare a

un'altra donna

che un dì ha tenuto me allo

stesso modo.

Adesso che ho saltato lo

steccato,

e sono dalla parte genitore,

rivaluto sotto diversa luce

l'amore, il sacrificio ed il

dolore.

'Non puoi capirlo finché non 

lo vivi',

le volte che ho sentito 'ste

parole,

non le ho credute mai,

naturalmente,

adesso sono chiare come il sole.

"Sei carne di mia carne,

gamba, braccio,

le pene tue son mie, sei un

piezz 'e core;

sbuffavo insofferente

"esagerata!",

perché non conoscevo questo 

amore.

Adesso ho nuovi occhi per 

vedere,

da madre a madre passa il

testimone,

adesso so cosa si prova e sente,

adesso t'ho capito, finalmente.
 

(Simona Bonariva, "Filastrocche appena nate")

 
BUON COMPLEANNO, MAMMA! BUON COMPLEANNO, NONNA DEL MIO “PASTRUGNO”!

venerdì 23 gennaio 2015

Tempo di iscrizione alla scuola primaria...

Dal 15 gennaio sono partite le  iscrizioni dei bambini che a settembre prossimo frequentaranno la prima classe della scuola primaria. Il mio pastrugno sarà uno di questi bimbi. E' stata una grande emozione per Mamma Mi digitare sulla tastiera del pc compilando l'iscrizione on line.

Lui, il pastrugno, è un po' combattuto: gli dispiace salutare dopo tre anni la sua Sabry, la maestra della scuola materna, però è anche felice di poter poi imparare tante cose... A lui e a tutti i bambini che a settembre inizieranno una nuova piccola grande avventura della loro vita dedico questa storia.

Anselmo va a scuola

Questo è Anselmo. Ha cinque anni e nove mesi, come me.
Siamo nati lo stesso giorno.
Ad Anselmo piacciono le carote, ma soprattutto, quando andiamo in automobile, gli piace viaggiare sul ripiano di dietro, perché si vede meglio che dal finestrino e si possono salutare i cani e i gatti nelle altre macchine.
Una settimana fa, ho dato ad Anselmo la notizia: "Dopo l'estate, cominceremo la scuola". Lui non ha detto niente: ha solo tirato su con il naso e si è aggiustato i pantaloni.
Anselmo è un coniglio di poche parole: io e lui ci intendiamo benissimo a sguardi.
Però, poi, ha piegato l'orecchio sinistro, come quando è un po' agitato.
E io ho capito che c'era bisogno di fare qualcosa.
La nonna ha cucito un vestito nuovo per Anselmo. Giacca e pantaloni rosso fiammante: un completo che sognava da tempo. "Per il tuo primo giorno di scuola" gli ho detto, mentre scartava il pacco regalo. Ha fatto un gran sorriso. E non finiva più di guardarsi allo specchio. Però, poi, mi sono accorto che anche la punta dell'orecchio destro aveva cominciato a piegarsi.
Ho chiesto alla mamma di fare la torta di carote: Anselmo davanti a una torta di carote ritrova coraggio, salute e buon umore.
Una volta, dopo averne mangiate due fette, ha raccontato una barzelletta. Ora non la ricordo: parlava di due scarabei che si incontrano ...
Le barzellette dei conigli sono molto strane. Ma noi abbiamo riso tutti perché eravamo contenti per lui.
La torta, però, non è servita a niente. Cioè, Anselmo l'ha mangiata, e gli è piaciuta, come sempre.
E siccome, come tutti i conigli, è educatissimo, ha fatto anche  i complimenti alla cuoca.
Ma si capiva bene che i suoi pensieri erano tristi. Infatti non erano lì, con noi. Ma da un'altra parte. E a giudicare dall'espressione, non doveva proprio essere un bel posto.
Così, di sera, a letto, ho deciso di parlargli: "Anselmo" gli ho detto. "Da qualche giorno mi sembri triste. Ho fatto qualcosa che non va? Ho detto qualcosa che ti ha offeso?"
Lui si è girato verso di me, mi ha stretto e mi ha chiesto se è proprio necessario che ci venga anche lui, a scuola. Aveva i piedi gelati! Così ho pensato: "Un bel viaggio, io e lui da soli: ecco quello che ci vuole". Così, quando tutti se ne sono andati a dormire, siamo sgattaiolati fuori di casa.
Il pomeriggio avevo parcheggiato la mia auto in giardino, davanti alla porta della cucina.
E via! Siamo partiti. Anselmo all'inizio mi pregava di guidare piano. E si è spaventato un po' quando la macchina è decollata. "Perché non mi hai mai detto che la tua macchina vola?" ha protestato. "Mica bisogna dire sempre tutto..." ho risposto io. Infatti, che gusto ci sarebbe?
Poi, però, quando ha visto la città dall'alto con tutte le luci accese, "Guarda!" ha esclamato. "Quella laggiù è casa nostra". Alla fine, è apparsa la scuola. E Anselmo ha ricominciato a tremare.
Adesso è estate, e la sera fa fresco. Così siamo entrati nella scuola attraverso le finestre aperte. Le aule erano tutte blu, per la luce della luna. Volevo mostrare ad Anselmo che posto tranquillo può essere, una scuola.
Con piccoli banchi e bei disegni di animali appesi ai muri. Animali come lui, ma di tutte le parti del mondo.
Ma poi mi sono accorto di una cosa: i banchi non erano vuoti. C'erano sedute delle lettere dell'alfabeto. "Presto comincerà il nuovo anno" ha detto una di loro. "Speriamo che quest'anno non ci capiti un bambino come quel Francesco di prima E" ha detto l'altra. "Dimenticava sempre di mettermi. E non sai che guaio tornare a casa per una lettera perduta: treni, autobus, tram ,,,"
In un'altra aula, due libri confabulavano fra loro. "A pagina 10 ho ancora una ditata di cioccolato dell'anno scorso" si lamentava uno.
"Sei stato fortunato: io sono rimasto un'intera giornata in una cartella con un barattolo di colla" ha detto un altro.
Allora è intervenuto un dizionario. "E io? La pagina del verbo essere non so ancora dove sia finita. Un righello dice che è diventata una barchetta di carta. Chissà ora dove sta navigando".
"Sono bambini, cosa pretendete?" è intervenuto un mappamondo. "Avete idea di quante volte, cascando di mano a uno di loro, dallo spavento mi si è fulminata la lampadina?"
In quel momento, qualcosa ha richiamato la mia attenzione. "Guarda!" ho esclamato.
In mezzo al corridoio fluttuava una luce fioca. "Seguiamola ..." ha sussurrato Anselmo.
In certe occasioni, i conigli possono diventare molto coraggiosi. Così, siamo arrivati nell'aula dei computer. Tutti gli schermi erano accesi.
"Ah, i bambini!" si lamentava un modello nuovo fiammante. "L'altr'anno a mio zio hanno fatto saltare quattro tasti. Quello della A, della B, del 5 e quello del punto e virgola".
E il suo vicino, per consolarlo: "Su, fatti forza. I bambini non lo fanno apposta, sono solo pieni di vita".
"Appunto ..." ha ribattuto l'altro. "E io sono così fragile!"
Ad Anselmo quel computer ha fatto una pena terribile. "Bisogna fare qualcosa" ha mormorato.
Mentre parcheggiavo l'auto, gli si è avvicinato. "Senti, non ti devi preoccupare" ha detto. "E' vero, i bambini sono vivaci. Ma anche molto gentili. Pensa a me: c'è qualcosa di più delicato di un coniglio? E guarda: neanche una scucitura!"
A quelle parole il computer è sembrato rinascere.
E non la finiva più di ringraziare.
In quel momento, però, mi sono accorto di quanto fosse tardi.
Così siamo risaliti in automobile.
Anselmo era più tranquillo che all'andata.
Ha voluto fare due giri capovolti intorno al campanile.
E poi ha cantato la nostra canzone preferita.
E' venuta bene perché in sottofondo si sentivano i grilli.
Stamattina, dopo colazione, con Anselmo siamo andati in giardino a giocare.
Era veramente di buon umore.
L'ho capito dalle orecchie: tutte e due dritte.
Ogni tanto mi schiacciava l'occhio: niente può fare più felice un coniglio di un segreto da mantenere.
Poi, sull'altalena mi ha chiesto se ho già pensato a cosa mettermi il primo giorno di scuola.
A me è venuto un po' da ridere. Ma mi sono trattenuto. Ad Anselmo piace tantissimo parlare di vestiti. Guai, offenderlo.

(Giovanna Zoboli, Simona Mulazzani)

giovedì 22 gennaio 2015

Brrr.... "i tre giorni della merla" si stanno avvicinando... brrrr.... brrr...


Tanto, tanto tempo fa a Milano ci fu un inverno molto rigido.
La neve scendeva dal cielo e copriva tutta la città, le strade, i giardini.
Sotto la grondaia di un palazzo in Porta Nuova c'era un nido di una famigliola di merli, che a quel tempo avevano le piume bianche come la neve. C'era la mamma merla, il papà merlo e tre piccoli uccellini, nati dopo l'estate.
La famigliola soffriva il freddo e stentava a trovare qualche briciola di pane per sfamarsi, perché le poche briciole che cadevano in terra dalle tavole degli uomini venivano subito ricoperte dalla neve che scendeva dal cielo.
Dopo qualche giorno il papà merlo prese una decisione e disse alla moglie:
"Qui non si trova nulla da mangiare, se continua così moriremo tutti di fame e di freddo. Ho un'idea, ti aiuterò a spostare il nido sul tetto del palazzo, a fianco a quel camino così mentre aspettate il mio ritorno non avrete freddo. Io parto e vado a cercare il cibo dove la neve non è ancora arrivata".
E così fu fatto: il nido fu messo vicino al camino e il papà partì. La mamma e i piccoli uccellini stavano tutto il giorno nel nido scaldandosi tra loro e anche grazie al fumo che usciva tutto il giorno dal camino.
Dopo tre giorni il papà tornò a casa e quasi non riuscì più a riconoscere la sua famiglia! Il fumo nero che usciva dal camino aveva colorato di nero tutte le piume degli uccellini!
Per fortuna da quel giorno l'inverno divenne meno rigido e i merli riuscirono a trovare cibo sufficiente per arrivare alla primavera. Da quel giorno però tutti i merli nascono con le piume nere e per ricordare la famigliola di merli bianchi divenuti neri gli ultimi tre giorni del mese di gennaio sono detti: i tre giorni della merla.




giovedì 18 dicembre 2014

Rispetta i miei tempi e i miei ritmi ^__*

La  biblioteca di Biassono ogni giorno concede a noi mamme e ai nostri piccoli una piccola pillola di saggezza per questo Avvento 2014, che hanno chiamato biblioavvento
Ciò che ho letto oggi mi è piaciuto molto e desidero condividerlo con il mio pastrugno e con tutti coloro che, come lui, amano le fiabe e le filastrocche che ho raccolto qui e che ci seguono. Con affetto, Mamma Mi.
Rispetta
i miei tempi e i miei ritmi
che non sono i tuoi:
io ho bisogno di lentezza
e di calma per imparare,
per crescere, per farmi uomo.
I miei sono i tempi della terra,
i ritmi lenti delle stagioni,
del seme che si fa grano
quando il momento è giunto.
Non prima.
Lasciami libero di essere chi sono,
di diventare ciò
che sono destinato ad essere.
 

sabato 6 dicembre 2014

Buon compleanno, Sabry ♥

Ieri il mio pastrugno con i suoi compagni ha regalato un piccolo fiorellino alla sua maestra per augurarle un felice compleanno.

Ecco oggi
tutti presenti,
di star con te siamo contenti.
Musica,
allegria
per festeggiare questa giornata.
Tamburi, pifferi,
campanelli
per augurarti gli anni più belli.

mercoledì 3 dicembre 2014

L'ALBERO MAGICO

- 22 giorni alla festa più bella dell'anno: il Santo Natale, la festa dell'amore e dei bambini. Che gioia preparare in questi giorni l'albero di Natale ed il presepe insieme ai nostri bambini...
Mamma Mi e il suo pastrugno dedicano a tutti voi, grandi e piccini impegnati in questi giorni nella decorazione dei propri alberi di Natale e dei propri presepi, questa simpatica filastrocca dell'indimenticabile Gianni Rodari.

L'ALBERO MAGICO
 
Non cercarlo nel libro
di scienza naturale:
l'albero di Natale
è l'albero della magia.
Vi crescono in compagnia
arance, mandarini,
caramelle, cioccolatini,
torroni, lumini ...
Ma i frutti più buoni
sono i frutti a sorpresa
che maturano a mezzanotte
nei loro pacchetti,
mentre tu aspetti a letto,
fingendo di dormire,
che ti vengano a chiamare
per farteli scoprire.
 
Questo è l'albero di Natale che il mio pastrugno ha fatto pochi giorni fa in classe con i compagni e la maestra Sabry.L'argomento trattato è quello di EXPO2015 con Foody e amici e quindi... ecco un albero speciale con Arabella, l'arancia, e Pomina, la mela ^___^