Ti ho amato dal primo istante...

Ti ho amato dal primo istante...

giovedì 22 settembre 2016

Un nuovo anno scolastico = una nuova avventura tutta da vivere! ^___^

Sono in seconda elementare.
Lo so, si dovrebbe dire  seconda primaria,
ma tutte le persone che incontro
continuano a dirmi che sono
in seconda elementare!
Ho imparato tante cose l’anno scorso,
e in questi giorni la maestra
sta controllando che
durante le vacanze non ci siamo dimenticati tutto!
Forza cara maestra,
io sono pronto
ad imparare tante altre cose!

Insegnaci come solo tu sai fare!


sabato 25 giugno 2016

Mare, sto arrivando!

Ieri mamma e papà hanno preparato le valigie per andare al mare. Io controllavo che non si dimenticassero le cose più importanti: il secchiello, le palette, le formine e il mio materassino a forma di isola.


Questa mattina, appena è suonata la sveglia, sono balzato fuori dal letto. Poi ho lavato i denti senza farmelo ripetere dieci volte! Infine mi stavo mettendo il costume da bagno, quando la mamma mi ha detto: «Riccardo, ci vorrà un po' per arrivare al mare, lo indosserai domani!»
Dopo colazione, abbiamo caricato in macchina borse e valigie. Era stracolma: sembrava un dinosauro che si era appena pappato una casa!
Finalmente siamo partiti.
«Mare, aspettami, sto arrivando!» ho urlato di gioia.

venerdì 13 maggio 2016

SONO CRESCIUTO!

Questa filastrocca di Corinne Albaut, "Filastrocche del mio compleanno"  l'ho letta nel suo libro di lettura di scuola e la dedico a lui, il mio adorato pastrugno, oggi, nel giorno del suo 7° compleanno! Auguri piccolo grande ometto del mio cuore! Auguri dalla tua Mamma Mi.

Dallo scorso compleanno
è passato solo un anno,
ma in dodici mesi son cresciuto
più di quanto avrei creduto.
Per celebrare questa giornata
darò una festa esagerata.
Pizzette e salatini,
ghiaccioli e pasticcini
biscotti al cioccolato
e coppe di gelato.
In mezzo a tutti,
a luci spente,
avanzerà la torta lentamente.
Sarà il momento
più importante,
per me l'istante più emozionante.


E oggi i suoi compagni di scuola riceveranno una piccola sorpresa fatta a mano in legno da lui con l'aiuto del suo papà e della sua Mamma Mi ...

LA  TROTTOLA  
Volteggi
leggera
di mille colori.
Rallegri, dei bimbi,
i piccoli cuori.
Sei tu la regina,
il ricordo più bello
che ogni fanciullo
conserva in eterno.


domenica 27 marzo 2016

IL PULCINO COSMICO

A casa di Mamma Mi, dall'uovo di cioccolata sapete cosa è saltato fuori? Sorpresa: un pulcino cosmico,
simile in tutto ai pulcini terrestri, ma con un berretto da capitano in testa e un'antenna della televisione sul berretto. Mamma Mi, suo marito e il pastrugno fecero tutti insieme: - Oh!, e dopo questo oh non trovarono più parole. Il pulcino si guardava intorno con aria malcontenta. - Come siete indietro su questo pianeta, - osservò, - qui è appena Pasqua; da noi, su Marte Ottavo, è già mercoledì. - Di questo mese? - domandò Mamma Mi. - Ci mancherebbe! Mercoledì del mese venturo. Ma con gli anni siamo avanti di venticinque. Il pulcino cosmico fece quattro passi in su e in giù per sgranchirsi le gambe, e borbottava: - Che seccatura! Che brutta seccatura!...

Cos'è che la preoccupa? - domandò Mamma Mi. - Avete rotto l'uovo volante e io non potrò tornare su Marte Ottavo. - Ma noi l'uovo l'abbiamo comprato in pasticceria. - Voi non sapete niente. Questo uovo, in realtà, è una nave spaziale, travestita da uovo di Pasqua, e io sono il suo comandante, travestito da pulcino. - E l'equipaggio? - Sono io anche l'equipaggio. Ma ora sarò degradato. Mi faranno per lo meno colonnello. - Be', colonnello è più che capitano. - Da voi, perché avete i gradi alla rovescia. Da noi il grado più alto è cittadino semplice. Ma lasciamo perdere. La mia missione è fallita. - Potremmo dirle che ci dispiace, ma non sappiamo di che missione si trattava. - Ah, non lo so nemmeno io. Io dovevo soltanto aspettare in quella vetrina fin che il nostro agente segreto si fosse fatto vivo. - Interessante, - disse Mamma Mi, - avete anche degli agenti segreti sulla Terra. E se andassimo a raccontarlo alla polizia? - Ma sì, andate in giro a parlare di un pulcino cosmico, e vi farete ridere dietro. -Giusto anche questo. Allora, giacché siamo tra noi, ci dica qualcosa di più su quegli agenti segreti. - Essi sono incaricati di individuare i terrestri che sbarcheranno su Marte Ottavo tra venticinque anni. - E' piuttosto buffo. Noi, per adesso, non sappiamo nemmeno dove si trovi Marte Ottavo. - Lei dimentica, cara Mamma Mi, che lassù siamo avanti col tempo di venticinque anni. Per esempio sappiamo già che il capitano dell'astronave terrestre che giungerà su Marte Ottavo si chiamerà Riccardo. - Toh, - disse il pastrugno di Mamma Mi, - proprio come me. - Pura coincidenza, - sentenziò il cosmopulcino. - Si chiamerà Riccardo e avrà trentuno anni. Dunque, in questo momento, sulla Terra, ha esattamente sei anni. - Guarda guarda, - disse Riccardo, - proprio la mia età. - Non mi interrompere continuamente, - esclamò con severità il comandante dell'uovo spaziale. - Come stavo spiegandovi, noi dobbiamo trovare questo Riccardo e gli altri membri dell'equipaggio futuro, per sorvegliarli, senza che se ne accorgano, e per educarli come si deve. - Cosa, cosa? - fece Mamma Mi. - Forse noi non li educhiamo bene i nostri bambini? - Mica tanto. Primo, non li abituate all'idea che dovranno viaggiare tra le stelle; secondo, non insegnate loro che sono cittadini dell'universo; terzo, non insegnate loro che la parola nemico, fuori della Terra, non esiste; quarto... - Scusi comandante, - lo interruppe Mamma Mi, - come si chiama di cognome quel vostro Riccardo? - Prego, vostro, non nostro. Si chiama Sudetti. Riccardo Sudetti. - Ma sono io! - saltò su il pastrugno di Mamma Mi. Urrà, - Urrà che cosa? - esclamò Mamma Mi. - Non crederai che tuo padre e io ti permetteremo... - Ma il pulcino cosmico era già volato in braccio a Riccardo. - Urrà! Missione compiuta! Tra venticinque anni potrò tornare a casa anch'io.

 - E l'uovo? - domandò con un sospiro Riccardo. - Ma lo mangiamo subito, naturalmente. E così fu fatto.

IL LEPROTTO DI PASQUA

C'erano una volta un papà leprotto ed una mamma leprotto, che avevano sette leprottini e non sapevano quale sarebbe diventato il vero leprotto di Pasqua.
Allora mamma leprotto prese un cestino con sette uova e papà leprotto chiamò i leprottini. Poi disse al più grande: Prendi un uovo dal cestino e portalo nel giardino della casa, dove ci sono molti bambini. Il leprotto più grande prese l'uovo d'oro, corse nel bosco, attraversò il ruscello, uscì dal bosco, corse per il prato e giunse al giardino della casa. Qui voleva saltare oltre il cancello, ma fece un balzo così grande e con tanta forza che l'uovo cadde e si ruppe. Questo non era il vero leprotto di Pasqua. Ora toccava al secondo. Egli prese l'uovo d'argento, corse via nel bosco, attraversò il ruscello, uscì dal bosco, corse per il prato; allora la gazza gridò: Dallo a me l'uovo, dallo a me l'uovo, ti regalerò una moneta d'argento! E prima che il leprotto se ne accorgesse la gazza aveva già portato l'uovo d'argento nel suo nido. Neanche questo era il vero leprotto di Pasqua.
Ora toccava al terzo. Questi prese l'uovo di cioccolato. Corse nel bosco, attraversò il ruscello, uscì dal bosco e incontrò uno scoiattolo che scendeva, saltellando, da un alto abete. Lo scoiattolo spalancò gli occhi e chiese: Ma è buono l'uovo? Non lo so. Rispose il leprotto. Lo voglio portare ai bambini. Lasciami assaggiare un po! Lo scoiattolo cominciò a leccare e poiché gli piaceva tanto, non finiva mai e leccò e mangiucchiò pure il leprotto, fino a che dell'uovo non rimase più nulla; quando il terzo leprotto tornò a casa, mamma leprotto lo tirò per i baffi ancora pieni di cioccolato e disse: "Neanche tu sei il vero leprotto di Pasqua." Ora toccava al quarto. Il leprottino prese l'uovo chiazzato. Con quest'uovo corse nel bosco e arrivò al ruscello. Saltò sul ramo d'albero posto di traverso, ma nel mezzo si fermò. Guardò giù e si vide nel ruscello come in uno specchio. E mentre così si guardava, l'uovo cadde nell'acqua con gran fragore. Neanche questo era il vero leprotto di Pasqua. Ora toccava al quinto. Il quinto prese l'uovo giallo, corse nel bosco e, ancor prima di giungere al ruscello, incontrò la volpe, che disse: Su, vieni con me nella mia tana a mostrare ai miei piccoli questo bell'uovo! I piccoli volpacchiotti si misero a giocare con l'uovo, finché questo urtò contro un sasso e si ruppe. Il leprotto corse svelto svelto a casa, con le orecchie basse. Neanche lui era il vero leprotto di Pasqua. Ora toccava al sesto. Il sesto leprotto prese l'uovo rosso. Con l'uovo rosso corse nel bosco. Incontrò per via un altro leprotto. Appoggiò il suo uovo sul sentiero e presero ad azzuffarsi. Si diedero grandi zampate, e alla fine l'altro se la diede a gambe. Ma quando il leprottino cercò il suo uovo, era già tutto calpestato e ridotto in mille pezzi. Neanche lui era il vero leprotto di Pasqua. Ora toccava al settimo.
Il leprotto più giovane ed anche il più piccolo. Egli prese l' uovo blu. Con l'uovo blu corse nel bosco. Per via, incontrò un altro leprotto, ma lo lasciò passare e continuò la sua corsa. Venne la volpe. Il nostro leprotto fece un paio di salti in qua e in là e continuò a correre, finché giunse al ruscello. Con lievi salti lo attraversò, passando sul tronco dell'albero. Venne lo scoiattolo, ma egli continuò a correre e giunse al prato. Quando la gazza strillò, egli disse soltanto: Non mi posso fermare, non mi posso fermare! Finalmente giunse al giardino della casa. Il cancello era chiuso. Allora fece un salto, né troppo grande né troppo piccolo, e depose l'uovo nel nido che i bambini avevano preparato. Questo era il vero leprotto di Pasqua!

Cosa ci insegna questa storia?
Il settimo leprotto possedeva una speciale qualità la forza di volontà, non si fece distrarre dalle parole, non si fece fermare dagli ostacoli, lui sapeva cosa fare perchè la sua missione a termine voleva portare. La forza di volontà non ha età, e se a cuore avete un progetto non dimenticate di costruire prima le fondamenta e poi il tetto, mettendo la forza di volontà alla base di tutto.

LE UOVA FIORITE

C'era una volta un coniglietto che voleva regalare ai bambini suoi amici tante uova di Pasqua. Per far loro una sorpresa, cercava un posto dove nascondere le uova. All'alba si avvicinò alla casa dei bambini col suo sacchetto rigonfio. Il prato Iì davanti era tutto coperto di fiori di croco, bianchi, gialli e azzurri, che somigliavano a tante uova colorate.
Il coniglietto nascose le uova tra i fiori e se ne tornò a casa. 
AI sorgere del sole avvenne un fatto straordinario: i fiori del prato diventarono uova di Pasqua. 
Una colomba se ne accorse e andò in giro a spargere la notizia. 


Presto il prato fu pieno di bambini, mentre le uova di cioccolato continuavano a fiorire. Ancora oggi i vecchi del paese raccontano che quella sia stata la Pasqua più dolce di tutte.

venerdì 25 marzo 2016

La commovente fiaba del fiore della passione

Nei giorni lontani, quando il mondo era tutto nuovo, la primavera fece balzare dalle tenebre verso la luce tutte le piante della Terra, e tutte fiorirono come per incanto. Solo una pianta non udì il richiamo della primavera, e quando finalmente riuscì a rompere la dura zolla la primavera era già lontana… “Fa’ che anch’io fiorisca, o Signore! ” Pregò la piantina. “Tu pure fiorirai ” rispose il Signore. “Quando? ” chiese con ansia la piccola pianta senza nome. “Un giorno… ” e l’occhio di Dio si velò di tristezza. Era ormai passato molto tempo, la primavera anche quell’anno era venuta e al suo tocco le piante del Golgota avevano aperto i loro fiori. Tutte le piante, fuorché la piantina senza nome. Il vento portò l’eco di urla sguaiate, di gemiti, di pianti: un uomo avanzava fra la folla urlante, curvo sotto la croce, aveva il volto sfigurato dal dolore e dal sangue… “Vorrei piangere anch’io come piangono gli uomini” pensò la piantina con un fremito… Gesù in quel momento le passava accanto, e una lacrima mista a sangue cadde sulla piantina pietosa. Subito sbocciò un fiore bizzarro, che portava nella corolla gli strumenti della passione: una corona, un martello, dei chiodi… era la passiflora, il fiore della passione.