Ti ho amato dal primo istante...

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giovedì 13 novembre 2014

Serafino e la strega Sibilla

Sibilla la strega
viveva in una casa tutta nera
nel cuore di una foresta
altrettanto nera.
La casa era nera di fuori
e nera di dentro.
I tappeti erano neri.
Le sedie erano nere.
Il letto era nero e aveva
lenzuola e coperte nere.
Persino il bagno era nero.
Sibilla viveva nella sua casa nera
con il gatto, Serafino.
Anche Serafino era nero.
Ed è così che iniziarono i guai.
Quando Serafino era seduto su una sedia
con gli occhi aperti,
Sibilla riusciva a vederlo.
Vedeva almeno i suoi occhi. (verdi!)
Ma quando Serafino chiudeva gli occhi
per schiacciare un pisolino,
Sibilla non riusciva più a vederlo.
Così finiva col sedercisi sopra.
Quando Serafino si accoccolava sul tappeto
con gli occhi aperti, Sibilla riusciva a vederlo.
Vedeva almeno i suoi occhi. (verdi!)
Ma quando Serafino chiudeva gli occhi
per schiacciare un pisolino,
Sibilla non riusciva più a vederlo.
Così finiva con l'inciamparci dentro.
Un giorno, dopo un  brutto ruzzolone,
Sibilla decise che qualcosa andava fatto.
Afferrò la sua bacchetta magica,
la fece roteare una volta e,
ABRACADABRA!,
Serafino non era più un gatto nero.
Ma di un verde brillante!
Ora, quando Serafino
dormiva sulla sedia
Sibilla riusciva a vederlo.
Quando Serafino
dormiva sul pavimento
Sibilla riusciva a vederlo.
E riusciva a vederlo anche quando
dormiva sul letto.
Ma Sibilla non gli permetteva di
dormire sul letto ...
... e così un giorno lo afferrò
e lo portò fuori.
Fuori sull'erba.
Ma quando Serafino era seduto fuori sull'erba
Sibilla non riusciva a vederlo, neanche
quando teneva gli occhi aperti.
Un giorno, uscendo frettolosamente di casa,
Sibilla inciampò in Serafino,
fece tre capriole
e cadde in un cespuglio di rose.
Questa volta Sibilla era furiosa.
Afferrò la bacchetta magica,
la fece roteare cinque volte e ...
... ABRACADABRA!
Ecco che Serafino aveva la testa rossa,
il corpo giallo, la coda rosa,
i baffi blu e le quattro zampe viola.
Soltanto gli occhi erano ancora verdi.
Ora Sibilla riusciva a vedere Serafino
quando sedeva sulla sedia,
quando era sdraiato sul tappeto,
quando strisciava nell'erba ...
... e persino quando si arrampicava
in cima all'albero più alto.
Serafino si arrampicava
in cima all'albero più alto per nascondersi.
Era ridicolo e se ne rendeva ben conto.
Persino gli uccelli lo prendevano in giro.
Serafino era depresso.
Rimase sull'albero
tutto il giorno e tutta la notte.
Il mattino successivo Serafino
era ancora sull'albero.
Sibilla era preoccupata.
Gli era molto affezionata
e non voleva che fosse triste.
Fu allora che Sibilla ebbe un'idea.
Diede un colpetto alla sua bacchetta magica e,
ABRACADABRA!, Serafino era di nuovo
un gatto nero.
Felice, scese giù dall'albero facendo le fusa.
Frrrr... frrrrr... frrrrr!
Poi Sibilla diede un altro colpo con la sua bacchetta magica
e un altro e un altro ancora.
Ora invece di avere una casa nera,
aveva una casa gialla
col tetto rosso e una porta rossa.
Le sedie erano bianche
con cuscini a righe rosse e bianche.
Il tappeto era verde
con tante rose rosse.
Il letto era blu e aveva lenzuola bianche
e coperte rosa.
Il bagno era di un bianco splendente.

E adesso Sibilla riesce a vedere Serafino
ovunque esso sia.

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