Ti ho amato dal primo istante...

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domenica 5 gennaio 2014

La vera storia della Befana



Questa notte sarà una notte magica: la Befana passerà casa per casa, a bordo della sua scopa magica e lascerà a tutti i bimbi buoni una piacevole sorpresa e tanti dolcetti... ai bimbi meno buoni invece......... carbone! Ma.......... mi raccomando bimbi: stasera, la sera del 5 gennaio, tutti a nanna presto, che se non chiudete gli occhi e non vi abbandonate al magico mondo dei sogni, lei non passa a riempirvi le calze che avete appeso vicino all'albero di Natale e al presepe.... E per farvi addormentare........ fatevi leggere da mamma e papà ...

La vera storia della Befana. 

C’era una volta un paese abitato in prevalenza da bruttissime e cattivissime streghe. Era un paese normalissimo, popolato da famiglie normalissime con uomini e donne normalissimi e bambini allegri, burloni e… anche un po’ cattivelli.
La vita in questo paese si svolgeva nella maniera solita: i papà e le mamme lavoravano e si prendevano cura dei loro figlioli, i bambini andavano a scuola e di tanto in tanto si riunivano fra di loro in gruppetti e qualche monelleria a volte ci scappava pure.
Le streghe, invece, proprio normali non erano … Vivevano per conto loro, ma di tanto in tanto, mescolandosi tra la gente normale, portavano lo scompiglio nel piccolo paese. La più tremenda ed anche la più brutta era una certa Befana.
Befana prendeva spesso di mira i bambini costringendoli, a volte, a rispondere ai suoi dispetti con cattiverie e burle.
Un giorno il buon Dio, stanco di questa catena di dispetti e malignità, scese in campo con la sua onnipotenza.
Egli pensò “E’ se convertissi la cattiveria di Befana in bontà? Forse anche i bambini, che ho creato naturalmente buoni, non avendo modo di scontrarsi con la cattiveria, torneranno ad essere quello che per loro natura sono!”
Fu così che convertì la cattiveria di Befana in bontà. A questo punto il problema avrebbe dovuto essere risolto e, invece no. Befana, diventata una docile, dolce e simpatica vecchina, fu scacciata dal clan delle streghe, ma per lei non fu proprio male, anzi: i bambini facevano a gara ad ospitarla nelle loro case, godevano delle sue infinite e fantastiche favole e di tutti i dolcetti che faceva per loro.
Erano tanto contenti della sua esistenza, che presto dimenticarono le altre sue sorelle ed i loro dispetti, tornando ad essere i bambini di sempre. Un brutto giorno, però, com’è destino per ogni essere umano, la dolce vecchina morì. I bambini la piansero tanto e pregarono Gesù perché la facesse tornare.
Anche Befana, seppure in Paradiso, era sempre triste e pensierosa, tanto che il Signore, impietosito dalle loro lacrime e dalle loro preghiere, decise di accontentarli. Decise che un solo giorno di ogni anno la dolce ex strega avrebbe potuto tornare a vivere fra tutti i bambini, quelli buoni s’intende, facendo sentire loro la sua presenza ed il suo amore, il modo lo avrebbe scelto di volta in volta la stessa Befana.
La gioia di Befana per questa concessione che il Signore le aveva fatto fu infinita e subito decise che il modo per far sentire ai bambini buoni la sua presenza ed il suo amore era quello di portar loro, nel giorno stabilito, doni e dolcezze e, non si accontentò di farlo solo nel suo paese di origine, ma, sfruttando il potere che Gesù dà alle persone buone che vanno in Paradiso, anche in ogni parte del mondo.
Simbolicamente Befana scelse il giorno 6 gennaio perché fu il giorno in cui i tre Re Magi arrivarono a Betlemme e depositarono accanto alla culla del Bambinello i loro splendidi doni. Ma questo succede solo per i bambini che rimangono tali quali il Signore li ha creati, cioè buoni e, a quelli cattivi o un po’ monelli? A loro è destinato solo del carbone, dolce s’intende, perché Befana non essendo più quella strega cattiva di una volta vuole solo simbolicamente ripagare con egual moneta.


La Befana vien di notte
Con le scarpe tutte rotte
Il cappello alla romana
Viva viva la Befana!!

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